Osteria Grand Hotel Milano – La cucina dei Navigli in cento anni di cabaret e voglia di musica

11/10/2018 957
Osteria Grand Hotel, glicini, Foto di Bart Herreman
Osteria Grand Hotel, glicini, Foto di Bart Herreman

di Enrico Malgi

L’ossimoro forse non è casuale, ma è azzeccato comunque, così come il logo che è volutamente identico a quello di una famosa rivista vintage ancora in auge dopo più di settant’anni. E lo stesso locale, dall’aria retrò, è sicuramente vintage. Osteria Grand Hotel a Milano in Via Ascanio Sforza zona Naviglio Pavese,.

Naviglio Pavese a Milano
Naviglio Pavese a Milano

Qui è tutta un’altra Milano che corre meno veloce e che nostalgicamente guarda più al passato che al futuro, quasi a voler tornare indietro nel tempo quando negli anni ’80 la gente frequentava i numerosi cabaret lungo i Navigli per assistere agli spettacoli di Lella Costa, Angela Finocchiaro, Paolo Rossi, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Claudio Bisio e tanti altri ancora. L’Osteria stava là già da molto tempo prima, addirittura dall’inizio del XX secolo quando si chiamava “El Gandin”. La sera si ballava e si giocava a bocce. Adesso non si balla più, ma il campo di bocce sta ancora lì a sfidare il tempo e le mode e dal 1981 il locale si chiama Osteria Grand Hotel.

Osteria Grand Hotel, il vecchio campo di bocce, Foto M.S.
Osteria Grand Hotel, il vecchio campo di bocce, Foto M.S.
Osteria Grand Hotel, ingresso, Foto di Bart Herreman
Osteria Grand Hotel, ingresso, Foto di Bart Herreman

Nascosto pudicamente in un vicoletto a fianco di un famoso bistellato, che invece sta sulla strada principale per farsi ammirare. Atmosfera old style e d’antan, ma tutto sommato tranquilla, elegante ed informale. Ci accomodiamo all’aperto in una giornata di caldo sole settembrino. Sopra di noi e tutto intorno pende un groviglio di glicine e di profumati fiori di gelsomino.

Osteria Grand Hotel, scorcio della sala, Foto di Bart Herreman
Osteria Grand Hotel, scorcio della sala, Foto di Bart Herreman

Il gestore Fabrizio Paganini, grande esperto di vini e dall’aria seriosa, sta qui dall’inizio dell’avventura dell’Osteria. Propone una cucina semplice, senza fronzoli ma genuina e gustosa. Piatti intelligenti che si rifanno alla vecchia tradizione meneghina e/o nazionale, ma rivisitati in chiave moderna e praticando poi ottimi prezzi. La Guida del Gambero Rosso 2019, infatti, ha elargito all’Osteria il Premio Speciale Miglior Qualità/Prezzo. Le selezionate materie prime, a marchio Slow Food, arrivano da qualificati ed affidabili produttori italiani. Monumentale la carta dei vini, con oltre settecento etichette.

Siamo due coppie e da buoni amici decidiamo di dividerci tutte le pietanze.

Un solo primo, tanto per assaggiare: Ravioli di coniglio con crema di peperone rosso alla brace. Ottima cottura. Prezioso il saporito ripieno. Gusto avvolgente e soddisfacente.

Osteria Grand Hotel, ravioli di coniglio con crema di peperone rosso alla brace
Osteria Grand Hotel, ravioli di coniglio con crema di peperone rosso alla brace

Appena cominciato siamo già ad una disputa austro-italiana. Il contenzioso riguarda la Viennese con rucola e pomodorini, alias Wiener Schnitzel, oppure detta cotoletta alla milanese, la cui ricetta sembra sia stata scippata da Radetzky durante l’occupazione all’ombra della Madonnina nel XIX secolo e detta anche “orecchia di elefante” per le sue grandi dimensioni. A parte tutto, comunque, ho gustato un’ottima carne, consistente, non unta e che non appesantisce.

Osteria Grand Hotel, Viennese con rucola e pomodorini
Osteria Grand Hotel, Viennese con rucola e pomodorini

Il piatto successivo è di quelli che ti fanno sobbalzare sulla sedia: Petto d’anatra con salsa di prugne. Carne succosa, tenera e ben cotta. Piatto raffinato e centrato.

Osteria Grand Hotel, petto d'anatra con salsa di prugne
Osteria Grand Hotel, petto d’anatra con salsa di prugne

Anche il piatto seguente non è da meno, anzi è stato quello che mi ha intrigato di più: Spalla di agnello cotta a bassa temperatura, con patate al forno. Una vera bontà. Spalla enorme che ha richiesto la collaborazione di più persone per finirla. Carne succulenta e croccante.

Osteria Grand Hotel, spalla d'agnello cotta a bassa temperatura con patate al forno
Osteria Grand Hotel, spalla d’agnello cotta a bassa temperatura con patate al forno

Come al solito a fine pasto non so rinunciare ad un’ottima selezione di formaggi territoriali. Qui potevo anche cavarmela da solo, ma generosamente ne ho offerto una parte ai miei amici di viaggio. Bocca resettata.

Osteria Grand Hotel, selezione di formaggi
Osteria Grand Hotel, selezione di formaggi

E adesso veniamo ai dolci: Parfait ai tre cioccolati con salsa al caffè e Tarte tatin di mele. La mia preferenza va senz’altro a quest’ultima. Anche se il parfait non è malvagio. E comunque si tratta di dolci squisiti e delicati.

Osteria Grand Hotel, tarte tatin di mele
Osteria Grand Hotel, tarte tatin di mele

Per bere ci siamo affidati al padrone di casa che ci ha consigliato uno Spumante Metodo Classico Extra Brut Blanc de Noir Farfalla di Angelo Ballabio e un Montepulciano d’Abruzzo Vigneto Sant’Eusanio di Valle Reale. Sui formaggi e sui dolci sono stato tentato dall’ottimo prezzo del Sauternes Chateau Guiraud Premier Cru Classé 1995 e così l’ho ordinato. Perfetto! Fabrizio alla fine ci ha voluto omaggiare di un Glen Grant 1969 di Silvano Samaroli. Eccezionale.

Osteria Grand Hotel, Farfalla, Extra Brut Blanc de noirs di Angelo Ballabio
Osteria Grand Hotel, Farfalla, Extra Brut Blanc de noirs di Angelo Ballabio
Osteria Grand Hotel, Montepulciano d'Abruzzo Vigneto Sant'Eusanio Valle Reale
Osteria Grand Hotel, Montepulciano d’Abruzzo Vigneto Sant’Eusanio Valle Reale
Osteria Grand Hotel, Sauternes Chateau Guiraud Premier Cru Classe' 1995
Osteria Grand Hotel, Sauternes Chateau Guiraud Premier Cru Classe’ 1995
Osteria Grand Hotel, il distillato Glen Grant del 1969 firmato Samaroli e gentilmente offerto
Osteria Grand Hotel, il distillato Glen Grant del 1969 firmato Samaroli e gentilmente offerto

Ottimo pranzo. Ottimo il conto. Buono il servizio. Il tutto condito da un ambiente unico nel suo genere, tenendo conto che eravamo poco distanti dal centro di Milano ed invece sembrava che stessimo in aperta campagna. Locale sicuramente da rivisitare.

Foto di Marco Galetti e di Bart Herreman

Osteria Grand Hotel
Via Ascanio Sforza, 75 – Milano
Tel. 02 89511586 – 89516153
www.grandhotelosteria.it
Locale aperto tutti i giorni a cena, tranne il lunedì.
Sabato e domenica aperto anche a pranzo.
Menù alla carta.

 

2 commenti

    Francesco Mondelli

    (11 ottobre 2018 - 15:26)

    Letteralmente anche a Milano ti sei “imboscato” in una buona trattoria.Come direbbe il toscano a metà la volpe e l’uva pardon la cotoletta che a vista più che milanese mi sembra viennese.PS.Per chiarezza va detto che il fu grande Samaroli aveva un innato talento a cercare selezionare vecchie botti di ottimo whisky che poi imbottigliava con il sue marchio.PS.Tornatenne paisà ca là u friddo sta pe accumincià e i diversamente giovani e pote scutulià.FM.

    Enrico Malgi

    (11 ottobre 2018 - 16:06)

    La colpa, come si può intuire, non è mia ma del brianzolo di nostra conoscenza che appena metto piede in terra lombarda mi sequestra. Ti dirò comunque che la cosa non mi dispiace affatto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.