Paisà a Agnone Cilento e la cucina sincera di mare

25/7/2020 6.2 MILA

Osteria Paisà ad Agnone
Cell. 329 9121204
Sempre aperto in estate, nei fine settimana in inverno

Agnone Cilento
Agnone Cilento

di Marco Contursi

Ci sono tanti chef che avrebbero bisogno di un buon avvocato, meno usuale che un bravo avvocato, decida di diventare uno chef. L’avvocato Pasquale Tarallo ha invece scelto di dedicarsi ai fornelli, in un locale fondato 40 anni fa da sua nonna Veturia. E’ sempre bello venire ad Agnone, tranquilla frazione marina di Montecorice.

Paisa' - gamberoni locali
Paisa’ – gamberoni locali

E la mia tappa è qui, in questo piacevole e fresco dehors. Il pescato locale è il leit motiv di questa cucina, insieme a olio eccellente (Piero Matarazzo) e vini del territorio (Casebianche, Colle del Corsicano). Una cena estiva tra amici, è stata l’occasione per provare a distanza di qualche anno la cucina di Pasquale. Piacevoli le crocchette di mare (magari un tantino piu decise di sapore) e le alici in carpione di fico balsamico, che sono la scusa perfetta per finire la bottiglia di La Matta, spumante metodo ancestrale, da sempre a me molto caro, come pure i suoi “genitori”, Pasquale e Betty della cantina Casebianche di Torchiara.

Paisa' - alici in carpione di fico balsamico
Paisa’ – alici in carpione di fico balsamico
Paisa' - crocchette di mare
Paisa’ – crocchette di mare
Paisa' - la Matta
Paisa’ – la Matta

Molto buona la linguina con totani, pomodorini gialli ed olive, semplice e gustosa. Mentre un piatto storico di questo locale, gli spaghetti all’orto erano sì gustosi ma penalizzati da un pizzico di olio in eccesso.

Paisa' - linguina totani ed olive
Paisa’ – linguina totani ed olive
Paisa' - spaghetto dell orto
Paisa’ – spaghetto dell orto

Il fiano marino di Alferio Romito (Colle del Corsicano) è stato degno compagno della Matta: sapido, iodato, verticale direbbe un critico famoso “appiccicato” col termine “minerale”, e lunga persistenza al palato. Sicuramente una delle migliori bottiglie cilentane per chi ama i bianchi.

Il totanetto imbottito con le patate, è una riuscita fusion tra i sapori cilentani e amalfitani, mentre la crostata di crema al limone, chiude piacevolmente il pasto.

Paisa' - totanetto ripieno e patate
Paisa’ – totanetto ripieno e patate

Un goccio di Gin al cacao Domori della azienda Picogrammo e via a fare due passi sul lungomare, purtroppo occupato da postazioni di venditori di cianfrusaglie, alcune che proprio non “ci azzeccano” proprio, come i pupazzi di babbo natale a pile. Qui mi parte l’embolo, perché mi ricordo di un mio pezzo su questo blog di millanta anni fa che fece molto discutere e partiva dall’aver trovato ad una sagra cilentana, venditori di taralli pugliesi, torroni irpini, e altre cose che col Cilento non c’entravano nulla. Fa davvero piacere vedere che è cambiato poco o nulla. L’importante è però assegnare ogni 7 giorni un premio a qualcuno sulla dieta mediterranea e dare il marchio del parco a larghe maniche. E che ci frega se invece che manufatti di ulivo o di altro artigianato locale, ci siano foderi di cellulare e pupazzame vario made in china. E non apriamo il discorso sull’uso dell’extravergine locale nei ristoranti del Cilento.

Amici
Amici

Paisà
Via Marina Nuova, Agnone Cilento
tel 329 912 1204

da sx Luca Tarallo, Vincenzo Milo, Pasquale Tarallo e Maria Rosaria Di Lorenzo

di Enrico Malgi
report del 5 luglio 2013

Agnone Cilento è una piccola frazione marina del comune di Montecorice, stretta tra le più rinomate stazioni balneari di Acciaroli a sud e di San Marco e Santa Maria di Castellabate a nord. Da semplice borgo di poveri pescatori, negli ultimi anni Agnone è diventata un’importante meta turistica della costa cilentana, grazie al suo mare trasparente ed incontaminato, suggellato dalla Bandiera Blu, al clima mite durante tutto l’anno, ad una buona qualità dei servizi e, naturalmente, all’ottima gastronomia marinara.

Paisà, l’insegna

E a proposito di ristorazione, un locale da tenere presente per chi visita questo civettuolo paese è il Paisà (segnalato dalla Guida Slow Food delle Osterie d’Italia), gestito dal 2006 dai giovani fratelli Pasquale e Luca Tarallo (quest’ultimo è anche chef).

E’ stata nonna Veturia a fondarlo nel lontano 1971e che poi ha trasmesso a figli e nipoti la passione per la buona cucina. E così adesso il testimone è passato nelle mani dei due fratelli, che propongono un’autentica ristorazione a Km 0 con filiera cortissima. Si badi bene che questo non è il solito slogan per attirare i clienti con false promesse ma è la pura verità, perché qui si usano soltanto materie prime di qualità del luogo.

Paisà, l’interno

 

Paisà, l’esterno

Intanto la carne è totalmente bandita, si mangia prevalentemente il pesce freschissimo del mare antistante il ristorante e, quindi, a seconda del pescato ad horas il menù cambia ogni giorno; formaggi caprini ed ovini prettamente locali (niente mozzarella di bufala, perché Paestum è lontana da qui, ci tiene a sottolineare Pasquale); verdura e frutta degli orti e frutteti di Montecorice e dintorni; pane e freselle prodotti ad Agnone; dolci rigorosamente della Casa; e per condire si usa solo olio extravergine d’oliva Dop del Cilento.

Paisà, formaggi caprini e ovini

La filosofia dei fratelli Tarallo è che la loro cucina deve essere ispirata alla vera tradizione e cultura del territorio e per questo motivo essi sono animati da grande passione e attaccamento alla loro terra, che si concretizza proprio attraverso la loro gastronomia. In cucina insieme con Luca, che quando è libero da impegni scappa subito sulle calde spiagge brasiliane, opera il giovanissimo Vincenzo Milo, da poco diplomato all’Istituto Alberghiero di Vallo Scalo. La moglie di Pasquale, Maria Rosaria Di Lorenzo, è attivamente impegnata al servizio ai tavoli.

Spiaggia di Agnone Cilento

Mi sono accomodato all’aperto seduto su una rustica ed informale pedana nel dehors, coperta da candidi teli e con vista mare. L’interno del locale, invece, è minimalista e arredato spartanamente. Secondo la carta del menù del giorno, scritta rigorosamente a matita, Pasquale mi ha subito servito l’abbondante, gustoso e fantasmagorico antipasto della Casa, chiamato proprio “Paisà”: crocchette di pesce e fiori di zucca, tonno sott’olio, cipolle, tortino di alici, involtino di peperoni con ripieno di ricotta di capra ed ortaggi, zucchine alla scapece, riso nero con uova di pesce, carpaccio di polpo e alluzzo in foglia di limone. E poi ancora una squisita e vera acquasale cilentana con trancio di tonno, alici imbottite al pomodoro e uno scelto piatto di formaggi cilentani di capra e di pecora, serviti con marmellata di limoni.

Paisà, antipasti

 

Paisà, acquasale

 

Paisà, alici imbottite

Poi i primi piatti: linguine al tonno e limone e paccheri allo scorfano, molto buoni.

Paisà, linguine tonno e limone
Paisà, paccheri allo scorfano

Per secondo una semplice ma gustosa e croccante frittura di triglie e di alici. Alla fine per dolce due fette di crostate e una cremosa e leggera mousse di marmellata di limoni di Agnone con olio extravergine di oliva Dop Salella.

Paisà, crostata alle mandorle

 

Paisà, crostata della Casa

In abbinamento a tutto il pranzo ho degustato due ottimi vini cilentani: il rosato di Verrone ed il Moscato secco di Barone.

Paisà, i vini di Verrone e Barone

In conclusione, quella del Paisà si può definire una cucina naif e genuina, senza tanti voli pindarici e da scoprire assolutamente. I prezzi sono nella norma, tenendo conto della freschezza del pesce e degli ottimi ingredienti locali. La carta dei vini deve essere ampliata, soprattutto con prodotti del Cilento, e con ricarichi meno onerosi. Il luogo è rilassante, i fratelli Tarallo e Maria Rosaria, poi, sono molto accoglienti e disponibili e trattano con molta familiarità i loro clienti, facendoli sentire a casa propria. Per tutto questo, quindi, bisogna assolutamente andarci!

Ristorante Paisà – Via Marina Nuova, 12 – Agnone Cilento (SA)
Cell. 329 9121204 – pasquale [email protected]
Aperto sempre da giugno a settembre e i fine settimana da marzo a giugno.
Su prenotazione anche in altri periodi.
Prezzo per un pasto completo 30,00-35,00 euro escluso le bevande.

 

 

4 commenti

    Marco Galetti

    Dottor CONTURSI buongiorno, qui ci si chiede: nelle tavolate di “amici terroni” è contemplata la presenza di untori lombardi?

    26 luglio 2020 - 07:14Rispondi

      Marco contursi

      Certamente,anche perché non temiamo gli untori grazie al vino campano.

      26 luglio 2020 - 11:53Rispondi

    Mondelli Francesco

    Antonio Prinzo

    Le ultime stupende righe sono come il Diger Selz o la Citrosodina, creano quel vortice interiore e piacevole che scaturisce in un rumoroso suono liberatorio

    26 luglio 2020 - 18:48Rispondi

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