Parco di Villa Grey, Versilia: Nicola Gronchi e il virtuoso delirio di gusto

20/5/2019 1 MILA
Villa Grey Aprile 2019
Villa Grey Aprile 2019

di Marco Bellentani

Forte dei Marmi, la spiaggia, la pineta, il relax e la storia di una location leggendaria. Villa Grey, progetto di Fabrizio Larini, unisce magicamente queste caratteristiche con uno stabilimento balneare curato e dalla cucina sfiziosa, un hotel di lusso e il nuovo ristorante gourmet guidato da un Nicola Gronchi in forma smagliante. Proprio quest’ultima faccia di Villa Grey, propone diversi spunti di interesse. Chi bazzica il Forte lo sa: la recente storia professionale dello chef nato a Marina di Carrara ha confermato stella in uno storico locale, ma anche un divorzio agitato. Voltando bruscamente pagina, Nicola dimostra personalità, coraggio e passione: “una cucina mia, una pace mentale impagabile, una brigata affiatatissima e il numero di tavoli giusto per esprimere una cucina di altissimo livello”. Nicola, diciamocelo, punta dritto a riprendersi la Stella che l’apparato Villa Grey pare meritare.

Parco di Villa Grey - Servizio
Parco di Villa Grey – Servizio

Tutto sarebbe vano, per il buongustaio, se lo chef non dimostrasse crescita, volontà di ricerca e mano decisa. Per suo merito, e per nostro sommo godimento, in una cena al Parco di Villa Grey, troverete tutto questo insieme ad un servizio perfetto – preciso, veloce, armonioso – con Massimo Bartolucci al comando e il sommelier Alessandro Frisario a menar una carta dei vini piena di territori che si esprimono con franchezza e naturalezza.

In cucina, Gronchi si avvale, come detto, di una brigata che fa sembrar tutto facile e anche divertente, grazie anche a Carmine Petrosino, suo braccio destro. La cena brilla di chicche, espressioni e convinzioni dello chef che non lesina dettagli, senza inutili complicanze, dando spazio alla materia prima e al gusto vero dello cose. Ricerca, contrappunti acidi, pensiero. IL 35enne cresciuto in una famiglia di macellai, trita perle di carne e pesce.

Già colpisce l’aperitivo (a scelta – con champagne 16 euro), dove non manca il panino al lampredotto, il guacamole, il tocco sfizioso e piccante definito sull’entrée di scampo d’eccellente dolcezza e gioco amarognolo. Arriva lo Sgombro su verdure ghiacciate, asparago e gamberi di fascina fritti: piatto che deve trovare la sua calibratura perfetta (marinatura), ma che presenta un gioco tra pesce povero e nobile di profonda ricercatezza.

Parco di Villa Grey - Sgombro
Parco di Villa Grey – Sgombro

Non mente, anzi esalta, l’Ostrica gambero biondo, centrifuga di cetriolo e cipollotto – ancora contrapposizioni perfette. Succulenta la Triglia, con acetosa, maruzzelle e fave. Salsa sensuale, rimandi balsamici. Acidità.

Parco di Villa Grey - Triglia
Parco di Villa Grey – Triglia

Partenza in quinta, quindi, ma gli highlights si diffondono per tutta la cena – non si cala il sipario sul gusto – si va avanti dritti fino alla fine. Il primo di questi è, sicuramente, il Rombo chiodato, salsa di colatura d’alici, zucchine. Tocco quasi bbq di una salsa mondiale, infinita, su una cottura perfetta del pesce, che rimane saldo, stupendamente ricco di fragranze.

Parco di Villa Grey - Rombo
Parco di Villa Grey – Rombo

Si passa poi al Risotto ricotta fumé, salmone e lemon grass: piatto che pare entrare in sordina nella sua descrizione, ma che, ancora non fa prigionieri, volendo volutamente rimanere etereo. I successivi tre piatti della cena sono, tutti altri piccoli capolavori di Gronchi. Si parte con lo Spaghettone aglio e olio con gamberi biondi cotti e crudi, polvere di olive e bottarga: sostanza, boccone, consistenze dolciastre e sapide, forza.

Parco di Villa Grey - Spaghettone
Parco di Villa Grey – Spaghettone

Quando il gourmet si fa forchettata senza ritegno! Tra le migliori Animelle del momento, ci sono quelle di Gronchi: consistenza mista, tra morbido e bbq, dove esplode la tradizione ebraico-romana in agnello e carciofo.

Parco di Villa Grey - Animelle
Parco di Villa Grey – Animelle

Un asticella difficile da superare. Chiude, trionfale, opulento, sfacciatamente selvaggio e sincero il Piccione diviso in quattro. Tacos col suo fegato. Un petto dalle vampiresche conseguenze sul cliente, immerso in trionfi di dolcezza.

Parco di Villa Grey - Il sontuoso Piccione
Parco di Villa Grey – Il sontuoso Piccione

La carne del nobile pennuto rimane sul trono e, udite udite, si fa materia con cui liberarsi dalle gabelle dei luoghi raffinati. La stupenda coscia, infatti, affumicata e presentata vicino alla carcassa, si deve – su consiglio del servizio – mangiare con le mani. Nessun ripieno, nessuna concessione, carne allo stato puro, incensata delle sue più onorevoli ferinità.

Giunge al termine una cena che vale il viaggio, non dimenticando i dolci dove spiccano Panna cotta e fragole e il ricordo ancora vivo del gelato al whisky di una Veronica Sbordone al massimo del rendimento.

Parco di Villa Grey - Panna e Fragole
Parco di Villa Grey – Panna e Fragole

Davvero un’esperienza, quella del Parco di Villa Grey, con la consapevolezza di uno chef ancora giovane, ma che in pochi anni è cresciuto esponenzialmente ed è pronto, raccontando la sua cucina, a colpire al cuore e a togliersi qualche pregiata soddisfazione.

Prezzi: degustazioni 85 – 70, a la carte 95

Parco di Villa Grey
Lungomare Italico, 84
55042, Forte dei Marmi (LU) – Italy
[email protected]
Tel +39 0584 787496

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