Poggio alla Meta del professor Mariano Nicotina


Il professor Nicotina


di Paolo Mazzola

Con Matteo Rugghia, coordinatore  per Slow Food della provincia di Frosinone siamo stati da questa interessante azienda della valle del Comino, ad Alvito, in una conca  che ha alle spalle i monti della Meta, nel versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo,  quasi a metà strada fra Sora e Venafro.

La cantina

Nel 1868 l’agronomo Pasquale Visocchi importò dalla Francia  viti di cabernet franc, cabernet sauvignon, merlot, syrah, pinot nero ed altre varietà  francesi anche a bacca bianca per impiantarle nella valle. Quest’ambiente si è rivelato particolarmente vocato , tant’è che poco più di 10 anni fa è arrivato il riconoscimento Atina DOC, a rafforzare una specificità  territoriale per questi vitigni alloctoni caratteristici del  classico taglio bordolese.L’attività di valorizzazione del cabernet di Atina è stata per anni svolta dalla cantina di  Giovanni Palombo,  oggi senz’altro sostituito in questo ruolo di portavoce da Poggio alla Meta ,  una delle aziende, se non l’azienda più rappresentativa della Valle del Comino.

Mariano Nicotina e Matteo Rugghia

Mariano Nicotina, coadiuvato dal figlio Andrea,  è proprietario ed anima dell’azienda,  professore universitario della facoltà di  Agraria di Portici, nel 2000 acquistò terreni nella valle ed iniziò l’attività enologica.

I vigneti, circa 6 ettari  sono situati a 450 m s.l.m. nella conca di Alvito su suolo di medio impasto calcareo argilloso, allevati a cordone speronato con una densità d’impianto di 5200 ceppi per ettaro,  Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc , Merlot e Syrah; 1,5 ettari di proprietà dell’agronomo Anselmo Cioffi a Pescosolido nella media valle del Liri dove è coltivata la Passerina, insieme ad alcuni vitini autoctoni poco noti, in un terreno marnoso, arenaceo calcareo.    

I vini di Poggio alla Meta

L’azienda ha sempre lavorato nel campo dell’ecocompatibilità e dello sviluppo sostenibile, ottenendo diversi riconoscimenti, il più recente è stato il premio Cisco Live 2012, un innovation award  per la riduzione dell’emissione del gas ad effetto serra nel settore vitivinicolo. Lo studio ha riguardato  il monitoraggio, con appositi sensori, del fabbisogno alimentare e della necessità di agrofarmaci dei vigneti che quindi vengono alimentati  solo quando è veramente necessario.

Mariano Nicotina

L’azienda è anche impegnata, con il progetto Primovero nella valorizzazione di vigneti autoctoni, fra i quali abbiamo provato:

Maturano bianco 2011, corredo aromatico importante e molto intenso di ananas, banana, cedro e pesca bianca, al palato non è molto fresco, ma  è persistente e ricco di aromaticità, senz’altro un vitigno di buona personalità e buone prospettive.

Lecinaro 2011, un rosato naturale, ottenuto con una fermentazione di 15 gg. sulle bucce, che donano astringenza e struttura. Sensazioni olfattive interessanti di cenere e balsamiche insieme a sensazioni di frutta rossa fresca.

Lecinaro 2011

Bevuti: Il giovane Cabernet di Atina 2010. Prodotto con Cabernet Sauvignon 75%, Cabernet Franc e Merlot. Prodotto con il medesimo uvaggio de”Il vecchio”, ma con una maturazione diversa. 6 mesi circa in acciaio e poco più di 6 mesi in bottiglia. Bouquet profumato di fiori secchi e di frutta rossa ed importante nota vegetale all’olfatto. Conserva una buona tannicità setosa e una buona bevibilità , morbido ed equilibrato.

Il vecchio Cabernet di Atina 2007: medesimo uvaggio del giovane, con maturazione in barrique di primo e secondo passaggio e tonneau per circa 2 anni ed ulteriore affinamento in bottiglia di almeno 6 mesi, come si confa ad una riserva. Il vino si presenta con sensazioni olfattive ricche di spezie, pepe e tabacco, balsamiche e vegetali e di frutta. Abbastanza austero e tannico al gusto, ben equilibrato ne l complesso..un vino interessante ed importante.

Qualche barrique con il Cabernet Il Vecchio

Piluc 2011, passerina del Frusinate. Il nome deriva da “piluccare” quello che fanno gli uccelli con gli acini dell’uva passerina,  è un prodotto particolare, austero nei profumi, floreali  di ginestra e fruttati di pesca bianca e di mandorla , importante freschezza asciugante al gusto che conferisce personalità, insieme ad una giusta pienezza e ad bevibilità notevole.   

Poggio alla Meta
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