Il mio grosso, grasso sanguinaccio di Carnevale!


Sanguinaccio di Carnevale

Sanguinaccio di Carnevale

di Fabiola Quaranta

Che bella festa il Carnevale, giocosa, grassa, scherzosa. Festa dell’allegria per eccellenza, dove ogni ordine può essere sovvertito e ciascuno può liberare la propria fantasia travestendosi nei modi più disparati, dando libero sfogo all’immaginazione, senza tema di doversi vergognare, assolutamente liberi di colorare qualche ora della propria vita nei modi più improbabili. Carnevale è soprattutto la festa dei bambini;  bimbe che finalmente si trasformano in principesse e maschietti stretti nei loro costumi da super eroi, clown, streghe e strani personaggi schiamazzano per le strade preceduti da coriandoli e stelle filanti. Festività dalle origini cristiane, in bilico tra religiosità e paganesimo giunge a noi nel suo sfarzo più totale, caratterizzata come ogni festa che si rispetti da tradizioni culinarie proprie di ciascun paese.

Veniamo al dunque, veniamo a noi. Non me ne vogliano i cultori della tradizione più ostinata, io vi parlerò come sempre, delle tradizioni di casa mia, di mia madre e di quel sottile file rouge che mi lega alla mia terra pur standone lontana, che mi avvolge a doppio filo alle sue tradizioni, ai suoi profumi e all’intensità del vissuto in una città dai mille volti, ambigua di per sé, eclettica come la più fantasiosa maschera di carnevale. Il mio grosso, grasso sanguinaccio carnevalesco apre una finestra sul passato; rivedo faccette innocenti stupirsi di fronte alla magia della materia che si trasforma, del cacao che con lo zucchero, la cannella, il latte e qualche altra cosa a noi allora sconosciuta diventava un dolce golosissimo, una tazzina di puro piacere. In piedi sulla sedia osservavo mia madre lavorare con sapienza ed oggi, io con i miei figli ripeto gli stessi meticolosi gesti, con una ricetta che diventa una formula magica, scritta su un quaderno ingiallito e vecchio che sa di famiglia.

Non fatevi mancare sulla tavola del martedì grasso questo opulento e denso intingolo di bontà… anche se mancante dell’ingrediente un tempo principale da cui origina il suo nome (il sangue del maiale), saprà sicuramente deliziare le vostre papille rendendo la festa ancora più dolce. Non dimenticate in abbinamento al sanguinaccio le immancabili chiacchiere!

  • Tempo di preparazione 15 minuti
  • Tempo di cottura 30 minuti
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Ingredienti per 4 persone

  • 225 gr. di cacao amaro
  • 3 cucchiai colmi di farina
  • 600 gr. di zucchero
  • 1 l. di latte
  • 1 cucchiaio di burro
  • qualche buccia di limone non trattato
  • cannella
  • vanillina
  • cioccolato fondente
  • (cedro)

Preparazione

Setacciate il cacao amaro con la farina e lo zucchero, quindi mescolateli. Aggiungete piano piano il latte avendo cura di evitare la formazione di grumi, quindi le bucce di limone ed il burro. Una volta ottenuto un composto omogeneo fate cuocere a fuoco lento, rimescolando continuamente. A cottura ultimata, quando il sanguinaccio sarà diventato cremoso, aggiungete la cannella, la vanillina, il cioccolato ridotto in schegge e, se vi piace, il cedro a pezzettini.

5 Commenti

  1. Chiamiamola allora crema di cacao…il sanguinaccio appunto e’ un’altra cosa.
    Buon carnevale

  2. Bravo Sanfedista e’ come chiamare un gambero aragosta, penso che quest’ultima non la prenda tanto bene, ahahahah!!

  3. Non sono d’accordo è come chiamare “aragosta” ‘o call’ ‘e trippa. Sanguinaccio e crema di cioccolatto sono 2 cose DIVERSISSIME.
    Sono stato recentemente a Cosenza; sanguinaccio VERO in tutte le pasticcerie ed OTTIMO alla fine di un pranzo pantagruelico tutto a base di puorco. I fieri calabresi se ne fottono dei divieti cretini

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