Ricordate il conto di 4000 euro da Cracco? Il Tribunale dice: Ok, il prezzo è giusto

27/9/2012 90.6 MILA
Carlo Cracco

di Leo Ciomei

Quasi quattro anni fa lo chef Carlo Cracco venne messo alla gogna da tutti i quotidiani e mass media (blog compresi, ma non questo) per aver presentato un conto di euro 4.140,00 a dei clienti a cui aveva servito una generosa grattata da 3 etti di tartufo d’Alba al modico prezzo di euro 1.090,00/etto. Da lì chiamata dei carabinieri, denunce, offese, ecc… poi il silenzio.

La scorsa settimana il giudice (ma per ora non sono depositati gli atti) ha dato finalmente ragione allo chef milanese (vicentino, in verità) concludendo una vicenda che certo non aveva contribuito al buon nome di Cracco e del suo ristorante.

Il pregevole tartufo d'Alba

E allora ? Allora va segnalato che ad oggi solo Paolo Marchi sul suo blog Identitagolose e Dissapore, nelle notizie brevi, ne hanno dato notizia. Tutto tace dai maggiori quotidiani, La Stampa in testa, che ne diedero ampio risalto nei primi mesi del 2009.

Il famoso conteggio de La Stampa

 

Google News non dà notizie della sentenza

Capisco che Carlo Cracco, a pelle, non sembri una persona particolarmente alla mano e simpatica (ma quanti di quelli che lo giudicano, lo conoscono davvero ?) ma un minimo di coerenza nel dare le notizie non gli spettava ?  fra l’altro, parlandoci, non è nemmeno così antipatico…

Come scrive giustamente Paolo Marchi ricordando una frase del “Drake” Enzo Ferrari: “in Italia si perdona tutto meno che il successo”.

34 commenti

    Marcello

    Vabbe’, ma se i clienti erano russi di cosa avevano da lamentarsi??

    26 settembre 2012 - 14:53

      leo

      A parte il fatto che erano italiani ma… che c’entra ? ai russi dobbiamo far pagare di più ? mica sarai un ristoratore veneziano con tre listini (autoctoni, italiani e jap) ? suvvia, cresciamo un po’ di mentalità !

      26 settembre 2012 - 17:31

    Giancarlo Maffi

    Cracco in effetti non e’antipatico. E’ l’origine che disturba un filo, ma non piu’di tanto: xe veneto, come Guidolin che sembra un prevosto perennemente sull’orlo del pianto. Cracco sbaglia su una sola cosa: fra le sue invenzioni ha quel piatto, i tagliolini di tuorlo, cosi’ clamorosi che dovrebbe farli pagare 500 euro a piatto. E senza tartufo.

    26 settembre 2012 - 15:57

      luciano pignataro

      A me Cracco stava istintivamente antipatico, ma dopo aver letto il libro di una certa Ilaria Bellantoni, memento semper, mi ha colpito positivamente per la sua umanità e sono diventato un suo tifoso accanito. Ha fatto un solo errore, quel conto non doveva essere di 4000, ma di 8000 euro perché solo dei pezzenti possono fare discussioni per 4000 euro:-)

      26 settembre 2012 - 16:03

        GIAMPIERO

        Ha fatto un solo errore, quel conto non doveva essere di 4000, ma di 8000 euro perché solo dei pezzenti possono fare discussioni per 4000 euro:-)………………. CHE COMMENTO DEL CAZZO

        26 settembre 2012 - 16:26

          luciano pignataro

          Papà te lo spiega: se vai in un posto del genere e ti spruzzano addosso chili di tartufo bianco devi consegnare la carta di credito senza neanche guardare il conto. Per tutto il restoci sono i locali consigliati da Visintin

          26 settembre 2012 - 22:06

            giovanni

            mi sa che come un certo pezzo d’Italia (pezzo di merda) vive nelle proprie stanze senza rendersi conto che c’è un altro mondo fuori, così alcuni chef italiani (e non solo) e, ahimè, loro simpatizzanti, fanno price policy e commenti radical chic che oggi veramente non hanno ragion d’essere.

            26 settembre 2012 - 23:20

            Luciano Pignataro

            Non so a chi ti riferisca. Quello che non ha più ragione di essere, per fortuna, è l’idea di entrare da Cracco, mangiare 300 grammi di tartufo bianco e pensare di spendere 50 euro. Io 300 grammi di tartufo bianco non li ho mangiati in tutta la mia vita perché sono educato a spendere quello che posso pagare senza fare storie, e se non posso permettermelo pazienza, mi hanno insegnato a non desiderarlo.
            Chiaro il concetto? Cracco ha ragione non perché lo ha stabilito il Tribunale, ma perché chi fa storie su un conto del genere è uno che doveva resistere alla tentazione di esibirsi, non fare storie dopo che è arrivato il conto.Se le hanno fatte, erano pezzenti. Pezzente non è colui che ha poco, ma colui che vuole esibire quello che non c’è nel portafoglio e, soprattutto, nella sua testa.

            27 settembre 2012 - 00:02

        sabino

        chapeau
        colpito e affondato
        ;-)

        27 settembre 2012 - 11:31

        gennaro

        il tartufo si paga ,ma secondo me state uscendo un po fuori strada ,ma come si può pagare 4000 mila euro di conto con questi tempi ,il cibo non dovrebbe mai arrivare a queste cifre

        27 settembre 2012 - 13:30

          leo

          Gennaro, siamo solidali con te ma non mi risulta che la Porsche o la Jaguar abbiano smesso di commercializzare auto ! o Silvano Lattanzi di vendere scarpe da 20.000 euro ! diverso è se entro nel suo negozio di via del Gesù a Milano, calzo le sue scarpe, vado a farci un giretto in Duomo e poi pretendo di pagarle pure la metà :-)

          27 settembre 2012 - 16:51

    Marco Contursi

    Fabrizio Scarpato

    Diamo a Cesare quel che è di Cesare, o meglio a Io Donna del Corriere quel che…etc: nel numero del 15 settembre, letto con consueta famelica curiosità ancora sotto l’ombrellone, c’era un’intervista a Carlo Cracco, fotografato con un uovo in bocca, che così rispondeva a una domanda dell’intervistatrice:

    Com’è finita col cliente che le fece causa per un conto da 4.000 euro?
    L’ho vinta. Erano in sei, presero tre etti di tartufo. È stata riconosciuta la mia correttezza.

    Due righe: poche ma vere.

    26 settembre 2012 - 16:26

    Sergio Cima

    Non solo ha successo mediatico, non solo ha il fisico, non solo ha curriculum… Cracco è un mostro in cucina, checché se ne dica… (certo che col Baronetto accanto la strada è più in discesa del solito)…

    26 settembre 2012 - 16:38

    Max Chiesa

    Mi sembra giusta la conclusione del fatto. Se c’e’ gente al mondo che frequenta ristoranti stellati di questo livello e che non si rende conto di quanto possa costare mettere tre etti (3 ETTI!!!) di tartufo sui piatti e’ giusto che paghi, spero anche tutte le spese e pure danni morali e materiali a Chef Cracco.
    Tralaltro io l’ho conosco da normalissimo cliente con frequentazione una volta all’anno(non un ricco abituè a cui stare magari simpatico per interesse) e senza avere conti da bottiglie di Petrus a pasto… eppure e’ sempre stato carinissimo a chiaccherare a fine pasto con me e la mia compagna per parecchi minuti in cucina ogni visita da noi fatta. Non e’ un cabarettista e non ha un carattere apertissimo, ma e’ appunto solo questo in fondo, una timidezza di base e non certo antipatia o superbia. Poi ovvio che uno con lui debba anche sapere di cosa parlare. Non e’ diventato antipatico neppure ad una critica di un piatto che gli ho riportato una volta. Anzi, con tutta la gentilezza e simpatia possibili mi ha spiegato perche’ probabilmente non avevo gradito molto la sua creazione e mi ha invitato ad una riprova in altra occasione. Autografato libri e menu’, portato personalmente dessert con candelina di compleanno quando e’ capitato. Insomma, una persona che avra’ sempre tutto il mio rispetto e un genio in cucina, senza ombra di smentita. Le critiche arrivano secondo me da gente impreparata ad una cucina sperimentale come la sua (ma perche’ allora non andare a mangiare in una ottima e classica trattoria?) o da quelle persone che in quanto giornalisti o “VIP” pensano di essere in diritto di permettersi quello che vogliono e di DOVER avere attenzioni particolari. Per quanto riguarda le smentite dei giornali o dei siti web sul caso…bah…nel passato abbiamo visto cose anche ben piu’ importanti, persone accusate ingiustamente e arrestate magari mesi o anni, messi alla pubblica gogna per giorni da notizie spesso false e tendenziose e poi una volta finito il processo e assolte con formula piena non hanno avuto neanche uno straccio di articolo seminascosto in pagine interne di smentita…Non fa notizia, anzi, non fa gossip…;-)

    26 settembre 2012 - 16:40

      Max Chiesa

      Opssss, scusate per “l’ho conosco”, stavo scrivendo “l’ho conosciuto” e poi ho cambiato frase perdendomi questo.

      26 settembre 2012 - 16:44

    mimmo

    Vabbene così. Da un mio punto di vista Cracco è stato un signore ha farli pagare così poco. I clienti devono sapere che oggi la qualità va pagata. Avrei messo di più per la professionalità e le grandi capacità. Cracco continua così bravo

    26 settembre 2012 - 17:20

    renato

    qualcuno spieghi pure a quegli avventori che cos’è il manzo di Kobe.Almeno evitano un’altra causa……

    26 settembre 2012 - 18:42

    gaspare

    nudo e crudo il bianco di alba autentico costa sino a 5000 euro al kg. consideriamo, poi, che c’è lo sfrido ed il rischio (di invenduto, di alterazioni, ecc.), parlo di comune rischio imprenditoriale, che portano un ristoratore a raddoppiare il costo rispetto al prezzo che il consumatore troverebbe in gastronomia. se poi uno tiene conto che si parla di cracco, che è un noto cuoco e pure bravo… allora i conti tornano!

    26 settembre 2012 - 22:01

    Albert

    E come se entrassi in un ristorante e chiedessi uno Château Pétrus di qualche annata introvabile e poi chiedo lo sconto!!!! Ha ragione Luciano quando si mangiano tre etti di Tartufo bianco si lascia la carta di credito e via andare!!! Ho mangiato 3 volte da Cracco, ho speso per la mia tasca…. e mi è piaciuto. Anzi ogni volta mi è piaciuto sempre di più e quando sono uscito avevo come come la sensazione di aver fatto un buon affare nel rapporto tra quello che ho mangiato e quello che ho pagato. L’ho invitato a partecipare alle Strade della mozzarella è venuto, cordiale disponibile, mozzarella di bufala campana, ostrica, purè di patate con tre tipi di pepe (una persona, di bergamasche origini, se non ricordo male chiese il bis, direttamente dalla pentola a cucchiaiate molto generose) per me un grandissimo cuoco e un gran signore.

    27 settembre 2012 - 11:03

      leo

      Parole sante, Albert. Quella persona di bergamasche origini lo fa abitualmente di chiedere il bis :-)) non più tardi di domenica si è alterato perchè non gli arrivavano in tempo le polpette per dare il voto in giuria ! ;-)

      27 settembre 2012 - 11:12

      Luciano Pignataro

      In proporzione, è come andare a via Tribunali, mangiarsi una pizza e voler pagare trenta centesimi invece di 4 euro

      27 settembre 2012 - 11:26

    Giancarlo Maffi

    @ leo: mi avvalgo della facolta’ di non rispondere:-)

    27 settembre 2012 - 11:40

      leo

      Yeah, you’re right ! ho omesso di scrivere che di questa tua pratica ne approfitto indegnamente anch’io… ;-)

      27 settembre 2012 - 12:13

        Fabrizio Scarpato

        Sempre in zighignea voi due eh?

        27 settembre 2012 - 12:19

    gianluigi

    Probabilmente Cracco se lo merita un conto da 4000 euro, di certo se lo meritano i suoi clienti.

    27 settembre 2012 - 12:15

      Angelo

      Non esageriamo, se deve andare a mangiare da Cracco per il suo nome allora preferisco stare in casa e farmi due spaghetti al pomodoro. Se invce devo andare per mangiare e sapere cosa mi porta mi va bene e gia so il prezzo finale, però voglio sapere cosa mi porta e la qualità. Sai quanti falsi tartufi pieni di aromi artifiiali esistono e girano nei vari ristoranti di nome? Chi mi dice che Cracco non è un imbroglione? e ha visto un gruppo di cinesi o russi con soldi, gli ha fattto un prezzo esagerato? Se ci fosse la lira gli avrebbe chiesto 10 milioni. Anche al normale ristorante non te ne esci con meno di 30 euro, quindi……

      29 settembre 2012 - 15:05

        Marito alla Parmigiana

        Te lo dice il fatto che il giudice gli abbia dato ragione.

        24 ottobre 2013 - 13:44

    alfredo romano

    chef buon giorno o meglio sig CARLO CRACCO,sono un collega e per tanto un suo stimatore leggendo l articolo sul conto da lei presentato ai clienti,mi chiedevo una cosa,leggendo tra le righe vedevo che veniva mensionato solo la grattata di tartufo che a loro avviso risultava eccessivo ma la nostra professionalita non viene valutata o meglio mensionata in nessun listino prezzi e per tanto valutata a l giusto modo,forse perche ci vorebbero piu che 4000 euro.vorrei vedere se a l posto nosto era un medico a presentare la propia parcella se avessero messo anche loro alla gogna o portati in tribunale,ma mi rendo conto che anche questo e l ITALIA.

    27 settembre 2012 - 13:11

    Carmine

    Chi si permette di frequentare ristoranti di quel livello sa quello che fà, altrimenti mangia una pizza o altro, anche se ho visto pagare due pizze ed una bottiglia di vino 380 euro…….la bottiglia era un Sassicaia di non so piu’ quale annata ed il ristorante/pizzeria si trova a 2 km da Pouligny Montrachet e da Pommard.
    I clienti non batterono ciglio.
    Doveveno essere pezzenti nel senso piu’ cattivo del termine, intendiamoci.

    27 settembre 2012 - 15:57

    eve

    la discussione è giustissima e la definizione di “pezente” di Pignataro me la sono segnata: un domani la insegnerò a mio figlio perchè è proprio giusta, nelle parole e nel concetto.
    voglio solo dire che chi l’anno scorso ha seguito Masterchef ha imparato un pò del personaggio Cracco e ha scoperto puntata dopo puntata che è anche amabile, intelligente, arguto e gentile. per scoprire il fascino, bastano invece pochi secondi, anche in video!

    28 settembre 2012 - 09:26

    Marco Contursi

    Io credo che dire vai da Cracco e chiedi tartufo sia uguale a dover dare la carta senza sapere quanto pesava quel tartufo e il prezzo, equivalga a dire solo perché vai li devi pagare e basta ma questa è una mentalità solo italiana.Tempo fa un mio amico perito gemmologo fu incaricato di periziare un diamante di svariati carati e decine di migliaia di euro acquistato da un americano a Capri.Sapete quale fu la prima cosa che fece il cliente ritornato in America?lo fece periziare e essendo stata trovata una discordanza tra i carati dichiarati e quelli effettivi fece causa alla gioielleria e al blasonatissimo marchio produttore.Ebbe ragione.Il cliente ha il diritto di vedere coi propri occhi il peso di qualunque cosa si venda a peso sia esso tartufò pesce carne e come dei vini sapere quanto spende ovunque vada a mangiare.Dire il contrario significa rimettersi in tutto e per tutto al ristoratore solo perché lo si è scelto e questo non esiste.Si parla tanto di trasparenza e poi si avvallano comportamenti poco chiari.

    29 settembre 2012 - 16:28

      Sergio Cima

      Riflessione interessante, anche se credo ci sia una buona dose d’iperbole intenzionale nelle parole del direttore, quando dice di lasciare la carta di credito. La mentalità solo italiana cui fa riferimento ha le sue pecche senz’altro, ma non so se sia più “italiana” di quella del lettore Angelo che ha commentato alle 15, perché pure quella del farsi lo spaghettino a casa sa di terribile semplificazione…

      29 settembre 2012 - 16:41

      Marito alla Parmigiana

      Premetto che tu abbia assistito alla cena dei signori. Chi ti dice che il costo del tartufo non fosse esplicitato? Tu forse non sai quanto costa un BUON TARTUFO BIANCO? Forse non pensi che 300 GRAMMI siano davvero tanti? Forse ogni anno ad Alba non vendono tartufi pregiati a prezzi stratosferici? O forse ogni volta che vai al ristorante chiedi le fatture dei fornitori per capire da dove vengono gli ingredienti che mangi? Suvvia non cerchiamo di essere degni dei peggiori burocrati. Certi alimenti e certe bevande costano un occhio. Chi non se lo può permettere non ne fa richiesta mentre chi se le può permettere è cosciente che i prezzi sono enormemente alti e, solitamente, non se ne stupisce.

      24 ottobre 2013 - 13:48

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