Scicchitano: “Vesuvio”, crudi e tanto altro, perché l’amore per Napoli è un progetto di vita e cucina


Giuseppe Scicchitano e staff

di Emanuela Sorrentino

“A Napoli bisogna dare, mai prendere. La cultura della materia prima lavorata il giusto è il nostro valore più grande da trasmettere sempre a tutti”. L’imprenditore Giuseppe Scicchitano a tre mesi dall’apertura sul lungomare di Napoli guarda orgoglioso al suo progetto fatto di amore per i prodotti del mare e grande spirito di squadra.

Scicchitano – ambienti

Sold out le prenotazioni online per la sede del lungomare, anche se presentandosi sul posto c’è la possibilità di essere inseriti in lista d’attesa e accomodarsi in tempi brevi. “Il valore aggiunto è il capitale umano. Tra qui e il locale di via Foria ne siamo in 60. Parlo del personale ma anche la selezione dei fornitori è essenziale ed è basata sulla fiducia con i responsabili, e ovviamente sulla qualità dei prodotti che offrono”.

Scicchitano – la cucina

Guarda avanti Giuseppe, grintoso e determinato, presente sui social in maniera dinamica e accattivante. Un “imprenditore contemporaneo” che tra lavoro e famiglia ricorda i sacrifici fatti dai suoi parenti. Da mamma Assunta (Pacifico, A figlia d’’o Marenaro) che lo ha ispirato, a papà Nunzio, a nonno Raffaele. Ha “lottato” per la location vista mare e sa che “per lavorare bene occorre un team di valore con diverse professionalità che si impegnano ciascuno per la propria parte, consapevoli di essere in una stimolante e produttiva squadra: dalla comunicazione, alla cucina, al servizio in sala”, precisa Giuseppe che porta con sé la passione, la cura per gli ospiti e per il loro piacere.

Scicchitano – pesci e piatti

Un piacere che spesso fa rima con l’effetto sorpresa, come quando in sala fanno il loro ingresso gli spettacolari vassoi con la selezione di crudi, i carrelli per la realizzazione o l’impiattamento dei piatti direttamente ai tavoli. Il Mare e Fuoco ne è un esempio: gamberi rossi alla fiamma con provola affumicata di Agerola, maionese di riccio e lime o un mega dentice al sale di oltre 3 chili e mezzo oppure i paccheri alla Scicchitano: Paccheri tre crostacei ossia astice, scampi e gambero frullati con tutto il carapace. Poi tra i piatti “signature” il Vesuvio: calamari fritti con melanzane, datteri, basilico e caciocavallo.

Scicchitano – il vesuvio

Una sorta di piatto della domenica ma anche di recupero del giorno dopo quando magari ai calamari già fritti si aggiunge de sugo di pomodoro.

Scicchitano – baccalà

Da provare il delicato “Baccalà sovrano”, in olio cottura con erbe spontanee “volutamente lavorato poco e di ottima qualità”, precisa Scicchitano, la cheesecake Maria: fresella sbriciolata, ricotta in salvietta e gambero.

Scicchitano – cheesecake Maria

Scorrendo la sua carta dei vini ben strutturata e variegata ma al contempo agile e snella, l’ospite può scovare delle chicche, dei tesori nascosti, individuati anche grazie ai consigli dell’esperto sommelier Pietro Marotta. C’è la carta delle acque, che piace e sorprende, e quella dei cocktail, pensati come fossero piatti per accompagnare e mai coprire i sapori del mare tra agrumi, erbe, note di freschezza e la giusta sapidità. Cucina avveniristica con attrezzature all’avanguardia, materia prima d’eccellenza nelle vetrine refrigerate, bancone cocktail bar d’effetto.

Scicchitano – vini

Aprire altri locali oltre Napoli? “Ho avuto tante proposte ma voglio consolidare la mia posizione qui, poi si vedrà. Il locale ha in sé un progetto architettonico importante, ci sono elementi scenografici e artistici ma anche una volontà di utilizzo molto attuale. Basti pensare che il privè, con accesso indipendente, può essere usato anche per riunioni con pranzi e cene di lavoro visto che è dotato di uno schermo e di servizi a parte. Un’idea di fruizione del ristorante senz’altro diversa e comoda”, conclude Scicchitano.

Scicchitano
via Nazario Sauro, 15 – Napoli

 

Scheda del 2 febbraio 2026

Ristorante Scicchitano a Napoli, tradizione e contemporaneità sul lungomare

Ristorante Scicchitano

di Emanuela Sorrentino

Giuseppe Scicchitano inaugura il suo secondo ristorante a Napoli, e lo fa in via Nazario Sauro alle spalle di Santa Lucia, vista mare e Vesuvio. L’apertura mercoledì 4 febbraio, con una preview che già c’è stata, riservata a stampa e addetti ai lavori.

Ristorante Scicchitano

Ristorante Scicchitano

Ampio locale (130 posti tra dentro e fuori), cucina a vista, bancone cocktail bar, vasche con crostacei e vetrine refrigerate con il pescato del giorno, un prive e tante opere d’arte disseminate negli ampi spazi interni.

Scicchitano – particolari

Installazioni a tema marino come polpi e meduse, pareti nei toni del blu ed un logo fresco e giovane, come è la proposta in carta che si affianca ai piatti cult del locale di via Foria (Giuseppe Scicchitano classe 1990, oltre 2 milioni e mezzo di followers, è la terza generazione dei titolari di ‘A Figlia d’ ’o Marenaro, fondata nel 1943. Figlio di Nunzio e Assunta Pacifico, è cresciuto tra le cucine di famiglia con profondo rispetto verso le materie prime e il pescato di qualità). In sala servizio con carrelli in cui si completano o realizzano i piatti, perché anche l’occhio vuole la sua parte così come c’è sempre spazio per nuovi contenuti da diffondere attraverso i social.

Scicchitano – piatti

Ristorante Scicchitano

Ristorante Scicchitano

In menu crudi, ostriche, crostacei, pescato, e ancora sauté di vongole, gambero “pop”, zuppa di cozze “La Regina”, pacchero alla Scicchitano che si ispira ai celebri paccheri alla Vittorio dei fratelli Cerea, con astice, scampi e gambero. In carta c’è poi il risotto a 4 mani con lo chef stellato Roberto Di Pinto, tra i secondi l’Astice Gold (astice blu su provola e foglia d’oro), oltre al baccalà in olio cottura o in tempura. Non manca lo spaghetto alle vongole, simbolo dell’anima partenopea del ristorante. “Ho deciso di aprire sul lungomare perché per me è una nuova sfida, che mi dà stimoli e voglia di crescere sempre assieme alla mia grande squadra che è ormai famiglia”, dice Scicchitano. In sala il maitre Alessandro Sansò, sommelier Pietro Marotto e una folta brigata di chef coordinati da Giuseppe Scicchitano.

 

Scicchitano Napoli

via Nazario Sauro, 15 – Napoli

 

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