Roma, la pizza di Sbanco compie un anno e noi siamo tornati ad assaggiarla

26/4/2017 5.6 MILA
Stefano Callegari
Stefano Callegari

di Virginia Di Falco

Era da parecchio tempo che volevamo riprovare la pizza di Sbanco. Ma qui a Roma ormai, tra nuove aperture e ‘ripassate’ delle vecchie bisognerebbe stare in pizzeria un giorno sì e l’altro pure.
Da Sbanco, inoltre, la nostra prima volta non era andata proprio bene. Con  grande stupore, come scrivemmo  allora, perché abbiamo sempre considerato la pizza di Stefano Callegari tra le migliori in città – a partire dalla “margheritissima” di Tonda, tra le nostre preferite – oltre ad aver sempre riconosciuto l’importanza del suo ruolo nella svolta qualitativa della pizza a Roma, ormai più di un decennio fa.

Sbanco, la squadra al lavoro
Sbanco, la squadra al lavoro

Abbiamo così deciso di organizzare una vera e propria degustazione, assolutamente anonima, improvvisata e – soprattutto – non professionale: una decina di amici, in prevalenza napoletani, semplici appassionati di pizza ma fuori da ogni giro gastrofighetto. Insomma: persone normali, direbbe qualcuno.

Sbanco, la sala
Sbanco, la sala

L’arredo, dal design moderno ed essenziale, con lo spettacolare banco delle birre artiginali all’ingresso e il look metropolitano dell’insieme è piaciuto a tutti, così come è piaciuto il servizio: alla mano ma molto cortese, spigliato e con un governo completo della sala, dal coordinamento con la cucina e il forno al controllo dei tavoli.

Sbanco, suppli classico
Sbanco, supplì classico
Sbanco, suppli alla carbonara
Sbanco, supplì alla carbonara

Lo starter con i fritti è stato perfetto. Molto buoni i supplì, in tutte le varianti provate: dal classico con mozzarella filante come deve essere, e cottura indovinata del riso; goloso quello con gorgonzola e radicchio, riuscito quello alla carbonara. Panatura perfetta, tenace ma non unta, anche per le crocchette di baccalà. Ancora più leggere e croccanti di come le ricordavamo le chips di patate, servite con salsa bianca tonnata e salsa rossa marinata ai capperi.

Sbanco, suppli radicchio e gorgonzola
Sbanco, suppli radicchio e gorgonzola
Sbanco, chips
Sbanco, chips

La carta delle pizze prevede una pagina per le bianche, una per le rosse, ognuna con 9 pizze diverse, che vanno dai 7,50 della margherita semplice ai 12 della margherita romanesca. E poi le speciali di Callegari, ormai conosciutissime ai più: carbonara, cacio e pepe, calzone scarola e alici e la Greenwich (con blue stilton e riduzione di porto).

Sbanco, patate e pancetta
Sbanco, patate e pancetta

Questa volta abbiamo trovato una pizza di grande leggerezza e digeribilità, con cornicione ben cotto e ben lievitato, dalla bolla importante e a volte bruciacchiata (ma questo, ormai si sa, è un po’ il marchio di fabbrica, come da Tonda e Sforno, sebbene non sia gradito a tutti). Il disco, invece, è cotto perfettamente, gli ingredienti denotano attenzione alla materia prima, le varie combinazioni alternano ricette della tradizione ad abbinamenti più originali, ma mai inutilmente arditi. Si mira a stuzzicare il palato più che la curiosità.

Sbanco, fiori e alici
Sbanco, fiori e alici

Tra le bianche, ricca e saporita quella con pancetta e patate; dalla giusta umidità e piacevolezza la classica con fiori e alici; mentre la bufala e pachino permette di gustare appieno una mozzarella che si distingue per freschezza e consistenza.

Sbanco, bufala e pachino
Sbanco, bufala e pachino

Tra le rosse, è piaciuta a tutti la parmigiana: morbida, avvolgente, rassicurante. Sarà per i profumi e i sapori praticamente ancestrali per un palato napoletano ma la combinazione tra i teneri bocconi di melanzana e il gusto deciso del parmigiano è un richiamo irresistibile anche su un disco di pasta.

Sbanco, parmigiana
Sbanco, parmigiana

Molto buona anche la margherita in versione romanesca, con pecorino, mentuccia e mozzarella di pecora di un’azienda biologica alle porte di Roma.
Forse, tra le rosse, la meno efficace è stata proprio la margherita classica.
Davvero appetitosa la ‘lasagna’ napoletana, che però – ci permettiamo di suggerire – sarebbe stata davvero tale se al posto del prosciutto cotto ci fosse stato del salame oppure una salsiccia secca.

Sbanco, margherita romanesca
Sbanco, margherita romanesca
Sbanco, la margherita
Sbanco, la margherita

Ci si muove, insomma, su solidi binari. Quella di Sbanco è una pizza che ha trovato la sua strada come era prevedibile, data l’esperienza pluridecennale del management, ma non scontata, come gli inizi un po’ incerti avevano suggerito. La giovane squadra al lavoro, questa volta ci è sembrata affiatata, con una bella manualità e dai tempi più che rodati.
L’altro binario, infine, quello delle birre, procede altrettanto speditamente: una carta giornaliera, illustrata in maniera semplice ed efficace, quasi didattica.
Alla fine il conto medio – senza gabella di coperto e servizio, fa bene ricordarlo – si attesta sui 20 euro a persona, guadagnando senza indugi sulla piazza romana anche la medaglietta di buon rapporto tra qualità e prezzo.
Gli amici sono usciti soddisfatti e contenti. E scusate se è poco.

Sbanco, lasagna napoletana
Sbanco, lasagna napoletana

SBANCO
Via Siria, 1
Tel.
06 789318
Aperto tutti i giorni, solo la sera.
Pagina Facebook continuamente aggiornata.

 

Un commento

    Marco Galetti

    (26 aprile 2017 - 13:21)

    La prima volta non si scorda mai, a prescindere, poi l’esperienza fa la differenza, tralasciando i doppi sensi trovo abbia un senso, per capire, la serata conviviale con amici e proporre prezzi senza gabelle, qui al nord la partenza ad handicap è una costante…supplì invitanti e, a quanto vedo, non di soli cornicioni vive Virginia…

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