Salice Salentino celebra i 50 anni della DOC: identità, memoria e futuro del territorio
di Titti Dell’Erba
Il 15 maggio scorso, al Convento Madonna della Visitazione di Salice Salentino è andato in scena l’incontro “Identità come bene collettivo: 50 anni di Salice Salentino DOC”, appuntamento centrale del programma di celebrazioni, promosso dal Comune, per il cinquantenario della storica denominazione vitivinicola.
Una giornata dedicata alla storia, all’identità culturale e alle eccellenze del territorio, attraverso un percorso che ha unito approfondimento istituzionale, memoria storica, fotografia e degustazioni, con l’obiettivo di raccontare il valore sociale, economico e simbolico della DOC Salice Salentino.
L’iniziativa, realizzata con la collaborazione della Camera di Commercio di Lecce e di numerosi partner territoriali, ha preso il via con un convegno dedicato alle prospettive del comparto vitivinicolo salentino e al ruolo della denominazione come patrimonio condiviso della comunità.
Ad aprire i lavori, con i saluti istituzionali, il sindaco Cosimo Leuzzi, il presidente del Consorzio Tutela Vini DOP Salice Salentino Damiano Reale e il presidente del GAL Terra d’Arneo Cosimo Durante.
Sono seguiti gli interventi di figure di primo piano del panorama istituzionale, economico e accademico: Loredana Capone, membro del Comitato europeo delle regioni e Presidente del Consiglio regionale della Puglia;
Francesco Paolicelli, assessore all’Agricoltura della Regione Puglia;
Paolo De Castro, presidente Nomisma;
Pier Paolo Miglietta, pro-rettore e presidente del Corso di Laurea in Scienze Agrarie e Vitivinicole dell’Università del Salento. A moderare il confronto la giornalista Fabiana Pacella che ha saputo mettere al centro le persone e i luoghi più indicativi, creando un dialogo profondo e coinvolgente.
Il convegno ha rappresentato un momento di riflessione sul legame profondo tra territorio, produzione vitivinicola e identità collettiva. “Celebrare i 50 anni della DOC Salice Salentino significa celebrare una comunità, il lavoro delle generazioni che hanno costruito il prestigio della nostra terra e la capacità del territorio di guardare al futuro senza perdere le proprie radici”, ha dichiarato il sindaco Cosimo Leuzzi, sottolineando come vino, cultura e memoria siano strumenti fondamentali per raccontare l’autenticità del territorio.
Sulla stessa linea anche l’assessore alla Cultura Luigi Palazzo, che evidenzia il valore culturale dell’intero programma celebrativo: “La DOC Salice Salentino non è soltanto una denominazione enologica: è un racconto collettivo che attraversa generazioni, tradizioni e identità”.
Per Damiano Reale, presidente del Consorzio di Tutela Vini D.O.P. Salice Salentino, il cinquantenario rappresenta “un’occasione importante per raccontare il territorio attraverso diverse sfaccettature e per confrontarsi sugli scenari futuri della denominazione partendo dalla nostra identità storica”.
Anche Cosimo Durante, presidente del GAL Terra d’Arneo, richiama il valore condiviso della ricorrenza: “La Salice Salentino DOC rappresenta riconoscibilità storica, culturale e simbolo delle produzioni locali di qualità”.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla rigenerazione culturale e agricola del territorio. Il presidente DAJS Pantaleo Piccinno ha infatti ricordato come il progetto “Radici Virtuose”, finanziato dal MASAF, punti a ricostruire un’identità territoriale profondamente segnata dalla Xylella, valorizzando il vino come elemento centrale della cultura e dell’economia salentina.
Al termine del convegno inaugurata la mostra fotografica “La campagna salentina. Immagini dall’archivio Palumbo”, curata dal Polo Biblio-museale di Lecce e dal Museo Sigismondo Castromediano.
L’esposizione, visitabile fino all’11 ottobre 2026, propone una selezione di 26 fotografie provenienti dall’Archivio Storico Giuseppe Palumbo, dedicate alla civiltà contadina e al mondo del vino nel Novecento. Vendemmie, lavoro nei campi, ritualità quotidiane e relazioni umane emergono negli scatti in bianco e nero del celebre “fotografo in bicicletta”, capace di documentare il Salento con uno sguardo insieme artistico e antropologico.
Nato a Calimera nel 1889, Giuseppe Palumbo fu giornalista, studioso e fotografo del territorio. Attraverso un archivio composto da oltre 1700 lastre fotografiche, pellicole e provini, oggi custoditi presso il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce, ha lasciato una straordinaria testimonianza della trasformazione sociale e paesaggistica del Salento del Novecento.
La giornata celebrativa si è cnclusa con una degustazione di vini DOC Salice Salentino e con un’anteprima gastronomica ideata appositamente per l’occasione: un fruttone artigianale al vino DOC Salice, realizzato dal pasticcere Tonio Barba. Il dolce propone una frolla friabile dal gusto rustico, farcita con crema alla mandorla e fichi secchi, arricchita da un cuore morbido di gelatina al Salice Salentino DOC e ricoperta da una glassa al cacao e vino. Una vera delizia. A seguire una degustazione di vini spumanti, bianchi, rosati e rossi a denominazione Salice Salentino DOP.
DOC Salice Salentino
La Denominazione di Origine Controllata “Salice Salentino”, approvata con DPR dell’8 aprile 1976, rappresenta oggi una delle realtà vitivinicole più importanti del Sud Italia. Nata dall’esperienza pionieristica della cantina Leone de Castris e dalla valorizzazione del Negroamaro e della Malvasia Nera di Lecce, la DOC è diventata nel tempo simbolo della qualità produttiva salentina e della capacità di un territorio di trasformare le proprie radici in una prospettiva di futuro.
Le celebrazioni dei 50 anni della DOC Salice Salentino sono promosse dal Comune di Salice Salentino insieme al Consorzio di Tutela Vini DOP Salice Salentino, al GAL Terra d’Arneo e al DAJS (attraverso il progetto Radici Virtuose).
Ad accompagnarli, anche la Camera di Commercio di Lecce, che sostiene attivamente le iniziative e BPER.
