Sol Expo a Verona, riferimento italiano per l’olio d’oliva


Il Sol Expo a Verona 2026

Se c’è un dato che rappresenta l’intimo rapporto, alimentare e psicologico, che gli italiano hanno con l’olio d’oliva è un dato fornito in apertura del Sol Expo a Verona che ha chiuso i battenti martedì e al quale hanno partecipato oltre 200 espositori di 15 regioni italiane. Infatti il 42% dei consumatori, quasi la metà, acquista olio extravergine di oliva direttamente dall’azienda, dal frantoio o al mercato contadino, e lo fa per la qualità. È quanto emerge dalla indagine sui consumatori realizzata da Nomisma in questa occasione e presentata lunedìa Veronafiere durante la seconda giornata della manifestazione dedicata all’intera filiera dell’olio e dell’olivo. Stando ai risultati dell’indagine, che ha visto realizzare 2mila interviste, il 70% degli intervistati ritiene infatti che la qualità sia migliore se ci si rivolge direttamente ai produttori, ed è disposto a pagare mediamente due euro in più al litro per premiare il prodotto.
«Vediamo che, nello storytelling dei produttori, la percezione della qualità si intreccia alla dimensione della fiducia e del sostegno all’economia locale – spiega Evita Gandini di Nomisma –. Si tratta di elementi che interessano soprattutto un profilo di consumatore over 60, che abita al Sud o nelle Isole, con uno stile di vita urbano. Non si tratta meramente di una questione di prezzo, quanto più di una dimensione culturale che sembra essere ancora poco radicata al Centro-Nord e tra i giovani». Una distanza, quella geografica e anagrafica, che sembra influire anche sulla propensione all’oleoturismo.

Nicolaneglo Marsicani

E non è tutto: per due terzi degli italiani l’olio extravergine d’oliva (presente nel 96% nei carrelli della spesa familiare), insieme alla pasta e alla pizza, rappresenta il made in Italy a tavola nel mondo. L’indagine rivela anche che sei consumatori su dieci vorrebbero avere più informazioni circa le proprietà salutistiche del prodotto, e il 74% vorrebbe saperne di più sulla sostenibilità della filiera. Insimma, c’è ancora tanto lavoro da fare sul fronte della comunicazione.
«Con 15 regioni produttrici presenti in quartiere, SOL Expo rappresenta un unicum tra gli appuntamenti italiani dedicati all’olio di oliva – ha spiegato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. L’obiettivo è quello di dare uno spazio di espressione corale per uno straordinario protagonista della cucina made in Italy offrendo opportunità e spunti per produttori e operatori professionali, ma anche per consumatori o semplici appassionati. Si tratta di un format ibrido che consente da un lato di esplorare le possibilità di business per un settore cruciale dell’agroalimentare italiano e, allo stesso tempo, di creare un anello di congiunzione con i consumatori attraverso la formazione e la cucina italiana, grande protagonista di questa edizione».

Gianni Bruno, direttore di VeronaFiere

Non mancano i problemi in un mercato sempre più influenzato dai cambiamenti climatici e dalle tensioni commerciali, ma con buoni segnali per l’olio Evo made in Italy, purché si intervenga sul deficit produttivo, continuando a premere sull’acceleratore del posizionamento. È questa la sintesi uscita del convegno dedicato alle “Sfide di mercato per l’olio di oliva in un mondo che cambia”.

Filippo Legnaioli, presidente Fedrazioni italiana olivicoltori indipendenti

Ma non solo, al convegno che ha visto presenti alcuni europarlamentari italiani, è emersa l’idea che l’Unione Europea dovrebbe mutuare dall’Italia il sistema di controllo sulle importazioni di olio d’oliva dall’extra-Ue.
«La fiera si conferma un momento di networking, formazione e informazione – ha aggiunto il direttore generale vicario di Veronafiere, Gianni Bruno –, con contenuti che spaziano verticalmente e trasversalmente, dagli approfondimenti tecnici e analisi di mercato, a partire dai contributi dell’Osservatorio SOL Expo realizzato in collaborazione con Nomisma, che proprio durante l’evento presenterà la nuova indagine sull’evoluzione del rapporto tra olio EVO e consumatore italiano».
Sul fronte dell’internazionalizzazione, il piano di incoming congiunto con ITA-Italian Trade Agency porterà in fiera a Verona oltre 80 top buyer da 25 Paesi.

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