Taurasi Riserva 2004 Perillo, il magico sul ragù con le tracchiole di Peppe Guida: apologia dei luoghi comuni

24/9/2017 1.6 MILA
Perillo Taurasi Riserva 2004
Perillo Taurasi Riserva 2004

Grande cena tra amici nel nuovo spazio aperto in campagna da Peppe Guida, in una frazione sperduta di Vico Equense. Una di quelle serata che vorresti non finissero mai e che diventano una sospensione del tempo. Per la riuscita ci vuole sempre un equilibrio acquisito dai vari componenti e una tranquillità basata semplicemente sul piacere di ritrovarsi, mangiare bene e bere le bottiglie portate da casa.
Ah, i luoghi comuni. Con il passare del tempo bisogna ammettere che funzionano, e dobbiamo anche dire che in un’epoca in cui le vele della curiosità sono ammainate perché si sta fermi in porto per la paura, aiutano nelle cose importanti.
Per esempio tra Champagne, Borgogna, Montepulciano, Barbaresco, rossi di Loira, Amarone e altro che in mente non viene cosa prendiamo quando a tavola spunta il ragù con le tracchiole di Peppe Guida?

Ragù di tracchiole
Ragù di tracchiole

Ovviamente il Taurasi. Inaspettatmente delusi da un Molettieri 2005 arriva il Taurasi Riserva 2004 di Perillo, da non confondere con il Taurasi 2004 di Perillo

Ed è esattamente qui che metti in moto i luoghi comuni, primo fra tutti quello sull’abbinamento di territorio. Nel caso del ragù con le tracchiole di maiale, sugo di campagna e non di città, più ricco e più dolce, il rosso di Michele, pimpante e materico, adeguatamente tannico per spazzare ogni residuo dalla lingua e dai denti, è sicuramente la medicina migliore.
Confessiamo che lo abbiamo aperto con un certo patema, perché proprio questa estate, per la prima volta nella storia, un 2002 aveva fatto fetecchia. E questo, abbandonato in un cassetto di città, certo non aveva goduto delle attenzioni necessarie.
Ma il vino è stato invece pronto all’appuntamento, bella frutta al naso, pieno al palato, dicevamo tannico e dotato di quei toni amari e tostati che consentono l’abbimanento perfetto, quello dal quale davvero non si può prescindere e capisci l’utilità dell’Aglianico in alcune circostanze.
Grande bevuta, grande mangiata.
Alè.

Sede in Castelfranci, contrada Valle 19. Tel e fax 0827.72252. Bottiglie prodotte: 12000. Enologo: Carmine Valentino. Uva: coda di volpe ed aglianico.

Un commento

    Francesco Mondelli

    (24 settembre 2017 - 15:13)

    D’accordo su Perillo,ma questa vasta panoramica sul ragù andava fatta almeno Il giorno prima.Tempo minimo necessario ad organizzarsi per la domenica visti i tempi ,che ben conosciamo,di peppetiamiento che il piatto richiede.FM.

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