Tenuta Nonno Luigi a Bellosguardo, un altro giovane chef-dottore cilentano che ha deciso di restare

30/10/2018 3.4 MILA
Tenuta Nonno Luigi
Tenuta Nonno Luigi

di Valerio Calabrese
Incastonato tra le colline del Cilento interno, in un contesto territoriale puro e incontaminato, l’agriturismo Tenuta Nonno Luigi, nel piccolo comune di Bellosguardo, è un atto di devozione ai monti e alla storia del luogo e di una famiglia.

Tenuta Nonno Luigi
Tenuta Nonno Luigi

Giuseppe Croce, per tutti Geppino, ha da poco compiuto trent’anni e la sua storia personale è simile a quella di un’intera nuova generazione di produttori, ristoratori e operatori turistici del Cilento. Una storia che si può riassumere in una parola, presa in prestito dal grande sociologo del Sud Vito Teti, che è “restanza”. La decisione di restare nella propria terra, non per subirla, ma per cambiarla. La decisione di “restare” che si fa militanza, non rinuncia, ma scelta.

Tenuta Nonno Luigi
Tenuta Nonno Luigi

Così è stato per Geppino, così è per molti trentenni del Cilento, che da soli stanno cambiando un territorio, dimostrando che attraverso lo studio, il viaggio, la conoscenza del mondo si può poi ritornare e fare le cose in maniera nuova e diversa.

È la storia, ad esempio, di Andrea De Leo che, con una laurea in scienze ambientali a Torino, è tornato a Stio, paese di origine dei genitori, per produrre miele e legumi antichi di altissima qualità (www.laperzana.com). Ancora più potente è la storia di Mario Di Bartolomeo che, con un passato da pugile professionista a New York e una laurea a La Sapienza in tasca, oggi alleva capre e mucche sotto il Monte Gelbison a Vallo della Lucania, producendo formaggi incredibili. O ancora, come non citare Ivan Di Palma, che dopo una laurea in filosofia alla Normale di Pisa ha deciso di rientrare ad Atena Lucana e allevare asini, organizzando cammini slow sui monti, e riprendendo le coltivazioni di grani antichi del nonno. Oggi Ivan offre ospitalità e ristorazione nella sua splendida Domus Otium (www.domusotium.it), fornita di un piccolo centro benessere e di una cucina autentica, dove antiche ricette e prodotti locali si fondono alla perfezione. Per finire – senza voler essere esaustivi – con Antonio Pellegrino, sociologo contadino della coop. Terre di Resilienza (www.terradiresilienza.it), probabilmente il primo a ritornare e “restare” nella sua Caselle in Pittari, nel basso Cilento, e dunque per tutti un punto di riferimento nel territorio cilentano. Sua l’intuizione di fare attraverso l’agricoltura e i grani antichi – o meglio “grani del futuro” – innovazione sociale. Ricostruire comunità disintegrate dallo spopolamento e afflitte dallo scoramento, attraverso la riscoperta di legami antichi come il “cumparaggio” o iniziative di cooperazione comunitaria come la riedizione dell’antico “Monte frumentario” e del “Palio del Grano”, o come l’apertura di un’osteria (Ustaria Rosella) nel piccolo borgo di Sicilì con l’amico fraterno Giuseppe Jepis Rivello, un altro straordinario cervello “restato” in patria. Iniziative che hanno dato lavoro vero a decine di persone, tornando a coltivare aree incolte e facendo rinascere il senso di comunità e appartenza, che non è chiusura campanilistica, ma anzi apertura e integrazione verso l’altro, che arricchisce l’identità locale. Un modo concreto di combattere lo spopolamento, problema atavico di queste terre.

Così anche il nostro Geppino, dopo gli studi alberghieri a Battipaglia e una laurea in Giurisprudenza a Fisciano, non ha resistito al forte richiamo di Bellosguardo e della storia del nonno, tra i primi braccianti politicizzati del territorio, impegnato nelle lotte per la liberazione delle terre dalle servitù padronali. Non è un caso se il ristorante e le camere per gli ospiti sorgono in quella che fu la casa del nonno Luigi.

Ancorata a questa forte radice identitaria, la cucina di Geppino è una dichiarazione di fede a questi ideali, con piatti che raccontano un territorio seguendo le stagioni, con semplicità e forza. Piatti come gli scazzatielli al sugo – pasta fatta a mano tipica di Bellosguardo, poco più piccola di un’orecchietta – oppure i bucatini ammollicati, altro piatto tipico del territorio, rievocano una cucina povera, semplice e antichissima.

Tenuta Nonno Luigi - Pancetta degli Alburni
Tenuta Nonno Luigi – Pancetta degli Alburni
Tenuta Nonno Luigi
Tenuta Nonno Luigi

Tuttavia, la sua anima giovane e contemporanea lo porta naturalmente a cercare innovazioni sia nella cucina che nell’offerta. Con l’utilizzo di prodotti che stanno rinascendo nel territorio cilentano, come lo zafferano, affiancato al caciocavallo podolico, al tartufo, ai peperoni cruschi.

Tenuta Nonno Luigi - scazzatielli al sugo con formaggio di capra
Tenuta Nonno Luigi – scazzatielli al sugo con formaggio di capra
Tenuta Nonno Luigi -fagioli di Controne
Tenuta Nonno Luigi -fagioli di Controne
Tenuta Nonno Luigi - cacio e crusco
Tenuta Nonno Luigi – cacio e crusco
Tenuta Nonno Luigi - Mnestra cu muzzuc. Verdura spersa Con tocchetti di pane raffermo
Tenuta Nonno Luigi – Mnestra cu muzzuc. Verdura spersa Con tocchetti di pane raffermo

Ma anche attraverso iniziative piuttosto nuove per il territorio: l’Aperitivo Agricolo Cilentano, che da oltre due anni è ormai un appuntamento fisso per i cilentani.

Tenuta Nonno Luigi
Tenuta Nonno Luigi

Al posto del prosecco, spumanti del territorio e il finger food che diventa authentic food e ragione per stare insieme, compiendo così il perfetto concetto del km0. Una formula che funziona e raduna giovani del territorio che tornano a vivere l’entroterra cilentano, avvicinandosi al mondo dell’agricoltura di qualità.

Tenuta Nonno Luigi
Tenuta Nonno Luigi
Tenuta Nonno Luigi
Tenuta Nonno Luigi

Aperto fino nel periodo invernale solo il sabato e la domenica, Tenuta Nonno Luigi è un luogo da non perdere, un posto dove fermarsi per ristorare il corpo e la mente, e da cui magari ripartire per scoprire i tanti piccoli paesini della zona: su tutti il vicino borgo abbandonato di Roscigno Vecchia, la Pompei del XX secolo. Un luogo da scoprire, ma anche un luogo per restare, godendo della pace e della salubrità dell’ambiente, di un ritmo ancora umano, per scrivere una nuova storia collettiva di rinascita e sviluppo.

Tenuta Nonno Luigi - Rosato di Aglianico e Aglianicone Tenute del Fasanella
Tenuta Nonno Luigi – Rosato di Aglianico e Aglianicone Tenute del Fasanella

Agriturismo Tenuta Nonno Luigi Bellosguardo
Via Morrone
Tel. 338 7547314

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