Tenuta Nunziata a Torre Annunziata tra terra, visione e futuro


Tenuta Nunziata, la terra

di Ornella Buzzone

C’è un momento preciso in cui un luogo smette di essere solo spazio e diventa destino. Per Tenuta Nunziata quel momento arriva nel dicembre del 2022, quando Luigi Camera, con un passato tra sport e ristorazione varca per la prima volta un cancello semi abbandonato alle pendici del Vesuvio. Non è un colpo di fulmine romantico ma una connessione viscerale con la terra, con il silenzio e con un’energia difficile da spiegare ma impossibile da ignorare.

Tenuta Nunziata, la terrazza panoramica

Quel luogo, un tempo villa privata, appariva sospeso nel tempo tra strutture in legno consumate e vegetazione selvaggia. Eppure proprio lì nasce l’intuizione. In quel periodo il progetto di vita del proprietario era completamente diverso, orientato all’espansione di un format di ristorazione già avviato. La Tenuta cambia le regole del gioco, inizia come una gestione in affitto e nel giro di poche settimane si trasforma in una scelta totale che diventa acquisto, investimento e visione.

Tenuta Nunziata, ambienti

Una scommessa che oggi prende forma giorno dopo giorno.
 La Tenuta si estende per circa ventimila metri quadrati e rappresenta un polmone verde nel cuore di un territorio urbanizzato. A pochi passi dagli Scavi di Pompei e dalla Villa di Poppea diventa un crocevia naturale tra storia, turismo e cultura agricola. Ciò che la rende unica è la sua anima, un luogo dove ogni elemento dalla terra alla tavola è parte di un racconto coerente.
 Nel ristorante La Stalla lo chef Antonio Commone non cucina semplicemente ma racconta. Racconta la terra, le stagioni e il tempo lento delle coltivazioni. Ogni piatto nasce da ciò che cresce a pochi metri dalla cucina e porta con sé un’identità precisa e sincera. La sua è una cucina che non forza la materia ma la accompagna e la lascia esprimere. In ogni boccone si riconosce l’origine. La dolcezza dei piselli in un risotto che profuma di primavera, il carattere delle fave arrostite che si intreccia con la freschezza della menta, la profondità del baccalà che racconta lentezza e cura. Non è solo tecnica ma sensibilità, una cucina che emoziona perché è vera. Durante la mia esperienza ho scelto il Capitolo II – “Raccolta”, un percorso di sei portate che racconta l’evoluzione naturale della cucina della Tenuta, crescendo passo dopo passo e restando profondamente fedele alla terra da cui nasce. Ho iniziato con una tartare di manzo affumicata, accompagnata da cipolla caramellata e un croccante alle erbe, un piatto intenso ma equilibrato, capace di aprire il percorso con carattere.

Tenuta Nunziata, l’antipasto dell’orto

A seguire, il risveglio dell’orto con il suo gazpacho, fresco e vegetale, quasi a voler riportare immediatamente al centro la stagionalità e la purezza degli ingredienti.

Tenuta Nunziata, il risotto

Il risotto con piselli, tuorlo marinato e aria al pecorino è stato uno dei momenti più interessanti: cremoso, avvolgente, con un perfetto equilibrio tra dolcezza e sapidità.

Tenuta Nunziata, i bottoni di ricotta

Poi il bottone di pasta cotta, ripieno di ricotta salata, fave arrostite e pesto di menta, un piatto che racconta in pieno la primavera e il legame con la tradizione, ma con uno sguardo contemporaneo.

Tenuta Nunziata, il baccala

In chiusura, il cremoso al caffè con cioccolato bianco e mandorla, un dessert elegante e ben bilanciato, perfetto per concludere il percorso. Il tutto è stato accompagnato da tre calici della Tenuta: Falanghina, Rosato e Aglianico, che hanno valorizzato ogni piatto, completando l’esperienza con coerenza e identità.

Tenuta Nunziata, la falanghina

Il percorso degustazione ha un prezzo di 60 euro, con possibilità di aggiungere l’abbinamento vini a 10 euro.

Tenuta Nunziata, Antonio Commone lo chef e Maria Rita Coppola la pasticciera

A completare l’esperienza dolce c’è la pasticcera Maria Rita Coppola, capace di chiudere ogni percorso con eleganza e coerenza, mantenendo un filo diretto con la stagionalità e con i sapori del territorio. I contrasti sorprendono, il caffè incontra la delicatezza del cioccolato, la fragola dialoga con la Falanghina.
Accanto a Luigi Camera c’è Rita Chiacchio, compagna di vita e figura centrale del progetto. È lei il cuore dell’organizzazione degli eventi, dai matrimoni alle feste, ed è un punto di riferimento fondamentale per tutta la struttura. Insieme vivono la Tenuta ogni giorno quasi senza interruzioni e questa presenza costante si percepisce chiaramente nell’accoglienza, nei sorrisi e nell’attenzione autentica verso ogni ospite. Non è un’ospitalità costruita ma vissuta.

Tenuta Nunziata, la camera e la colazione

Uno degli aspetti più affascinanti della Tenuta è la sua apertura continua all’esperienza. Le degustazioni di olio e vino non sono momenti isolati ma possono nascere in qualsiasi momento della giornata. La villa è viva, sempre. Il ristorante è aperto tutti i giorni e accoglie anche ospiti esterni che possono prenotare e vivere un percorso gastronomico immersivo.

Tenuta Nunziata, il pane e l’olio della tenuta

A questo si aggiungono cooking class, percorsi sensoriali e attività didattiche che trasformano ogni visita in qualcosa di più di un semplice pasto.
A completare l’esperienza di soggiorno, la Tenuta offre anche un’accoglienza in stile relais con tre appartamenti indipendenti arredati in stile rustico, pensati per garantire comfort e autenticità. Gli ospiti possono usufruire di una piscina all’aperto immersa tra gli uliveti, di un solarium, di un giardino curato e di una terrazza con vista sul paesaggio vesuviano. Non mancano le attività, con la possibilità di partecipare a tour a piedi e a lezioni sulla cultura locale direttamente all’interno della struttura, vivendo così un’esperienza ancora più profonda e autentica del territorio.
Tenuta Nunziata custodisce nel suo cuore una produzione interna che è espressione diretta della terra vesuviana. L’uliveto, con circa settecento alberi, rappresenta una delle anime più autentiche della struttura, affiancato da un frantoio e da una cantina che permettono di trasformare la materia prima in eccellenze locali, mantenendo un controllo totale su ogni fase del processo.
I vigneti, situati in una posizione strategica, godono di un microclima unico che esalta mineralità, freschezza e complessità. Da questa terra nascono vini che raccontano il Vesuvio con autenticità e carattere. Il Rosato si presenta fresco e luminoso, con delicate note di frutti rossi e una marcata impronta minerale. L’Aglianico è il rosso identitario della Tenuta, intenso e profondo, con un’anima vulcanica che emerge in ogni sorso. La Falanghina, elegante e floreale, chiude con un finale sapido e armonioso, perfetta sintesi di territorio e finezza. Nonostante l’identità già forte il progetto è ancora in evoluzione. La Tenuta è solo all’inizio del suo percorso e guarda al futuro con nuovi sviluppi agricoli, trasformazioni degli spazi e una crescita costante dell’esperienza turistica. La direzione è chiara, costruire un luogo dove la terra sia protagonista, dove il cibo sia racconto e dove l’ospitalità diventi relazione.
Tenuta Nunziata è uno di quei luoghi che non si limitano a esistere ma evolvono. Nasce da un’intuizione, cresce grazie a una visione e prende forma attraverso le persone che la vivono ogni giorno. In un territorio che racconta la sua storia millenaria qui se ne sta scrivendo una nuova, contemporanea e profondamente radicata nella terra.

Tenuta Nunziata
Via Carola 14/A, Torre Annunziata (NA)

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