Torre Rosazza racconta il tempo: sei annate a confronto tra pinot grigio e friulano
di Marina Betto
Ci sono degustazioni che permettono di conoscere un vino e altre che raccontano un territorio. La verticale organizzata da Torre Rosazza ci parla soprattutto del territorio, dei Colli Orientali del Friuli, attraverso sei annate di Pinot Grigio e sei di Friulano, declinate nelle rispettive versioni Riserva e Friuli Colli Orientali DOC, che mettono in luce non solo l’evoluzione del vino nel tempo, ma anche la capacità di un’azienda di interpretare con coerenza due vitigni simbolo del Friuli Venezia Giulia.
Torre Rosazza si trova in provincia di Udine, nella parte meridionale dei Colli Orientali del Friuli, in prossimità dell’Abbazia di Rosazzo, in un anfiteatro naturale di vigneti terrazzati, i cosiddetti ronchi.
L’esperienza prende il via con il Pinot Grigio, vitigno che nei Colli Orientali esprime una personalità ben diversa da quella più conosciuta sul mercato internazionale, acquistando in questi luoghi profondità, struttura e una sorprendente vocazione all’invecchiamento.
La degustazione delle tre annate di Bandaros Pinot Grigio Riserva Friuli Colli Orientali DOC mette in evidenza il progetto enologico alla base, che vuole valorizzare il potenziale evolutivo del vitigno mettendolo in sfida con il tempo.
L’annata 2023, giudicata difficile, si distingue per energia e precisione aromatica. Al naso emergono fiori bianchi, pesca, agrumi e delicate note minerali. Piccole asperità acidule in bocca con un leggero retrogusto di mandorla non scalfiscono la pulizia e il nitore di questo vino.
La 2022, complice una stagione più calda, mostra maggiore ampiezza e maturità espressiva. La componente fruttata vira verso la pera e la frutta gialla, accompagnata da richiami speziati e una consistenza gustativa più avvolgente che evolverà nel tempo meglio dell’annata 2023.
Con la 2021 entra in scena il tempo. Il bouquet si arricchisce di sentori di miele d’acacia, gelsomino, frutta secca, erbe aromatiche e leggere sfumature fumé. Un quadro perfetto con bocca armonica data da un ottimo equilibrio olfattivo e gustativo che dimostra come il Pinot Grigio, se coltivato nei terroir più vocati e interpretato con rigore, possa regalare evoluzioni di grande fascino.
Il Pinot Grigio Friuli Colli Orientali DOC possiede un’eleganza più quotidiana, rappresenta la versione più immediata del vitigno, senza rinunciare alla complessità.
Il 2024 offre un profilo fragrante e luminoso, dominato da mela verde, agrumi e fiori di campo. E’ il vino della freschezza e della piacevolezza immediata, molto buono perché non esplosivo ma preciso nella sua tessitura, con un rapporto con l’acidità maggiore rispetto alle Riserve.
Il 2022 acquisisce più equilibrio e volume, con note di frutta matura e una mineralità che accompagna un finale lungo e pulito.
La vera sorpresa arriva però dal 2018. A distanza di anni il vino mantiene vivacità e precisione, arricchendo il proprio corredo aromatico con sfumature di idrocarburo, frutta secca e miele leggero, dimostrando una longevità spesso sottovalutata per questa tipologia. Potremmo definirlo un classico senza legno, senza macerazioni, un vino che esprime profondità ed eleganza. E’ infatti il vino che ha convinto l’azienda a fare la Riserva.
Se il Pinot Grigio racconta la versatilità dell’azienda, il Friulano rappresenta probabilmente la sua espressione più identitaria. E’ il vitigno che meglio sintetizza il carattere dei Colli Orientali del Friuli, grazie a un equilibrio naturale tra morbidezza, sapidità e quella tipica nota di mandorla che ne costituisce la firma.
Masiero è il Friulano Riserva che valorizza il vitigno. Le tre annate degustate 2023- 2022- 2021 mostrano un percorso evolutivo coerente e raffinato. Torre Rosazza ha un cru il Masiero, un vigneto con 4 cloni di Friulano che vegetano sulla ponca pura, con un’esposizione molto favorevole. Simile al Renano, il Friulano è uno di quei vitigni per cui il territorio in cui cresce fa la differenza.
Il 2023 si presenta vibrante, con profumi di fiori bianchi, pera, salvia e mandorla fresca. In bocca si avverte un po’ di idrocarburo bruciato e va ossigenato un po’ prima di berlo per scoprirne lo slancio e la sapidità.
Nel 2022 aumentano complessità e profondità. Le note floreali lasciano spazio a frutta gialla e matura, erbe officinali e lievi sfumature balsamiche, mentre la bocca quasi cremosa guadagna struttura senza perdere eleganza.
Il 2021, una delle migliori annate in Friuli, rappresenta probabilmente la sintesi più completa del progetto Masiero. Il tempo regala sentori di miele, camomilla, nocciola, spezie dolci e pietra focaia. La chiusura, lunga e sapida, conferma una capacità evolutiva di assoluto rilievo. E’ un vino armonico, dolce, di quella dolcezza che gli dona il tempo; è come un’onda che ha raggiunto la sua perfezione.
Il Friulano rappresenta la tradizione in regione ed anche la sua resistenza al tempo. La verticale si conclude con il Friulano Friuli Colli Orientali DOC, nelle annate 2023, 2019,2018.
Il 2023 esprime tutta la classicità del vitigno: agrumi, erbe aromatiche, fiori bianchi e la caratteristica mandorla finale che accompagna una beva agile e precisa, che non lascia dubbi con la sua irruenza.
Il 2019 rivela un equilibrio oramai pienamente raggiunto. I profumi si fanno più complessi con richiami alla frutta secca, al fieno e alle erbe di montagna, mentre il gusto mantiene una notevole tensione con ancora una buona dose di freschezza.
Anche il 2018 sorprende per integrità. Le note evolutive di miele, nocciola e spezie leggere si fondono con una freschezza ancora viva, offrendo un vino armonico, profondo e di grande personalità.
La verticale di Torre Rosazza dimostra come Pinot Grigio e Friulano possano andare ben oltre l’idea di vini destinati esclusivamente al consumo giovane. Le versioni Riserva, in particolare, evidenziano un’importante capacità di evoluzione, mentre anche le etichette della linea classica confermano una sorprendente tenuta nel tempo.
Due grandi vitigni friulani in questa degustazione che attraverso il tempo mettono in evidenza il ruolo determinante del terroir dei Colli Orientali, della selezione delle uve e di una vinificazione orientata all’eleganza piuttosto che alla ricerca dell’effetto immediato. Il risultato è una fotografia nitida di Torre Rosazza: valorizzare l’identità del territorio con vini capaci di parlare sia nell’immediatezza della gioventù sia nella complessità che solo gli anni possono regalare.
Torre Rosazza
Loc. Poggiobello 12 33044, Oleis di Manzano (UD)
[email protected]
www.torrerosazza.com




