Trattoria Risorgimento, Pioltello, ristoro e tradizione dal 1911

2/3/2018 2.2 MILA
Trattoria Risorgimento, insegna datata, ma il locale e' rinnovato
Trattoria Risorgimento, insegna datata, ma il locale e’ rinnovato

di Marco Galetti

Venerdì: pronto buongiorno, mi hanno parlato bene del vostro risotto alla milanese con ossobuco, è in carta attualmente ?

Oggi no, ma lo potrà trovare da domani

Allora mi può cortesemente riservare un tavolo per due, domani a pranzo…

Fortunatamente ho prenotato, il locale, sebbene ben defilato rispetto alle rotte modaiole milanesi, in un anonimo sabato invernale e in un ancor più anonimo stradone periferico, si presenta col tutto esaurito e, col passare del tempo, esaurirà l’ossobuco, seguito a ruota dalla cotoletta, quel che può sembrare un difetto, per quel che mi riguarda è un pregio, ci si alza la mattina presto, si accendono i fuochi senza artifici né imbustati, e si preparano le vivande di ristoro per gli avventori, quando qualcosa finisce è solo un buon segno…

Trattoria Risorgimento, sala
Trattoria Risorgimento, sala

Trattoria Risorgimento,  è fresco e buono il pane nel cestino, non è scontato sia così

Trattoria Risorgimento, fresco e buono il pane nel cestino
Trattoria Risorgimento, fresco e buono il pane nel cestino

Trattoria Risorgimento, risotto con ossobuco (splendido) preparato, come si dovrebbe, col geretto di vitello posteriore, un osso per nulla spugnoso ma bello pieno di midollo, cosa di importanza fondamentale perché il midollo, sciogliendosi durante la cottura insieme al tessuto connettivo che lega la polpa, dona morbidezza e succosità al piatto.

Trattoria Risorgimento, ossobuco con risotto
Trattoria Risorgimento, ossobuco con risotto

L’ossobuco ha ottenuto dal Comune di Milano la Denominazione Comunale (De. Co.) che indica l’appartenenza di un prodotto o di un piatto ad un territorio, chiediamolo e pretendiamolo, dando valore alla territorialità nel rispetto delle nostre tradizioni gastronomiche

Trattoria Risorgimento, risotto alla milanese, un buon risotto, a voler essere pignoli un po’ scarico di zafferano, se guardo il rapporto qualità prezzo (8 euro) però, non ho nulla da eccepire, un regalo…

Trattoria Risorgimento, risotto alla milanese
Trattoria Risorgimento, risotto alla milanese

Trattoria Risorgimento,  costoletta di vitello alla milanese cotta nel burro chiarificato con patate arrosto (che si presentano con un po’ d’olio in eccesso), la costoletta (insieme all’ossbus) è un altro punto fermo di questa trattoria e per aspetto, dimensioni, qualità, digeribilità e soddisfazione, non ha nulla da invidiare ad altre degustate a prezzi decisamente più alti.

Trattoria Risorgimento, costoletta di vitello alla milanese
Trattoria Risorgimento, costoletta di vitello alla milanese

Trattoria Risorgimento, stinco di maiale al forno con patate, credito foto Gatti&Massobrio, un altro dei golosi e sostanziosi piatti simbolo di questo locale

Trattoria Risorgimento, stinco con patate, credito foto Gatti&Massobrio
Trattoria Risorgimento, stinco con patate, credito foto Gatti&Massobrio

I criteri per l’assegnazione della stella sono più o meno sempre gli stessi: qualità della materia prima-tecnica di cottura-personalità della cucina-costanza nel tempo-rapporto qualità-prezzo, gli stessi che troviamo (fatte le dovute proporzioni con uno stellato luminoso di zecca) alla Trattoria Risorgimento di Pioltello che potrebbe essere definita una stellina della ristorazione lombarda, la stessa accesa da oltre un secolo sulla Strada Padana Superiore.

Se oggi non esiste soluzione di continuità con la Milano che ingloba, cento anni fa su questi stradoni di campagna che collegavano i piccoli centri periferici e poco abitati, poter contare su un punto luce probabilmente era fonte di ristoro ma anche di sollievo, lo stesso sollievo che provo oggi leggendo la carta delle vivande d’impronta lombarda, per l’emozione, è il caso di dirlo, mi si annebbia la vista, chiedo aiuto ai supporti da presbiopia e tutto scorre più agevolmente, amorevolmente segnalo: risotto alla milanese, ossobuco, cotoletta, stinco di maiale al forno con patate, brasato con funghi e polenta…saltuariamente preparano anche  trippa e cassoeula, piatti che non fa più quasi nessuno, per strizzare l’occhio all’America propinando cibi fast che mi rendono furious… tra le chicche in apertura, prima dei chicchi allo zafferano, cacciatorini, culatello di Zibello, bresaola Punta d’ Anca, strolghino, spalla cotta di San Secondo. Lardo d’Arnad, di Colonnata e per chiudere una torta di mele o un buon tiramisù.

In Primavera Estate la scelta è tra sala e pergolato, in pieno Inverno lombardo si viene accolti in una delle due confortevoli salette, ci vien assegnato un tavolo ben apparecchiato e, nel giro di uno sguardo, ci si chiude l’inverno, la nebbia e la porta alle spalle.

Da una carta dei vini, che dimostra attenzione e ricerca soprattutto per quanto riguarda rossi e bollicine che ben s’accoppiano con i piatti lombardi, la scelta cade sul Cartizze di Adami

Trattoria Risorgimento,  il non impegnativo e pluripremiato Cartizze di Adami, vendemmiato a mano, di grande morbidezza e freschezza.

Trattoria Risorgimento, il Cartizze di Adami vendemmiato a mano
Trattoria Risorgimento, il Cartizze di Adami vendemmiato a mano

Siena, 1933, alla Prima Mostra Mercato dei Vini Tipici d’Italia, fu presentato il Riva Giardino Asciutto di Adami, di fatto il primo vero e proprio Cru a Valdobbiadene

Motivazione e dedizione traspaiono dai gesti e dai modi di questa famiglia che gestisce con passione questo accogliente locale da oltre quarant’anni, difendendo a spada tratta la cultura gastronomica del territorio lombardo, il combattimento contro l’omologazione per la salvaguardia di un’identità avviene alla cieca in un territorio dai contorni sfumati, l’altro nemico che c’è ma non si vede avvolge cose e persone attutendo anche i suoni, sulla soglia però la nebbia si dirada e con lei i cattivi pensieri, l’offerta di bevande, cibo e generi di conforto ad appassionati, viaggiatori, pellegrini, famiglie, lavoratori, è fonte di sollievo, serenità, consolazione dalle fatiche fisiche e mentali, bevendo e mangiando ci si rinvigorisce trovando un po’ di benessere, l’anima in burrasca s’acquieta, le onde perdono forza e diminuendo in altezza si allungano, la massa d’acqua è la stessa, così come i problemi, quel che sembrava insormontabile diventa affrontabile.

Regalandosi queste soste ai box senza cronometro e a telefoni spenti, si assapora qualcosa con la netta sensazione di sentirsi in trasformazione, prima eravamo diversi dopo non saremo uguali, è l’energia quasi esaurita che viene rabboccata e ricomincia a consumarsi, è benessere in movimento ed in diminuzione, per questo è necessario nutrirsi, regolarmente, nel corpo e nell’anima.

Trattoria Risorgimento,  l’indirizzo sicuro, per un ristoro di soddisfazione.

Trattoria Risorgimento, l'indirizzo sicuro
Trattoria Risorgimento, l’indirizzo sicuro

Via Roma 141, 20096 Pioltello (MI)
+39 02 9240279

 

6 commenti

    Francesco Mondelli

    (2 marzo 2018 - 12:57)

    Verissimo.Le cose buone finiscono ed è giusto che sia così.Parole quasi superflue in aggiunta alle foto(complimenti)che da sole rendono giustizia della grande qualità ,ma quando sul midollo si va ad argomentare non ci si dispiaccia se poi l’invidia si vede montare visto che non abbiamo avuto la possibilità di prenotare.Cartizze da sempre fa la differenza tra il prosecco e la grande bollicina capace di reggere anche quel po po di “carneficina”.Una spiegazione però mi è dovuta:com’è un sabato anonimo e come l’idea è venuta?FM.

    Marco Galetti

    (2 marzo 2018 - 13:23)

    @FM, nell’accezione di insignificante, come lo stradone e come il clima…

    Enrico Malgi

    (2 marzo 2018 - 15:08)

    Tutto OK. Il pezzo mi è piaciuto tantissimo. Solo che non ho capito cosa c’entra il cartizze con quello che hai mangiato.

    luca

    (2 marzo 2018 - 16:42)

    La Piccola Amatrice di Roma(1960) e
    la Trattoria Risorgimento di Pioltello(1911). Ci sono molti nessi che legano queste due splendide TRATTORIE(e vere) della tradizione italiana.
    E come sono state raccontate mi è piaciuto molto.
    PS
    Quando saranno rimaste(trattorie come queste) in poche, dopo lo sconvolgimento che sta subendo la ristorazione italiana, saranno in molti a “riscoprirle”, stanchi delle innumerevoli contaminazioni che imperversano nella cucina italiana.
    E se pensiamo a Santo Palato(nuova trattoria romana), che non viene dal passato come queste due(anni di fondazione 1911 e 1960) c’è da credere che chi “sopravviverà” alle grandi trasformazioni in corso nella ristorazione, sarà fortunato e non avrà bisogno di pagare architetti specializzati (come ha fatto Santo Palato, che, comunque, va lodata) per “ricostruire” un’atmosfera.
    E gli Italiani “riscopriranno” alcuni piatti che non si fanno più nemmeno a casa.

    Francesco Mondelli

    (2 marzo 2018 - 16:58)

    L’importante aver dato significato all’anonimato con il rito conviviale che spesso risolve in bene ciò che parte male e,parafrasando alla carlona Ferdinand de Sausurre,lasciamo il significante Alla paturnia mentale.FM

    Marco Galetti

    (2 marzo 2018 - 18:56)

    @Luca, ringrazio, anche per la costante attenzione
    @EM, cercavo una bollicine sgrassante e non impegnativa, quindi ok sul risotto e sulla cotoletta, un bel po’ meno sull’ossobuco, in attesa di porgerti, ben volentieri, la carta dei vini…

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