Vini Bianchi e Rosato Terredora Di Paolo


Vini Bianchi e Rosato Terredora Dipaolo

di Enrico Malgi

La storia dell’azienda vitivinicola Terredora di Montefusco si intreccia e si lega indissolubilmente insieme col vocato territorio irpino fin dal 1994, quando Walter Mastroberardino, insieme con i suoi tre figli Daniela, Lucio e Paolo e la moglie Dora Di Paolo, fonda l’azienda Terredora, che richiama il nome della sua consorte. L’inizio era comunque partito fin dal 1978, quando erano state acquisite le tenute aziendali.
Gli anni susseguenti sono stati segnati da molteplici successi ed encomi, ma purtroppo anche da luttuosi avvenimenti, come la scomparsa di mamma Dora, a cui è seguita nel 2013 quella di Lucio e poi nel 2025 è venuto a mancare anche il patriarca Walter. Adesso a reggere le sorti aziendali sono rimasti Paolo e sua sorella Daniela, attuale presidente nazionale Donne del Vino.
La produzione è molto ampia e variegata e di cui recentemente ho potuto assaggiare ben dodici bottiglie, più una di magnum. Ho pensato bene di suddividere i report in due parti: prima i sei vini bianchi ed un rosato e prossimamente mi dedicherò ai sei rossi.

Controetichette Viini Bianchi e Rosato Terredora Dipoalo

Yam Bianco Campania Igt. Classico blend bianco irpino assemblato con Fiano, Greco e Falanghina. Uve raccolte ad inizio di ottobre. Maturazione in acciaio. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale orientativo di 10,00 euro.

Yam Bianco Campania Igt

Nel calice traspare un gioioso e luminoso colore giallo paglierino. Dal complesso bouquet si sprigiona una variegata sfilza di ottimi profumi, che un naso molto attivo riesce a decifrare attraverso gradevoli afflati di clementina, pesca bianca, pera spadona, nocciola, banana, gelsomino, magnolia, sambuco, timo, aneto e sospiri speziati. L’attacco in bocca si rivela fresco e succoso, nitido e seducente, duttile e morbido, sapido ed armonico, aggraziato e rotondo, setoso e raffinato, scattante e goliardico. Silhouette agile, snella, affascinante ed elegante. Buona la serbevolezza. Scatto finale godurioso. Vino provato su un piatto di eliche alla crema di zucchine e con tocchi di pancetta e per secondo carne di pollo in tegame con contorno di verdure ed è andato benissimo.
Coda di Volpe Le Starse Irpinia Doc 2025. Soltanto Coda di Volpe coltivata a Gesualdo. Vendemmia effettuata ad inizio di ottobre. Affinamento in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo orientativo finale di 13,00 euro.
Alla vista risalta un bel colore giallo paglierino limpido, attraversato da giovani riflessi verdolini. Lo spettro aromatico si dimostra estremamente espressivo nelle sue sfaccettate composizioni olfattive, laddove sciorina eterogenei e promiscui profumi, che in prima istanza rivelano percezioni fruttate di pera kaiser, mela cotogna, pesca bianca, albicocca, pompelmo, melone bianco, papaia ed ananas. Di seguito spiccano poi piacevoli sensazioni di ginestra, fiori di acacia, mirto, salvia, camomilla, chiodi di garofano e zenzero. Approccio palatale secco, pulito, abbastanza fresco, sapido, accomodante, glicerico, essenziale, intrigante, elegante, gentile, armonico, fruttato, equilibrato e scattante. Da monitorare la longevità. Affondo finale appagante. Da preferire su un risotto ai funghi porcini e formaggi a pasta molle.
Greco di Tufo Terre degli Angeli Docg 2025. Ovviamente Greco in purezza allevato a Santa Paolina. Raccolta delle uve ad inizio di ottobre. Affinamento in acciaio. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale orientativo di 15,00 euro.

Greco di Tufo Terre degli Angeli Docg 2025 – Terredora Di Paolo

Come da prassi nel calice risalta uno scenografico e sfavillante colore giallo paglierino già carico. Crogiolo estremamente interessante e propositivo, dal quale si propaga una complessa e molteplice composizione di gradevoli aromi. La primogenitura è ovviamente di pertinenza di intrecci fruttati di pesca gialla, albicocca, pera coscia, pompelmo, mandorla e clementina. Dappresso emergono poi doviziosi aromi di ginestra, iris, caprifoglio, tiglio, citronella, cannella e chiodi di garofano. In bocca penetra un sorso che subito trova la sua giusta spinta attraverso gradevoli afflati di freschezza, insieme a connotazioni di intensità, potenza, succosità, rotondità, vitalità, affidabilità, armonia, equilibrio e sapidità. Gusto corroborante, stimolante, vibrante, scalpitante, elegante, raffinato, voluttuoso, ammaliante e dinamico. Siamo appena all’inizio di un lungo percorso. Scatto finale persistente. L’ho testato su un piatto di pasta e fagioli borlotti e poi su polpo all’insalata con patate lesse e fagiolini.
Falanghina Corte di Giso Irpinia Doc 2025. Falanghina al 100% coltivata negli areali di Montemiletto. Montefusco e Gesualdo. Vendemmia effettuata a metà ottobre. Maturazione in acciaio. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo finale orientativo di 17,00 euro.
Occhi attenti e premurosi scrutano nel calice un luminoso ed imberbe colore giallo paglierino, venato di lampi verdognoli. Bouquet appassionato e sospiroso, ben sostenuto da variegati ed eterogenei profumi, i quali rimembrano caratteristiche essenze di melone bianco, albicocca, mela golden, banana, frutto della passione, agrumi, ginestra, fiori di limone, agni di pino, chiodi di garofano e zenzero. In una bocca molto ospitale ed accogliente esordisce un sorso bello fresco e morbido, sapido e citrino, tonico e vibrante, lineare e succoso, aggraziato e dinamico, elegante e seducente, carezzevole e giocoso, raffinato e fascinoso, soave e cristallino. Serbevolezza tutta da esplorare. Allungo finale edonistico. Da abbinare ad un bel risotto ai frutti di mare e latticini freschi.
Fiano di Avellino Terredora Docg 2025. Fiano coltivato nei vocati areali di Lapio e Montefalcione. Raccolta delle uve nel mese di ottobre. Affinamento in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale orientativo di 17,00 euro.
Nel calice occhieggia un solare ed attraente colore giallo paglierino abbastanza carico. Dal complesso ed interessante bouquet si eleva una cospicua e diffusa messe di eccellenti profumi, che come incipit trasmettono al naso voluttuose percezioni fruttate di nocciola, pesca bianca, albicocca, mela annurca, cedro ed ananas. Di seguito vengono rimarcate poi gradevoli punteggiature di biancospino, magnolia, tiglio, muschio, felce, camomilla, cannella e chiodi di garofano. L’approccio palatale narra di un sorso sapido, profondo, scalpitante, tonico, glicerico, delizioso, scattante, affidabile, arioso, avvincente e tagliente di primaria acidità, per cui la bocca sperimenta un’avvolgente freschezza.  Appeal elegante, cangiante, seducente, balsamico e vezzoso. Tattilità aristocratica, plastica, arrotondata, solida, reattiva e dinamica. Longevità a lunga gittata. Chiusura edonistica. Da spendere su un piatto di linguine ai ricci di mare tagliere di salumi irpini.
Fiano di Avellino CampoRe Riserva Docg 2020. Fiano allevato a Lapio. Vendemmia tardiva, con le uve raccolte a fine ottobre. Fermentazione in barriques ed affinamento sui lieviti per sei mesi. Elevazione in vetro per due anni minimo. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo finale orientativo di 26,00 euro
Alla vista si appalesa un fulgido ed accattivante cromatismo giallo paglierino decisamente carico e dorato. Bouquet sapientemente affastellato da abbondanti umori fruttati, floreali e vegetali di ottimo livello, insieme con conturbanti profumi speziati di chiodi di garofano, noce moscata e zafferano e proposizioni terziarie. In bocca debutta un sorso molto fresco, minerale, scorrevole, balsamico, mentolato, avviluppante, incalzante, leggiadro, stuzzicante, palpitante, irresistibile, temprato, sfaccettato ed ammiccante. Nelle pieghe il vino si dimostra anche arrotondato, invitante, espansivo, morbido, minerale, agrumato, seducente, fibroso, sferzante, caratteriale, rassicurante, soave, cristallino e bene equilibrato. Mentre l’accelerazione palatale conferma una percezione tattile intrigante, gioviale, affascinante, raffinata, sublime e gioiosamente ritmata. Longevità senza alcun limite. Affondo finale da incorniciare. Da abbinare ad un risotto alla pescatora e catalana di crostacei. Un grande Fiano davvero, frutto di un immenso areale come quello di Lapio. Senza trascurare poi la vendemmia tardiva e l’impiego del legno piccolo che insieme contribuiscono ad elevare il tasso di complessità e di un’ottima struttura di questo eccellente Fiano.
Rosaenovae Rosato Irpino Doc 2025. Soltanto Aglianico vendemmiato a fine ottobre. Affinamento in acciaio. Alcolicità di quattordici gradi. Prezzo finale orientativo di 12,00 euro.
Nel calice si appalesa uno splendente ed affascinante colore rosato tenue tipo provenzale. Ventaglio olfattivo generosamente prodigo di elegiaci profumi, che vanno a stuzzicare proditoriamente le narici. In primis risaltano capillari credenziali fruttate di ciliegia, melagrana, albicocca, pesca gialla, chinotto, fragola, pompelmo rosa, mirtilli e ribes. Seguite a ruota da sontuose effusioni di violetta, peonia, erbe aromatiche e captazioni speziate. L’incontro del sorso con le papille gustative risulta subito scorrevole, tagliente, glicerico, sapido, vellutato, fine, raffinato, elegante, equilibrato e suadente. Tattilità aggregante, goliardica, intrigante, ammaliante, deliziosa, stimolante, ariosa e ben calibrata da parte di un magnifico rosato, il quale sa sfoggiare con nonchalance elementi di fascino, fierezza, grazia, eleganza, leggiadrìa e seduzione. Chiosa finale edonistica. Da preferire su una bella zuppa di pesce e sull’immancabile pizza margherita.

Una sontuosa batteria di eccellenti vini questi di Terredora Di Paolo, i quali riescono a comunicare una sensazione di grande benessere ed appagamento, consolidando ed attestando così la convinzione che l’Irpinia risulta essere un privilegiato territorio di assoluta qualità vitivinicola ed un modello da seguire per tutto il settore nazionale. La famiglia Mastroberardino Di Paolo poi è un valore aggiunto di storia, conoscenza, sapere, fierezza e di grande passione per tutto il mondo del vino, oltre che fulgido esempio per tutti i viticoltori irpini e non solo!

Terredora Di Paolo
Montefusco (Av) – Contrada Serra
Tel. 0825 968215 – [email protected] – www.terredora.it
Enologo: Paolo Mastroberardino
Ettari di proprietà: 200 – Bottiglie prodotte: 700.000
Vitigni: Aglianico, Fiano, Greco, Falanghina e Coda di Volpe

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