Vini Borgo Turrito vincitori a Radici del Sud 2019

23/9/2019 1.4 MILA
Vini Borgo Turrito
Vini Borgo Turrito

di Enrico Malgi

L’azienda Borgo Turrito del giovane enologo Luca Scapola ha raddoppiato i premi all’edizione di Radici del Sud 2019. L’anno scorso, infatti, a primeggiare è stata l’etichetta Terra Cretosa Aleatico Rosato Puglia Igp 2017, tra l’altro già vincitrice al Concours Mondial du Rosé de Cannes. Quest’anno invece, oltre la conferma di questo vino col millesimo 2018 classificatosi al primo posto assoluto nella sua categoria di appartenenza come hanno sentenziato i giudici dei Wine Writers, anche il TroQuè Nero di Troia Puglia Igp 2017 ha convinto la giuria dei Wine Buyers a proclamarlo vincitore assoluto. Un meritato exploit per la piccola azienda foggiana che pratica un’agricoltura sostenibile.

Controetichette vini di Borgo Turrito
Controetichette vini di Borgo Turrito

La bottiglia di rosato è frutto della lavorazione di Aleatico in purezza in acciaio e vetro per sei mesi complessivi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo in enoteca di 14,00 euro.

Nel bicchiere risalta un bel colore rosa melogranato molto vivace. Il bouquet stuzzica subito l’olfatto, esibendo in primis profumi di sottobosco poi cadenze odorose di ciliegia, geranio, zenzero e mirto. Pregevole poi il guizzo agrumato di chinotto. La lingua impatta un sorso bello morbido ed affusolato, gentile e soave, fresco e carezzevole, suadente. In bocca il vino lascia una sensazione bene equilibrata e succosa. Misurato ed appagante l’ottimo finale. Da spendere su un risotto al pomodoro e tagliere di salumi.

Il Troquè Nero di Troia è maturato in acciaio, affinato in barriques per un anno e poi elevato in boccia per tre mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 18,00 euro.

Veste cromatica segnata da un colore rosso rubino splendente di gioventù. Pregevole il timbro olfattivo che mette in mostra tutta la sua articolata, ampia e variopinta gamma di ottime essenze. Immancabili gli impertinenti e giocosi effluvi del sottobosco, come more, lamponi, ribes e mirtilli. Volitive le percezioni speziate di noce moscata, vaniglia e chiodi di garofano. Intensità floreale. Credenziali vegetali. Tracce minerali e terziarie.  In boccasorso materico, morbido, rotondo, armonico, sapido, teso e perfino elegante, nonostante una presenziale trama tannica. Escursione palatale focalizzata su un ritmo dinamico e tesaurizzata di larghe promesse per il futuro. Fraseggio finale persistente e leggermente piccante. E’ un vino che riesce a fondere classicità e rigore. Da preferire su un piatto di fusilli al sugo di carne ed agnello al forno.

Sede a Foggia – Borgo Incoronata
Tel. 0881 810141 – Cell. 328 8669475
[email protected]www.borgoturrito.it
Enologo: Luca Scapola
Ettari vitati: 12. Bottiglie prodotte: 60.000
Vitigni: Nero di Troia, Aleatico e Falanghina.

7 commenti

    Francesco Mondelli

    Da tempi non sospetti ho personalmente sdoganato il rosato che però ,come i cugini d’oltralpe insegnano,dev’essere rosato mai un rosso poco colorato.Foto e descrittori fanno capire che in questo caso ci siamo e se a Roma lo troviamo con piacere lo comprimo.PS Altra chicca il Nero di Troia da cui consegue che se i fusilli li sappiamo fare e buon agnello facilmente possiamo trovare il messaggio subliminale dovrebbe arrivare.FM

    23 settembre 2019 - 10:00

    Enrico Malgi

    Cogli nel segno caro Francesco. Nel Meridione (a parte qualche eccezione come il Vetere di San Salvatore per esempio) i rosati sembrano essere molto più carichi di quelli del Settentrione. Ma quello che conta alla fine è che i rosati, compresi gli spumanti, prodotti al Sud sono veramente eccellenti e non hanno nulla da temere nel confronto con quelli confezionati nel Nord Italia, in particolar modo quelli delle due sponde del Garda veronese e bresciana ed in Alto Adige.

    23 settembre 2019 - 11:05

    Marco Galetti

    Simpatizzante campano, ma fieramente lombardo, mi chiedo e Le chiedo, esimio Dottor Malgi, oltre al Gioì di San Salvatore e, in subordine, La Matta, c’è altro che possa tentare di competere con persistenti bollicine Franciacortine…
    Con la massima stima La saluto

    23 settembre 2019 - 13:10

    Mondelli Francesco

    Visto che il nostro amato baffetto sarà sicuramente impegnato a stappare per il post e di conseguenza smaltirne i postumi mi permetto di risponderle anche se vado a memoria e mi scuso in anticipo con gli esclusi perché a giocarcela con la Francia(Corta)meritano menzione almeno i tre Dubl+dei feudi di S Gregorio nonchè l’Asprino di Aversa Cinquepioli di Salvatore Martusciello e Pietrafumante caprettone spumante metodo classico di Casa Setaro.Solo uno è rosato ma son vere bolle(non di sapone)anche perché non credo che da quelle parti di rosato ci sia granché (vista la scarsità di Pinot noir)almeno secondo me che ritengo la regione eccellente sopratutto per il Saten prodotto di grande cremosità ottenuto da Chardonnay in purezza .Con simpatia FM

    23 settembre 2019 - 13:38

    Marco Galetti

    Ringrazio e chiedo se reggono il confronto, chi mi ha insegnato molto, aveva forti dubbi sulla finezza e sulla profondità di bollicine “sudiste” che il caldo rende troppo rotonde e alcoliche, ma forse, come me, era solo di parte.

    23 settembre 2019 - 14:48

    Enrico Malgi

    Esimio dr. Galetti, parlando del rosato meridionale mi riferivo a quello fermo. Certamente per quanto riguarda lo spumante qui è tutta un’altra storia, anche per ragioni di clima e soprattutto, come affermava Francesco, per motivi legati all’impiego di vitigni. Tenga presente però che alcune bottiglie, e le cito soltanto un’azienda D’arapri, non sfigurano affatto.

    23 settembre 2019 - 16:34

    Francesco Mondelli

    Gentile dottor Malgi al MAESTRO cui accenna l’amico Galetti bisogna fargli tanto di cappello se non altro per la “lungimiranza”e “profondità”del suo sguardo che grazie ad un punto di osservazione privilegiato era come un faro puntato nel MARE MAGNUM del vino di GRANDISSIMA QUALITÀ FM

    23 settembre 2019 - 17:11

I commenti sono chiusi.