Vini Greco di Tufo Riserva Docg – Cantine Di Marzo

2/6/2022 1.7 MILA
Cantine Di Marzo Greco di Tufo Riserva
Cantine Di Marzo Greco di Tufo Riserva

di Enrico Malgi

Appena otto i comuni irpini che possono fregiarsi dell’appellativo Docg Greco di Tufo, a fronte dei diciassette del Taurasi e dei ventisei del Fiano di Avellino. Inoltre la Docg Greco di Tufo è la seconda più vecchia della Campania dopo quella di Taurasi ed è anche una delle più remote di tutta l’Italia Meridionale. Una piccola enclave, quindi, che ha proprio nel minuscolo comune di Tufo di nemmeno mille abitanti il suo caposaldo e grande punto di riferimento ed il cui toponimo vuole ricordare la roccia vulcanica di tufo che è diffusa in tutto il territorio comunale. Questo ha segnato in modo particolare tutta la minimale produzione vitivinicola locale, che è diventata così sinonimo di vini di grande eccellenza e divenuti famosi in tutto il mondo.

In questo privilegiato contesto locale le storiche Cantine di Di Marzo possono vantare a giusta ragione il primato di essere stata la prima azienda sorta nel territorio irpino già nel lontano 1647 per merito di Scipione Di Marzo, al quale si riconosce il merito di avere sperimentato la prima bottiglia di Greco di Tufo. Tornando al giorno d’oggi l’azienda dal 2009 appartiene alla famiglia Di Somma, discendenti diretti dei Di Marzo.

Ottima senz’altro la produzione vitivinicola, laddove la fa da padrone ovviamente proprio l’impiego del Greco di Tufo con quattro etichette, più due spumanti. Tre sono i crus di nuove annate che ho assaggiato recentemente.

Cantine Di Marzo Controetichette Greco di Tufo Riserva
Cantine Di Marzo Controetichette Greco di Tufo Riserva

Vigna Laure Greco di Tufo Riserva Docg 2019. Soltanto Greco coltivato nella frazione di San Paolo. Nove mesi di affinamento in acciaio ed un anno di elevazione in vetro. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 18,00 euro. Bottiglie prodotte numero 5.000.

Nel bicchiere si esalta un gioioso colore giallo carico quasi dorato com’è nelle corde del Greco di Tufo, tanto da farne uno dei vini bianchi italiani più colorati.   Canonico l’esame organolettico di questo vino ben riconoscibile alla vista, all’olfatto ed al gusto, contrassegnato com’è da complessi e varietali profumi di pesca gialla, albicocca, pompelmo, confettura di mela cotogna, agrumi canditi, zenzero, caprifoglio e gelsomino e dotato poi di una gradevolezza speziata di cannella e di chiodi di garofano. Classici gli sbuffi sulfurei e di pietra focaia. In bocca il vino si camuffa da rosso, esibendo tracce di composti fenolici, una sostenuta ed acclarata acidità, tanto che il disciplinare prevede anche una percentuale del 15% di Coda di Volpe per poterla arginare, un’ottima struttura di base, una rara potenza ed una raffinatezza inusitata. Approccio palatale elegante, seducente, sapida e minerale, che anticipa un finale decisamente lungo ed appagante. Longevità a lunga scadenza. Da associare a piatti di mare certamente, ma senza disdegnare qualche preparazione anche più strutturata.

Vigna Serrone Greco di Tufo Riserva Docg 2019. Tutto uguale al vino precedente, a parte la gradazione alcolica di tredici e mezzo e la collocazione del vigneto presso la frazione di Santa Lucia.

Veste cromatica segnata da un fulgido colore giallo paglierino sempre molto carico. Piglio olfattivo depositario di goliardiche nuances di tanta buona frutta fresca, insieme a sontuosi afflati di fiori bianchi, erbe aromatiche, curry, zafferano e degli immancabili sospiri sulfurei. In bocca esordisce un sorso molto acido, avvolgente, grasso, rotondo, morbido, polposo, scattante e dinamico. Ampiezza gustativa intensa, fresca, vivace, pulita, sapida e fruttata. Percezione tattile sontuosa, aggraziata, ammaliante, carezzevole e stimolante. Siamo appena all’inizio del percorso. Allungo finale composito e persistente. Da preferire su un risotto ai frutti di mare ed anche su una bella mozzarella.

Ortale Greco di Tufo Riserva Docg 2019. Greco in purezza coltivato nella frazione di Santa Lucia, per il resto tutto identico alle due etichette precedenti.

Dall’ampio e variegato bouquet si espandono a dismisura voluttuosi ed iridescenti profumi di melone bianco, nespola, agrumi, mela, pera, ginestra, biancospino, giaggiolo, caprifoglio ed acacia, accompagnati poi da coreografiche elargizioni di spezie orientali e da nitide sensazioni cenerine. Impatto del sorso sulla lingua esplosivo ed ammaliante, teso e raffinato, elegante ed avvolgente, glicerico e sapido, potente e strutturato. Al gusto il vino si rivela schietto, rotondo, corroborante, tonico, vitale, balsamico, contrastato, ed ottimamente ritmato. Grip scalpitante, vibrante, stimolante, opulento, sfaccettato, cangiante, ficcante e seducente. Anche qui la longevità è tutta ancora da scrivere. Chiosa finale espressivamente appagante ed epicurea. Perfetto l’abbinamento su una bella frittura di pesce di paranza e carne bianca.

Che dire ancora di questo vino straordinario che può competere ad armi pari con i migliori bianchi d’Italia e del mondo? Sintomatico nella fattispecie poi l’utilizzo della bottiglia renana, che vuole ricordare i grandi crus di Riesling alsaziani e della Mosella, non fosse altro per seguirne le orme come vino bianco da grande invecchiamento.

 

Sede a Tufo (Av) – Via Gaetano Di Marzo, 2

Tel. 0825 998022 – Fax 0825 998383

[email protected] – www.cantinedimarzo.it

Enologo: Vincenzo Mercurio

Ettari vitati: 20 – Bottiglie prodotte: 130.000

Vitigni: Aglianico, Greco e Fiano.

 

Vini di Cantine Di Marzo
Vini di Cantine Di Marzo

di Enrico Malgi

La vecchia cantina medievale trasuda umidità ma soprattutto storia di altri tempi, che si mischia e si confonde soprattutto con l’odore piacevole del vino e quello invece acre dello zolfo. Siamo a Tufo, in provincia di Avellino e qui operano le Cantine Di Marzo, sorte nel 1647 per merito di Scipione Di Marzo a cui si fa risalire il merito di avere sperimentato per primo il Greco di Tufo. Si narra, infatti, che Scipione lasciò il paese natìo di San Paolo Belsito nel Nolano per trasferirsi a Tufo portando con sé barbatelle di un vitigno chiamato allora Greco del Vesuvio che piantò nella sua nuova residenza e da qui è iniziata poi tutta la storia di questa famosa varietà. Ufficialmente le Cantine di Marzo furono registrate nel 1833, risultando così le più antiche della Campania.

Dopo varie vicissitudini nel 2009 le Cantine Di Marzo sono passate sotto il controllo della famiglia Di Somma, discendenti diretti dei Di Marzo. Gli attuali titolari sono Ferrante e Giovanna, figli di Filippo Di Somma, a sua volta figlio di Maria Di Marzo.

Ferrante Di Somma
Ferrante Di Somma

Ottima ed ampia la produzione vitivinicola, affidata alle cure dell’enologo Vincenzo Mercurio, che predilige soprattutto il Greco di Tufo con quattro etichette e poi una di Fiano di Avellino, una di Aglianico Irpinia, una di Taurasi e due di spumanti, oltre ad una grappa di Greco.

Nella mia recente visita in azienda ho degustato i cru delle tre principali etichette di Greco di Tufo.

Controetichette vini Cantine Di Marzo
Controetichette vini Cantine Di Marzo

Vigna Laure Greco di Tufo Docg 2018. Greco in purezza lavorato in vasche di acciaio e poi il vino sosta sulle fecce per nove mesi e successivo affinamento in bottiglia per un anno. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale orientativo di 18,00 euro. Bottiglie prodotte numero 5.000.

Lucente e garbato il bel colore giallo paglierino carico e con riflessi dorati. Il gradevole bouquet esplicita subito il suo magnifico corredo aromatico, che è interessato da profumi bellamente fruttati di pesca gialla, albicocca, pera, mandarino e mandorla, intrecciati subito dopo a nuances di finocchietto selvatico e di macchia mediterranea, a credenziali di zenzero, cannella e zolfo ed essenze iodate e di pietra focaia. Sorso fresco di acidità, potente, vitale, raffinato ed ottimamente strutturato. Progressione palatale elegante, seducente, sapida e minerale. Serbevolezza infinita. Finale appagante. Da spendere su una zuppa di legumi e mozzarella.

Vigna Serrone Greco di Tufo Docg 2018. Soltanto Greco lavorato come il Vigna Laure. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale sempre di 18,00 euro. Bottiglie prodotte numero 5.000.

Veste cromatica costellata da un giovane colore giallo dorato. Spettro aromatico riccamente dovizioso di una grande nitidezza olfattiva. L’incipit svela al naso orgogliosi afflati di pesca gialla, mela cotogna, gelsomino, fieno, anice stellato, curry, zafferano e chiodi di garofano. Sbuffi sulfurei. Impatto del sorso sulla lingua tagliente come lama di coltello, avvolgente, affidabile, integro, grasso, rotondo, centrato e fruttato. La palla passa poi al palato, che si dimostra così connivente da certificare subito morbidezza, succosità, equilibrio e perfino eleganza. Cotè dinamico, scattante e reattivo. Longevità senza limiti. Allungo finale edonistico e persistente. Da abbinare ad un risotto ai frutti di mare e formaggi freschi.

Vigna Ortale Greco di Tufo Docg 2018. Greco al 100% lavorato sempre uguale alle altre due etichette precedenti. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 18,00 euro. Bottiglie prodotte in numero di 5.000.

Alla vista si presenta un bel colore giallo paglierino luminoso. Dal sensitivo crogiolo il naso aspira voluttuosi e variopinti profumi di albicocca, nespola, pompelmo, ananas, ginestra, giaggiolo, caprifoglio, acacia, citronella e zenzero. Immancabili poi i sospiri sulfurei. In bocca esordisce un sorso teso, raffinato, ed elegante, ma anche complesso, potente e strutturato. Glicerica la morbidezza. Disegno gustativo espressivo, avvolgente, schietto, sapido, ritmato, fine e rotondo. Percezione tattile corroborante, tonica e vibrante. Ovviamente ne avrà ancora per molti anni. Retroaroma persistente e leggermente ammandorlato. Da preferire su un piatto di pasta, patata e provola ed anche su un’orata al forno.

Chiosa finale per affermare che il Greco di Tufo a questo livello e, soprattutto in questo suo habitat naturale, manifesta sempre una grande eccellenza, tanto da farlo considerare uno dei migliori vini bianchi italiani in assoluto. Amen!

Insegna Cantine Di Marzo
Insegna Cantine Di Marzo

Sede a Tufo (Av) – Via Gaetano Di Marzo, 2

Tel. 0825 998022 – Fax 0825 998383

[email protected]www.cantinedimarzo.it

Enologo: Vincenzo Mercurio

Ettari vitati: 20 – Bottiglie prodotte: 130.000

Vitigni: Aglianico, Greco e Fiano.

 

2 commenti

    vincenzo

    Caro Enrico è molto interessante leggere il confronto tra le annate 2018 e 2019. Complimenti e grazie per i preziosi dettagli nella narrazione. I tre cru di Cantine di Marzo rappresentano una buona occasione per conoscere le sfumature del Greco di Tufo. Ad maiora.

    2 Giugno 2022 - 19:47

    Enrico Malgi

    Caro Vincenzo ringrazio io a te per le confortanti espressioni avute nei miei confronti. D’altra parte come sai conosco bene i vini di Di Marzo e mi sento gratificato ogni qualvolta sono chiamato ad esprimere un mio parere, che non può che essere positivo, anche grazie alla tua opera di enologo.

    3 Giugno 2022 - 12:50

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