Vini Claudio Quarta Vignaiolo | Vincitori a Radici del Sud marzo 2021

18/4/2021 459
Vini Claudio Quarta
Vini Claudio Quarta

di Enrico Malgi

L’azienda vitivinicola pugliese Claudio Quarta (insieme con la figlia Alessandra), con ramificazione anche in Irpinia dove è titolare dell’impresa Sanpaolo a Radici del Sud, ha ottenuto tre riconoscimenti.

Fiano di Avellino Docg 2019 Sanpaolo. Primo posto assoluto nella sua categoria di appartenenza. Vino già vincitore a Radici del Sud nel 2017 col millesimo 2016.

Fiano in purezza allevato nel vocato comune di Lapio e vendemmiato all’inizio di ottobre. Affinamento per cinque mesi in acciaio e poi il vino viene elevato in vetro. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 11,00 euro, cioè un vero regalo.

Colore giallo paglierino lucente. Bouquet con profumi fruttati di pera, mela, clementina e mandorla, insieme a gioiosi sospiri dell’immancabile nocciola. In appresso si evidenziano anche sbuffi floreali e muschiati. Lieve nota fumé in sottofondo. In bocca penetra un sorso ampio, affidabile, accattivante, delizioso, fresco, morbido, elegante e sensuale. Incidenza salmastra. Cotè ricco, balsamico, sapido, aggraziato, equilibrato, fruttato, reattivo, scattante e minerale, per una beva tonica ed affascinante e che trova nell’allungo finale il suo diapason. Abbinamento perfetto in compagnia di una perlacea mozzarella di bufala campana.

Controetichette vini Claudio Quarta
Controetichette vini Claudio Quarta

Greco di Tufo Docg 2019 Sanpaolo. Vino che ha conquistato il terzo posto assoluto, ma già vincitore in passato nel 2019, 2018 e 2015 con i rispettivi millesimi 2018, 2017 e 2013. Questa annata ha ricevuto poi anche i Tre Bicchieri dal Gambero Rosso.

Greco al 100% coltivato nel comune di Montefusco a seicento metri di altezza. Raccolta delle uve a metà ottobre. Affinamento in acciaio per nove mesi sulle fecce fini e poi elevazione in boccia. Tasso alcolico di tredici gradi, Prezzo finale di 16,50 euro.

Devo confessare che sono un bianchista convinto e quando si incontra un Greco di Tufo di questa portata le mie preferenze si rafforzano ulteriormente, perché un vino così possiede tutte le caratteristiche che si richiedono ad un prodotto di alta qualità. Cominciamo dal colore che è connotato da un giallo dorato a discapito dell’embrionale giovinezza. Perché succede questo? Perché il Greco è già portatore di suo di una capacità fenolica superiore a tutte gli altri bianchi, tanto da farlo assimilare ad un rosso, così come pure la connotazione di possedere struttura, complessità, potenza, grassezza e raffinatezza. In più, nel caso specifico, questo vino ha sostato per un lungo periodo sui lieviti per cui è stata estratta molta materia colorante. L’impronta olfattiva è costellata da tipiche nuances di pesca gialla, albicocca, pompelmo, mela cotogna, agrumi, curry e zenzero. Marcati poi caprifoglio, gelsomino, cannella e chiodi di garofano. al palato è fresco, sapido, succoso. Longevità ancora tutta da scoprire. Chiusura epicurea e persistente. Un vero gioiello di vino, da consumare su un piatto di vermicelli a vongole e frittura di pesce.

Anima di Negroamaro Superiore Lizzano Dop 2018 Tenute Eméra. Primo posto assoluto nella propria categoria di appartenenza. Soltanto Negroamaro allevato nelle Murge tarantine, vale a dire che siamo già in pieno territorio del Salento. Uve vendemmiate a metà settembre. Maturazione del vino in acciaio e barriques per alcuni mesi e poi sosta in vetro. Tenore alcolico di quindici gradi. Prezzo finale di 11,50 euro.

Alla vista si presenta un colore rosso rubino scintillante. Calibrato e sensitivo il profilo aromatico, che svela al naso i suoi profumi. L’incipit è segnato da impavidi impulsi fruttati di amarena, prugna secca, ribes, mirtilli, lamponi e more. Subito dopo ecco qui intrecci golosi di violetta, geranio, macchia mediterranea e folate speziate. Impatto del sorso sulla lingua caldo, asciutto, pieno, intenso, avvolgente, polposo, solido, profondo e terroso. Ottima la spalla acida. Trama tannica bene impostata. Vitalità gustativa opulenta, compatta, irradiante, equilibrata, sapida e balsamica. Silhouette senz’altro affascinante e sublimata da percezioni di rotondità e di dinamicità. Ne avrà ancora per molti anni. Retroaroma sontuoso, lungo e leggermente amaricante. Da preferire sui piatti della terragna cucina salentina, a base di carni rosse e formaggi stagionati.

Claudio Quarta Vignaiolo
Sede principale a Guagnano (Le) – Via Provinciale, 222
Tel. 0832 704398 – Fax 0832 709022 – Cell. 342 9738931
[email protected]www.claudioquarta.it
Enologo: Claudio Quarta
Ettari vitati: 50 – Bottiglie prodotte: 670.000
Vitigni: Primitivo, Negroamaro, Malvasia Nera, Nero di Troia, Aglianico, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Fiano, Greco, Falanghina e Chardonnay.

2 commenti

    Mondelli Francesco

    Complimenti dottor Malgi per questa travolgente partenza in QUARTA.Bisogna riconoscere che come inviato speciale in Apulia non se ne fa scappare una ma di “millanta”ne racconta e ne decanta con senso del dovere che non ha eguale verso vini e vitigni del tacco dello stivale con genuino entusiasmo verso ciò che più di ogni altro vale.Ad maiora semper e …..in alto il calice per futuri e più lusinghieri traguardi FM

    18 aprile 2021 - 10:51Rispondi

    Enrico Malgi

    Caro Francesco cerchiamo sempre di fare al meglio il nostro dovere. La nostra fortuna, nonostante la limitazione di movimento imposta dal covid, è quella di poter assaggiare vini davvero straordinari come nel caso specifico e, quindi, viene tutto facile partire in “Quarta”…

    18 aprile 2021 - 11:58Rispondi

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