Vini di Villa Matilde – Nuove annate

7/7/2018 483
Vini di Villa Matilde
Vini di Villa Matilde

di Enrico Malgi

La Campania Felix dei grandi vini territoriali ha nei fratelli Maria Ida e Tani  Avallone due straordinari interpreti. Nella loro magnifica azienda Villa Matilde di Cellole, con la fattiva consulenza degli enologi Riccardo Cotarella e Fabio Gennarelli, essi producono vini di assoluto valore, non a caso premiati ovunque. Molteplici e diversificate le etichette in commercio, specchio fedele di due prestigiosi areali: Alto Casertano ed Irpinia.

Sono nove le bottiglie che ho degustato recentemente e che riguardano le nuove annate.

Controetichette Vini di Villa Matilde
Controetichette Vini di Villa Matilde

Falanghina Roccamonfina Igp 2017. Tre mesi in acciaio e poi elevazione in vetro. Gradazione alcolica di dodici e mezzo.

Colore giallo nel bicchiere. Segnalazioni olfattive di ottimo rilievo, pregnanti di profumi fruttati di tropicalità ed intrecciate poi note di macchia mediterranea e ad un’odorosa florealità locale. Sulla lingua plana un sorso delicatamente leggero, fresco e piacevole.  Finale gradevolmente appagante. Da bere come aperitivo o su piatti di mare.

Falerno del Massico Bianco Dop 2017. Falanghina in purezza. Acciaio e boccia. Gradazione alcolica di tredici e mezzo.

Colore giallo un po’ più carico. Pregevoli e variegati i respiri odorosi, che esaltano essenze di agrumi, pesca, pera, mango, banana, salvia e rosmarino. Briciole speziate. Leggere aspirazioni sulfuree. Polpa setosa di un frutto ben maturo in bocca, nonostante l’incipiente giovinezza. Slancio sapido, leggero, soave ed elegante. Una lama di profonda acidità apporta un’infinita freschezza al palato. Chiusura appagante. Frutti di mare e latticini.

Fiano di Avellino Docg 2017. Maturazione in acciaio inox per quattro mesi e poi elevazione in bottiglia. Gradazione alcolica di tredici e mezzo.

Colore giallo giovane e splendente. Impatto olfattivo di grande effetto, che costringe il naso ad aspirare impertinenti e gradevoli profumi varietali. Proposizioni di tiglio, camomilla, acacia, muschio, citronella e frutta esotica e nostrana di ottima stoffa. Sorso godibile per freschezza, dinamicità, equilibrio, eleganza e sensualità. Palato affascinato da un gusto aristocratico e sontuoso. Allungo finale mieloso e già abbastanza persistente, pur essendo il vino all’inizio del suo percorso. Sulla classica cucina di mare.

Vigna Caracci Falerno del Massico Bianco Dop 2014. Solo falanghina. Una parte del mosto fermenta in acciaio ed un’altra in barriques di Allier di media tostatura per circa venti giorni. Affinamento in acciaio e vetro per almeno otto mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Vino prodotto soltanto nelle migliori annate.

Il colore che si scorge nel bicchiere è segnato da un giallo paglierino carico. Il naso annusa con avidità suadenti percezioni di frutta indigena ed esotica, com’è scritto nel dna. E poi ecco che si approssimano echi floreali e vegetali che esaltano tutto il corredo aromatico, insieme con una mineralità permeante e pervasiva ed accompagnata poi da una folta speziatura. Avvolgente il sorso che entra in bocca per rinfrescarla al massimo. Palato ampio, ritmato, aggraziato e sapido. Lunghissimo e persistente il finale. Su piatti di mare, ma anche su una cucina più strutturata.

Greco di Tufo Docg 2017. Maturazione in acciaio per quattro mesi. Elevazione in boccia. Gradazione alcolica di tredici e mezzo.

Lucente e dorato il colore. Bouquet esplosivo e complesso, che comunica all’olfatto sensazioni fruttate di pesca, mandarino, albicocca, nespola e nocciola. Fragranti intrecci floreali, sulfurei, minerali e speziati. Sorso rinfrescante ed energico, raffinato e scattante. Grip reattivo e dinamico. Palato sensitivo e morbido. Registro succoso, sapido e vibrante. Il finale si assesta su note godibili ed ammandorlate. Un bel piatto di spaghetti allo scoglio.

Stregamora Piedirosso Roccamonfina Igp 2017. Acciaio e vetro. Gradazione alcolica di dodici e mezzo.

Seconda annata per questo piedirosso in purezza inedito per il territorio Casertano, più incline ad usare questa varietà a supporto dell’aglianico. Classico il colore rosso scarico con lampi violacei ai bordi, ma pienamente vivo. Al naso salgono delicati profumi di amarena, di viola, di geranio e di macchia mediterranea. Palato fresco e sapido, in cui si insinua una carica tannica setosa e gentile. Sorso centrato, morbido, sottile, accattivante e vivace, che apporta benessere alle papille gustative. Chiusura leggermente amarognola e totalmente appagante. Abbinamento trasversale.

Fala Festa Vino Spumante Bianco di Qualità Brut. Metodo Martinotti. Falanghina in purezza. Rifermentazione in autoclave e contatto per almeno quattro mesi. Tasso alcolico di dodici gradi.

Giallo paglierino lucente. Perlage molto fine e spuma elegante. Delicati i profumi di frutta matura che salgono al naso, che si inseriscono in un corredo aromatico ricco di pertinenze floreali e vegetali, che ricordano in modo particolare la lavanda, il finocchietto selvatico, la menta e la salvia. Sulla lingua atterra un sorso gentile e brioso, secco e morbido, agrumato e fine. Finale rinfrescante, acidulo e suadente. Ottima interpretazione di uno spumante territoriale. Da preferire su aperitivo e su cruditè.

Mata Vino Spumante Bianco di Qualità Brut. Metodo Classico. Solo falanghina. Quarantotto mesi sui lieviti. Sboccatura marzo 2018. Gradazione alcolica di dodici e mezzo.

Brillante il colore giallo paglierino carico. Spuma compatta e sinuosa. Bollicine piccole e sfiziose. Bouquet aristocratico, che profuma di cedro, di sottobosco, di vaniglia, di burro fuso, di pesca bianca, di mughetto, di lavanda e di gelsomino. Immancabile il sentore di crosta di pane. Sorso fresco, aromatico, petillant e morbido. Evoluzione palatale agrumata e sapida. Carbonica estremamente elegante e fine. Allungo finale totalmente appagante. Su crostacei, molluschi, carne bianca e latticini.

Mata Vino Spumante Rosé di Qualità Extra Brut. Metodo Classico. Aglianico in purezza. Dopo il tirage e la presa di spuma il vieillisement sur lies dura alcuni anni. Sboccatura gennaio 2018. Gradazione alcolica di dodici e mezzo.

E con questo sono tre gli spumanti confezionati da Villa Matilde. Un Rosè champenoise che è un classico delle bollicine prodotte nel Meridione, perché utilizza il vitigno che maggiormente si presta alla spumantizzazione territoriale, l’aglianico. Colore rosa salmone. Impressionante e raffinato il perlage che evidenzia minuscole, persistenti, vivaci e durature catene di bolle. Spuma soffice e vaporosa. Preziosi i risvolti olfattivi, che regalano intensi profumi di fragoline di bosco, di more, di melagrana, di pompelmo, di glicine e di violetta. Caratteristici gli svolazzi di pain d’èpice. Sorso secco, voluminoso, fragrante, languido, aromatico, morbido, elegante, sapido, minerale e leggermente sulfureo. Gusto profondo, cremoso ed avvolgente. Chiusura trascinante. A parte i piatti di carne rossa va bene dappertutto.

Sede a Cellole (Ce) – S.S. Domiziana, 18
Tel. 0823 932088 – Fax 0823 932134
[email protected]www.villamatilde.it
Enologo: Riccardo Cotarella – Collaborazione di Fabio Gennarelli
Ettari vitati: 70 – Bottiglie prodotte: 700.000
Vitigni: aglianico, piedirosso, abbuoto, falanghina, fiano e greco

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