Vini Villa Raiano – Nuove Annate

3/11/2020 921
Vini Villa Raiano
Vini Villa Raiano

di Enrico Malgi

I fratelli Sabino e Simone Basso, viticoltori a San Michele di Serino, sanno sicuramente il fatto loro. Entrambi sono proprietari dell’azienda agricola Villa Raiano fin dal 1996 e d’allora sfornano senza sosta una batteria di vini territoriali davvero eccellenti, curati dal bravo enologo irpino Fortunato Sebastiano.

Anche nella recente tornata ho avuto la conferma della bontà di questi prodotti laddove ho assaggiato sei bottiglie, quattro bianchi che saranno lanciati sul mercato nel mese di novembre prossimo e due rossi.

Bosco Satrano Fiano di Avellino Docg 2018. Ormai in Irpinia si è capito da tempo che il Fiano ed il Greco vanno commercializzati a distanza di due anni dalla vendemmia, così come ha tracciato la strada a suo tempo da perfetto pioniere Guido Marsella. Questo Fiano, allevato ad oltre cinquecento metri di altezza in regime biologico a San Michele di Serino di fronte al monte Partenio, è maturato per un anno in tini di acciaio e poi è stato elevato in vetro per un altro anno. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale di 20,00 euro.

Bello lucido e pimpante il colore giallo paglierino nel bicchiere. Impatto al naso esuberante ed espressivo, frutto di un bouquet deliziosamente costellato da gradevoli profumi di nocciola, mela, pera, melone e muschio. Sospirose le credenziali floreali e minerali. In bocca fa il suo ingresso in sorso bello fresco ed elegante, composito e raffinato, sensuale e dinamico. Sviluppo palatale arioso, avvolgente e seducente. Il finale racconta di un vino giovane e che ha davanti a sé ancora molto tempo da spendere, ma dice anche che i due anni trascorsi ad affinare lo hanno assestato già per benino. Su un risotto alla pescatora e verdure gratinate.

Alimata Fiano di Avellino Docg 2018. Viti allevate nel vocato areale di Montefredane a trecentocinquanta metri di altezza. Identica trafila del Bosco Satrano per quanto concerne la maturazione del vino: un anno in acciaio ed ancora un altro anno in bottiglia. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 20,00 euro.

Veste cromatica segnata da un colore giallo paglierino lucente. Bouquet sicuramente espansivo e che sa regalare al naso le sue pronunciate ed affidabili composizioni olfattive. In primis ecco qui inequivocabili segnali di mela verde, pesca, nocciola, agrumi, bacche di ginepro ed iris e poi in successione cadenze speziate ed umori idrocarburici. Aggancio palatale sublimato da una beva elegante e raffinata e anche gioiosamente fresca, ammaliante, fine, tonica ed avviluppata da una trama densa e fibrosa. Suadenze fruttate si espandono per tutto il cavo orale. Chiusura intrigante e seducente di un ottimo Fiano, che chiede soltanto tempo per evolversi più compiutamente. Su carne bianca e mozzarella.

Ventidue Fiano di Avellino Docg 2018. L’iter per la vinificazione, maturazione ed affinamento del vino è sempre lo stesso: un anno in acciaio ed un altro anno in bottiglia. L’uva è coltivata nel vocato areale di Lapio a 450 metri di altezza. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale sempre di 20,00 euro.

Alla vista si presenta un bel colore giallo paglierino giovane. Come di consueto è la frutta che fa da apripista all’impatto olfattivo, denunciando pregevoli profumi di mela golden, pera williams, albicocca, nespola, ananas e la classica ed immancabile essenza di nocciola, una nota odorosa questa dominante ma non propriamente varietale del Fiano come si potrebbe supporre. In seguito ecco qui che si propongono genuine nuances floreali e mentolate. Gioiosi i rimandi leggermente mielosi e vanigliati. In bocca arriva un sorso subito fresco e morbido, elegante e sapido, per la gioia di un palato suggestionato da un fascino senza tempo di un vino tonico, energico e dinamico. Ne sentiremo parlare ancora per molti anni. Retroaroma godibile e persistente. Da spendere su un piatto di vermicelli ai frutti di mare e formaggi freschi.

A questo punto viene spontanea una domanda: come mai tre bottiglie di Fiano? E’ semplice, si tratta di tre anime diverse per territorialità (San Michele di Serino, Montefredane e Lapio) ma che insieme riflettono la vera essenza di questo grande ed antico vitigno campano, che ha pochi uguali in Italia e nel mondo ecco tutto.

Controetichette vini Villa Raiano
Controetichette vini Villa Raiano

Ponte Dei Santi Greco di Tufo Docg 2018. Viti allevate nel comune di Altavilla, nella frazione di Ponte dei Santi a cinquecentocinquanta metri di altezza. Così come il fratello Fiano, anche questo Greco ha trascorso un anno in acciaio ed un ulteriore anno in boccia per la piena maturazione. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale sempre di 20,00 euro, così non si fa torto a nessuno.

Nel bicchiere scruto un colore giallo paglierino carico quasi dorato e brillante. Dal sospiroso crogiolo il naso aspira a profusione manciate di traboccanti profumi, a cominciare da quelli fruttati ovviamente. In bella mostra languide ed intense folate di pesca gialla, albicocca, pompelmo, mela cotogna e clementina, seguite poi da sentori di fiori bianchi e respiri di spezie orientali. Sulla lingua plana un sorso aggraziato, polposo, vibrante di energia, strutturato e raffinato. Ammaliante la spiccata sapidità e la freschezza a go go. Grip reattivo e dinamico. Beva fine, armonica, edonistica e coinvolgente. Allungo finale persistente e leggermente ammandorlato. Da abbinare ad una sfiziosa pasta e patate e/o ad un’orata al forno.

Costa Baiano Irpinia Campi Taurasini Doc 2016. Soltanto Aglianico coltivato nel comune di Castelfranci a cinquecento metri di altezza. Maturazione in vasche di cemento ed anfore di terracotta per venti mesi e poi elevazione in vetro per sei mesi. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo finale sempre di 20,00 euro.

Sfolgorante di rosso rubino acceso il bel colore nel bicchiere. Al naso salgono elegiaci profumi di tanta buona roba. L’incipit spetta ovviamente al tematico e variopinto intreccio fruttato di piccole e medie drupe sospirose. In soccorso, poi, accorrono amorevoli rimandi floreali e speziati di buona sostanza. La bocca da parte sua riceve un sorso fresco, morbido, rotondo, intrigante, sapido e bello strutturato. Polpa croccante, per un palato già di per sé voluminoso, corroborante, poderoso, armonico e materico. Pregnanza gustativa reattiva e dinamica. Trama tannica ben tessuta. Progressione finale persistente ed appagante. Vino che resisterà agli attacchi del tempo ancora per molti anni. Su un piatto di pasta al ragù e carne arrosto.

Taurasi Docg 2015. Anche qui le uve sono state raccolte nel vocato comune di Castelfranci. Dopo la fermentazione, il vino trascorre tre canonici anni di maturazione distribuiti tra acciaio, legno di rovere e vetro. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale di 25.00 euro.

Bicchiere tinto da un colore rosso rubino sfavillante. Profilo aromatico netto ed intrigante, che si propone al naso con voluttuose performaces di ciliegia, prugna, mirtilli, ribes, mora e viola mammola, seguite poi da caratteristiche cadenze di macchia mediterranea. Speziatura ampia e consistente di chiodi di garofano, noce moscata e pepe nero. Note empireumatiche, tabaccose e tostate. L’impatto del sorso sulla lingua è subito coinvolgente, asciutto, austero, potente e rinvigorito da un’ottima scorta di freschezza. Tannini ancora giovani e pimpanti. Percezioni tattili sanguigne, viscerali, goderecce e ben modulate. Serbevolezza senza limiti. Retroaroma impagabile per lunghezza, fascino e gradevolezza. Da spendere su un capretto al forno e formaggio stagionato.

Sede a San Michele di Serino (Av) – Via  – Bosco Satrano, 1
Tel. 0825 595663 – Fax 0825 595361 – Cell. 329 2247285
[email protected]www.villaraiano.com
Enologo: Fortunato Sebastiano
Ettari vitati: 27 – Bottiglie prodotte: 280.000
Vitigni: Aglianico, Fiano, Greco e Falanghina.