Visionarie di Vigna a Caserta La Città delle Donne: quattro vignaiole raccontano il futuro del vino casertano

Mariapina Fontana, Paola Riccio, Concetta Bianchino, Teresa Mincione e le sommelier Giuliana Biscardi e Caterina Castiello – Visionarie in Vigna
di Antonella Amodio
Il vino, prima ancora di essere un alimento, è una storia di visioni, scelte e radici. E quando a raccontarlo sono le donne, la testimonianza si arricchisce di sensibilità, determinazione e sguardi nuovi sul territorio. Da questa idea nasce Visionarie di Vigna, il talk ideato e curato da Mariapina Fontana, Presidente della Sezione Turismo di Confindustria Caserta, che nell’ambito del festival Caserta La Città delle Donne, ha riunito al ristorante Le Colonne Marziale della chef Rosanna Marziale alcune delle protagoniste del vino casertano. Quattro vignaiole, quattro vini e un territorio con areali differenti da interpretare attraverso esperienze diverse ma unite da un filo comune: custodire l’identità di questa terra e proiettarla nel futuro.
Accanto alle produttrici è intervenuta anche Gilda Guida, Delegata della Campania dell’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, produttrice dell’azienda Salvatore Martusciello Wines, che ha raccontato i progetti futuri dell’associazione nata nel 1988 proprio in Campania e oggi realtà diffusa che riunisce numerose socie impegnate nella promozione della cultura del vino e della leadership femminile nel settore. Tra le attività del prossimo triennio ci sono iniziative culturali e sociali, e attenzione al Progetto D-Vino, dedicato alle nuove generazioni del vino.
Dai filari dell’Asprinio di Aversa al Falerno del Massico, passando per le colline di Castel Campagnano e Caiazzo, ogni vino ha portato nel calice un frammento di territorio e una storia estremamente personale. Visionarie in Vigna ha così restituito l’immagine di un mondo del vino femminile casertano vivo, consapevole e in evoluzione, dove la sensibilità e la determinazione delle donne diventano motore di futuro. Perché la vigna custodisce la memoria della terra, ma sono le visioni di chi la coltiva a tracciare la strada che verrà. La degustazione è stata condotta da Giuliana Biscardi sommelier AIS Caserta e Caterina Castiello sommelier Fisar Caserta.
Mariapina Fontana — Tenuta Fontana
Vignaiola di quinta generazione e CEO di Tenuta Fontana. Nel 2009 ha dato una forma contemporanea alla tradizione di famiglia trasformando l’azienda in una cantina e hub esperienziale dedicato alla valorizzazione del territorio campano. È concessionaria della Vigna di San Silvestro nella Reggia di Caserta, tornata in produzione nel 2020 dopo oltre 160 anni. Interpreta territori e vitigni identitari come Asprinio di Aversa, Pallagrello bianco e nero e varietà storiche di Pietrelcina. È Presidente della Sezione Turismo di Confindustria Caserta.
Olmo Spumante Brut — Tenuta Fontana
Spumante metodo charmat da uve aspirino, fresco e dinamico. I profumi di agrumi, mela verde e leggere note floreali compongono il bouquet olfattivo Il sorso è teso e verticale, con una bollicina fine che esalta la sapidità e invita alla beva.
Concetta Bianchino — Tenute Bianchino
Anima femminile di Tenute Bianchino, dopo gli studi linguistici sceglie di tornare alle radici familiari fondando la propria impresa vitivinicola a Falciano del Massico. Guida l’azienda insieme al marito con uno sguardo contemporaneo sul territorio del Falerno del Massico, coniugando tradizione, identità e innovazione. Negli anni ha costruito un brand riconosciuto per qualità e coerenza stilistica.
Ermés Falerno del Massico Rosso Primitivo 2022 — Tenute Bianchino
Matura 12 mesi in barrique di rovere francese. Rosso granato. Profumi di frutti rossi maturi, spezie dolci e leggere sfumature balsamiche. In bocca è caldo e avvolgente, con tannini morbidi e un finale molto persistente.
Teresa Mincione — Cantina Teresa Mincione
Dai tribunali alla vigna: Teresa Mincione ha lasciato la toga e si muove tra i filari di Casavecchia e Pallagrello per passione. Nei vigneti di Monticelli di Squille, a Castel Campagnano, produce vini che portano il suo nome con l’obiettivo di esaltare l’identità autentica di questi vitigni storici. Il suo stile è essenziale e diretto, lasciando esprimere vitigno e territorio con naturalezza.
Sabbie al Vento 2023 — Teresa Mincione
Pallagrello Nero in purezza affinato in anfora. Rosso rubino, luminoso. Timbro di frutta rossa, erbe mediterranee e una sottile nota di spezie. Il sorso è agile, fresco e scorrevole. Molto persistente.
Paola Riccio — Alepa
Vignaiola “per circostanza” dal 2003, ha orientato il suo percorso verso la rigenerazione del suolo e la ricostruzione di un ecosistema viticolo integro, lavorando con minima interferenza umana. Nei suoi vini si riflettono ricerca, essenzialità e profondo rispetto per la terra, in un cammino coerente di sostenibilità e consapevolezza. Ha inoltre definito una Carta dei Valori, che rappresenta il passaporto identitario dei suoi vini.
Riccio Bianco 2021 — Alepa
Pallagrello Bianco in purezza. Affina in acciaio. Giallo dorato, brillante. Profumi di buccia di agrumi, nocciola e leggere note di macchia mediterranea e nuance balsamica. Il sorso è equilibrato, lungo, sapido e con una bella tensione acida.






