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Brunello di Montalcino: la 2011 è meglio della 2010. Degustazione alla cieca di 44 campioni

22 gennaio 2016
Brunello 2011 vs Brunello 2010, i campioni in degustazione

Brunello 2011 vs Brunello 2010, i campioni in degustazione

di Maurizio Valeriani e Antonio Di Spirito

Certo fa notizia che la tanto celebrata annata 2010 di Brunello soccomba in una degustazione alla cieca alla nuova 2011.

Quando abbiamo organizzato questa degustazione, dopo aver fatto un giro a Montalcino ed assaggiato un po’ dei nuovi Brunello, pensavamo che la distanza qualitativa tra le due annate non fosse così grande, ma non immaginavamo che addirittura la nuova annata potesse superare la precedente.

Brunello 2011 vs Brunello 2010, i campioni in degustazione

Brunello 2011 vs Brunello 2010, i campioni in degustazione

Vi raccontiamo dunque della degustazione avvenuta il 19 gennaio scorso presso la Taverna Portuense a Roma, in cui sono stati messi alla cieca 44 campioni di Brunello (22 del 2010 e 22 del 2011), senza sapere etichette ed annate.

Giornalisti/degustatori esperti presenti

Fabio Casamassima (Ristorante Baccano; Doctor Wine)

Luciano Di Lello (La Repubblica; www.lucianodilello.com)

Antonio Di Spirito (www.lavinium.com; www.lucianopignataro.it)

Daniele Moroni (Vino da Bere)

Gianmarco Nulli Gennari (www.lucianopignataro.it; Slow Wine)

Andrea Petrini (http://percorsidivino.blogspot.it)

Giuseppe Picconi (giornalista freelance)

Luciano Pignataro (Il Mattino, Slow Wine, www.lucianopignataro.it)

Stefano Ronconi (Radio Città Aperta; Slow Wine; www.lucianopignataro.it)

Fabrizio Russo ( Athenaeum – L’Ateneo dei Sapori)

Maurizio Valeriani (Slow Wine; www.lucianopignataro.it; Epulae)

Brunello 2011 vs Brunello 2010, un momento della degustazione

Brunello 2011 vs Brunello 2010, un momento della degustazione

Cominciamo dalla notizia bomba, la 2011 viene preferita alla 2010 con un punteggio medio in centesimi di 87,9 contro 87,3.

Ma la situazione ovviamente non cambia se guardiamo la faccenda vino per vino e così la partita finisce 14-8, cioè in 14 casi su 22 viene preferita l’annata 2011 all’annata 2010.

I 14 Casi in cui vince la 2011:

Barbi 2011 batte Barbi 2010 (88 vs 87,4)

Caparzo 2011 batte Caparzo 2010 (88,4 vs 84,2)

Col d’Orcia 2011 batte Col d’Orcia 2010 (88,4 vs 84)

Corte dei Venti (base) 2011 batte Corte dei Venti Riserva 2010 (90,4 vs 88,1)

Fattoi 2011 batte Fattoi 2010 (89,3 vs 88,7)

Il Poggione 2011 batte Il Poggione 2010 (87,8 vs 87)

Le Macioche 2011 batte Le Macioche 2010 (88,4 vs 86,3)

Martoccia 2011 batte Martoccia 2010 (87,7 vs 86,9)

Pietroso 2011 batte Pietroso 2010 (89,2 vs 85,6)

Poggio di Sotto 2011 battePoggio di Sotto 2010 (89,6 vs 89,2)

Tenuta di Sesta 2011 batte Tenuta di Sesta 2010 (87,7 vs 86,6)

Tiezzi Vigna Soccorso 2011 batte Tiezzi Vigna Soccorso 2010 (88,1 vs 87,7)

Tiezzi Poggio Cerrino 2011 batte Tiezzi Poggio Cerrino 2010 (86,9 vs 86,2)

Val di Suga/Angelini 2011 batte Val di Suga/Angelini 2010 (88,5 vs 85,8)

Brunello 2011 vs Brunello 2010, i campioni in degustazione

Brunello 2011 vs Brunello 2010, i campioni in degustazione

Gli 8 Casi in cui vince la 2010:

Biondi Santi 2010 batte Biondi Santi 2011 (88,7 vs 86,5)

Donatella Cinelli Colombini 2010 batte Donatella Cinelli Colombini 2011 (88,7 vs 87,4)

Fuligni Riserva 2010 batte Fuligni (base) 2011 (88,3 vs 88,1)

Le Chiuse 2010 batte Le Chiuse 2011 (86,7 vs 83,9)

Le Potazzine 2010 batte Le Potazzine 2011 (88,6 vs 87,3)

Sesti 2010 batte Sesti 2011 (88,9 vs 88,2)

Terre Nere 2010 batte Terre Nere 2011 (88,7 vs 87,8)

Tornesi 2010 batte Tornesi 2011 (88,2 vs 86,8)

Brunello 2011 vs Brunello 2010

Brunello 2011 vs Brunello 2010

Veniamo ora al capitolo dei migliori assaggi; riportiamo tutti i vini che hanno riportato un punteggio medio di almeno 88 centesimi.

Dopo il nome del vino/azienda tra parentesi il numero del campione in ordine di servizio nella degustazione alla cieca. Alla fine del commento, tra parentesi, è indicato il punteggio risultante dalla media dei punteggi assegnati ai singoli vini da ogni giornalista/degustatore.

1) Corte dei Venti 2011   (campione n.35 nell’assaggio alla cieca)

La materia prima è di grandissima qualità; il tannino imponente e di grande finezza e la decisa acidità, tutto molto in armonia, lo rendono già godibile e tutto lascia presagire che sarà così per molti anni a venire! (90,40).

2) Poggio di Sotto 2011 (campione n.12 nell’assaggio alla cieca)

Questo vino, che gioca molto sull’eleganza, ha tutte le armi segrete di un grande Brunello; al naso offre profumi di viola, cuoio, grafite ed una bella nota fumè a completare. Armonico ed equilibrato al palato; appagante (89,56).

3) Fattoi 2011 (campione n.33 nell’assaggio alla cieca)

L’eleganza dei profumi di viola e goudron, fanno scendere anzitempo il calice verso le labbra; frutta, tannino ed acidità ben calibrati lasciano una sensazione di succosità (89,30).

4) Pietroso 2011 (campione n.20 nell’assaggio alla cieca)

Floreale e fruttato, con piacevoli richiami balsamici; al palato il tannino in evidenza viene bilanciato da un sorso succoso e fresco (89,20).

5) Poggio di Sotto 2010 (campione n.42 nell’assaggio alla cieca)

Rosa e ciliegia sono i profumi che colpiscono il naso; al palato è fruttato, fresco e succoso; minerale e piacevolmente sapido chiude con slancio con una piacevole speziatura (89,17).

6) Sesti 2010 (campione n.41 nell’assaggio alla cieca)

Profumi di ciliegia e cuoio sono l’impatto olfattivo; al palato è il gran tannino a dominare la scena, ma la componente fruttata e l’acidità, in grande equilibrio, accompagnano il sorso in un lungo finale speziato (88,89).

7) Donatella Cinelli Colombini 2010 (campione n.3 nell’assaggio alla cieca)

Floreale e fruttato al naso, in bocca esprime grande piacevolezza ed equilibrio (88,72)

8) Fattoi 2010 (campione n.6 nell’assaggio alla cieca)

Viola, nocciola ed una leggera nota ematica caratterizzano il naso; il sorso è fruttato, fresco e vibrante, il tannino è imponente e chiude con una piacevole speziatura (88,72).

9) Biondi Santi 2010 (campione n.30 nell’assaggio alla cieca)

Viola e leggere note ematiche e balsamiche al naso; grande complessità e profondità al palato: materia fine, acidità e tannini levigati sono le componenti ben fuse di questo grande vino (88,70).

10) Terre Nere 2010 (campione n.34 nell’assaggio alla cieca)

Variegato e complesso al naso con profumi di viola, frutta rossa e grafite; al palato la frutta succosa è ben amalgamata con tannini setosi e sorretta da una sottile acidità per un sorso persistente (88,70).

11) Le Potazzine 2010 (campione n.28 nell’assaggio alla cieca)

Viola e nocciole sono il quadro olfattivo di questo elegante vino; al palato è fruttato e fresco, ha un tannino ancora molto potente, ma chiude fresco e succoso (88,55)

 

Brunello 2011 vs Brunello 2010

Brunello 2011 vs Brunello 2010

12) Angelini – Val di Suga 2011 (campione n.39 nell’assaggio alla cieca)

Espressione molto tipica di brunello: fruttato e floreale al naso, con qualche nota balsamica; i sapori di frutta rossa, il tannino levigato e la freschezza, il tutto in una cornice equilibrata, rendono questo vino molto piacevole (88,45).

13) Le Macioche 2011 (campione n.1 nell’assaggio alla cieca)

Olfazione molto tipica: viola, ciliegia, nocciola e nota fumè; stupisce l’equilibrio raggiunto al palato con le note fruttate, il tannino morbido e sensuale e la disinvolta acidità accompagnati da speziatura fine in chiusura (88,44).

14) Caparzo 2011 (campione n.29 nell’assaggio alla cieca)

Una nota balsamica accompagna frutta e grafite al naso; succo e spezia fanno da contraltare ad un tannino vibrante ed ad una piacevole freschezza (88,40).

15) Col d’Orcia 2011 (campione n.43 nell’assaggio alla cieca)

Profumi di rosa, ciliegia e note di humus solleticano il naso; al palato è piacevole e succoso; il tannino è ottimo e l’acidità completa il sorso (88,35).

16) Fuligni Riserva 2010 (campione n.32 nell’assaggio alla cieca)

Viola e ciliegia sono affiancate da note di grafite; sorso equilibrato, dinamico elegante e lungo (88,30).

17) Sesti 2011 (campione n.9 nell’assaggio alla cieca)

Viola e ciliegia al naso, con leggera nota fumè; equilibrato, con tannino ancora giovane e finale speziato (88,22).

18) Tornesi 2010 (campione n.26 nell’assaggio alla cieca)

Note nocciolate, frutta rossa e nota fumè caratterizzano l’olfazione; frutta croccante sul fine bocca; il sorso è deciso, con tannino in evidenza e spezie dolci sul finale. Succo e profondità di beva completano il queadro di questo brunello di grande carattere (88,20).

19) Fuligni 2011 (campione n.8 nell’assaggio alla cieca)

Frutta rossa e nota fumè al naso; frutta carnosa, freschezza esuberante, mineralità e tannino incisivo in perfetto equilibrio (88,11).

20) Corte dei Venti – Riserva 2010 (campione n.40 nell’assaggio alla cieca)

Viola, ciliegia e lauro al naso; finale di frutti di bosco, lamponi, grande acidità ed un ottimo tannino deliziano il palato (88,10).

21) Tiezzi – Vigna Soccorso 2011 (campione n.4 nell’assaggio alla cieca)

Questo vino è come quando si va a trovare un vecchio amico d’infanzia: si torna da lui sempre volentieri. Profumi soffici di viola e ciclamino; frutta succosa, tannino e freschezza in perfetto equilibrio si riuniscono in un appagante sorso (88,06).

22) Barbi Colombini 2011 (campione n.22 nell’assaggio alla cieca)

Vino di grande blasone; si caratterizza al naso con profumi di viola, ciliegia e lauro; il sorso è un perfetto equilibrio di frutta rossa, acidità e tannino già maturo (88,00).

 

Ovviamente abbiamo assaggiato solo una rappresentanza delle etichette di Brunello.

Aspettiamo Benvenuto Brunello per avere un quadro esaustivo dell’annata 2011.

 

4 Commenti a “Brunello di Montalcino: la 2011 è meglio della 2010. Degustazione alla cieca di 44 campioni”

  1. Stefano Cinelli Colombini scrive:

    La vostra degustazione non mi meraviglia affatto, le annate dal 2004 al 2012 sono tutte molto simili perché (a Montalcino) gli andamenti climatici sono stati molto, molto simili. Basta leggere i resoconti della stazione meteorologica, i dati sono inequivocabili. Poi 2013 e 2014 sono due anomalie assolute, però stanno avendo entrambe un’evoluzione molto superiore alle aspettative iniziali. La 2013 pare fenomenale. Poi c’è la 2015 che è un’annata vecchio stampo, la prima dal 1997. Ma soprattutto ciò che ha cambiato le cose per queste annate è che, dopo decenni di impianti frenetici, da tre lustri non si pianta quasi più; ora stiamo lavorando tutti su uva che viene al 100% da vigne ben mature, e questo fa una differenza enorme. C’è molto di buono da aspettarsi da Montalcino nei prossimi anni, aspettate e vedrete.

  2. Montosoli scrive:

    Grazie per questa anteprima…

    Domanda;
    Privaleggia la 2011 perche ??…..perche e piu pronta adesso ….e la 2010 e chiusa e andata in letargo ??

    Sarebbe piu giusto confrontare queste 2 annate fra 2-3 anni dopo aver subito un evoluzione di bottiglia

  3. Antonio Di Spirito scrive:

    Caro Stefano lo scopo non era affatto quello di stupirvi! Anzi, proprio seguendo le anticipazioni di qualche produttore raccolta i primi giorni di dicembre, abbiamo voluto anticipare questo dato di fatto, dimostrandolo con un confronto diretto, a ridosso del Benvenuto Brunello. Veniamo da una annata, la 2010, fin troppo osannata, nella quale sono fioccati punteggi molto alti. Con queste anticipazioni vorremmo che ogni condizionamento rimanga a casa.
    Per quanto riguarda le giuste richieste di Montosoli, mi sento di dire a livello personale (ricordo che i punteggi riportati sono risultati dalla media di tutti i voti espressi dai degustatori presenti): l’annata 2011 è sicuramente più pronta, annullando in molti casi l’anno di ritardo, e, in alcuni casi, la 2010 era un pò contratta. Ho avuto la stessa curiosità e sono andato a rivedere i miei appunti del BB del febbraio scorso. Di certo NON direi affatto che sia andata in letargo e questo confronto, più che fra 2-3 anni, lo ripeterei fra 8-10 anni!

  4. Luciano Pignataro scrive:

    In ogni caso è evidente la direzione, dal mio punto di vista appagante, che ha preso Montalcino: vini sapidi, di carattere, freschi. E su questi tre punti a me la 2011 è sembrata più piacevole della precedente. Siamo molto lontani dai legni e dai profumi delle prime Anteprime, certo dipende dalle vigne, ma anche da uno stile meno ecumenico e più interessante che un rosso di questo rango deve sempre avere.