Carpe Diem 2003 Aglianico del Vulture doc

Letture: 69

CONSORZIO VITICOLTORI ASSOCIATI DEL VULTURE
Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Ci sono vini che nella carta di una enoteca o di un ristorante decenti non dovrebbero mai mancare, e non per mero fine commerciale ma bensì per funzioni puramente didattiche. Ebbene sì, ci sono vini che come certe persone andrebbero premiati “honoris causa” per ciò che hanno fatto per quello che rappresentano in maniera esemplare: un ideale, un vitigno, un territorio. Così come Il Sassicaia è stato per molti anni un vino didattico per tutti coloro che hanno intravisto, giusto o sbagliato, nei Supertuscan dal taglio bordolese il futuro del vino toscano e non solo a Bolgheri. Così come il Pinot Grigio di Santa Margherita rappresenta da oltre un ventennio in maniera esemplare il successo enologico made in Italy negli Stati Uniti, così l’Aglianico del Vulture Carpe Diem del Consorzio Produttori rappresenta il risultato massimo di espressione di un vitigno straordinario di una terra tanto immensa quanto austera ad un prezzo decisamente conveniente con i suoi appena 10 euro in enoteca: un vino esemplare, perfettamente combaciante con le caratteristiche che t’aspetti dal rosso vulturino, nitido, invitante, espressivo di una autenticità inconfondibile.E’ indubbio che il successo maturato soprattutto nell’ultimo decennio dall’Aglianico del Vulture ha visto l’esplosione di molte altre realtà eccelse che per’altro non ho mai mancato di citare e ringraziare per il loro alacre lavoro in vigna ed in cantina che ci consegnano puntualmente anno dopo anno vini di indiscusso valore, eppure è proprio questo vino, attraverso la sua semplice schiettezza, la sua disarmante godibilità a ricondurmi ad una tradizione spesso forse più ostentata che rappresentata da vini talvolta sovra estratti e rinvigoriti da pratiche enologiche più vicine ad una ricerca alchemica di una nuova istanza prototipica fluida che alla rappresentazione liquida di un territorio. Il Carpe Diem come e più del Vetusto, altra straordinaria rappresentazione di altissimo profilo dell’Aglianico del Consorzio, rifugge da qualsiasi compromesso storico donandoci un vino di una veste cromatica vivace, dal colore rosso rubino e poco trasparente . Il primo naso è immediatamente intenso e complesso, è molto interessante seguirne l’olfatto che in una quasi immediata evoluzione vira tra sensazioni floreali e fruttate molto invitanti, fiori passiti, amarasca e prugna in confettura a note terziarie, con sensazioni eteree e balsamiche, di tabacco, sino a lievi percezioni di ruggine.
La grandezza di un vino sta nella sua capacità di incuriosire e rapire il naso quanto il palato, ecco che in bocca è decisamente secco, caldo ed avvolgente, di buon corpo ma non eccessivo, 13 gradi legati ad una polposità ed un tannino in ottimo equilibrio, una beva scorrevole, vivace, ancora fresca ed invitante nonostante i tanti anni alle spalle. Un vino di carattere ma non aggressivo, ideale compagno di abbinamenti tra i più classici, visto che siamo in epoca quaresimale penso per esempio ad un capretto al forno con piselli, da servire intorno ai 16 gradi in calici ampi tipo balloon. Come detto, un vino didattico, per chi si ostina a bere sciroppi di frutta e per chi si accontenta di acqua torbida pur di ostentare l’avversità a questo straordinario vitigno che è l’aglianico, ma soprattutto un esempio per quei produttori che credono ancora di darcela a bere con vini di 40 euro e passa giustificando la propria avidità con il valore di una terra e di un vitigno tanto immensi quanto semplici e generosi, schietti e sinceri! "Carpe diem, sententiam dignam Epicuro, qui persuasum habebat voluptatem esse summum bonum vitae humanae”(Orazio).

Questa scheda è di Angelo di Costanzo

Sede a Barile, Strada Statale 93
Tel. e fax 0972.770386
Sito: http://www.coviv.com
Enologo: Sergio Paternoster
Bottiglie prodotte: 500.000
Vitigni: aglianico, moscato