E’ morto Gianni Masciarelli

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Se ne è andato a soli 52 anni ieri a Monaco di Baviera uno dei maestri che hanno fatto la storia vitivinicola italiana. Come tutti i grandi vignaioli, Gianni Masciarelli resterà per sempre vivo nel ricordo delle sue bottiglie, nella splendida azienda che ha costruito e nell’opera di sua moglie Marina a cui aveva dedicato le etichette più straordinarie, nelle annate indimenticabili di Montepulciano grazie alle quali tanti di noi si sono avvicinati a questo mondo.Lascia la moglie e tre figli. In segno di lutto questo sito sospende l’attività per un giornor

Il ricordo di Antonio Paolini*
I suoi vini? “Eccezionali”. Il loro successo? “Logico”. Il futuro? Un mare di possibilità, un’onda da sfidare e navigare senza paura, con la forza vincente dei progetti e un panama bianco, simbolo spavaldo di ottimismo, calcato su una testa in perenne fermento. Un destino bastardo ha spento a tradimento il “motore” di tutto questo. Un “motore” che avresti detto (e voluto con tutto il cuore) destinato a girare, a mille giri al minuto – il suo ritmo di sempre – per mille altri anni. Gianni Masciarelli, l’uomo di Villa Gemma, partito da questa piccola, specialissima vigna sottocasa (divenuta dalla prima metà degli anni Ottanta il suo cru bandiera) alla conquista del mondo del vino, non c’è più. E si fa fatica, tanta, e si prova dolore, tanto, a immaginare questo “nostro” mondo, e il mondo in generale senza di lui. Da quella piccola vigna a San Martino sulla Marrucina, con tenacia, capacità e volontà che è solo stinta retorica definire eccezionali, Gianni ha saputo costruire una storia (perché la parola favola qui c’entra poco) straordinaria: una pattuglia di brand tutti altamente qualitativi; oltre 300 ettari di vigneto distribuiti nei luoghi più importanti del “suo” Abruzzo; una “casa”, simbolo della sua riuscita, di quanto aveva saputo fare e di quello – moltissimo e ancora di più, conoscendolo – che immaginava di fare in futuro a Semivicoli (il Castello su cui, con affetto, tanti di noi con lui hanno a volte scherzato); una società di distribuzione negli Usa, che sottraesse i suoi vini alle strette della caccia a sponde appropriate; una sezione import, quasi un gioco (ma maledettamente serio, come tutti i “giochi” di Gianni) inventato per “avvicinare” a tutti i vini che piacevano a lui… E’ il “mondo” esplosivo, rutilante, in perpetuo sommovimento, mai statico,creato a sua immagine e somiglianza da Gianni. Insieme, ovviamente, alla persona a cui è destinato l’abbraccio più forte e commosso in questo momento: Marina Cvetic, sua moglie, mamma dei figli di Gianni (l’ultimo è un “cucciolo” di appena cinque mesi) e a sua volta donna del vino a tutto tondo. A lei e a loro, la sua famiglia, i suoi cari, in un momento terribile, va tutto il nostro affetto.
*giornalista del Messaggero

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