Polemiche e punti di vista

Effetto Striscia: morte di un ristorante di provincia

26 febbraio 2010

Raffaele Pappalardo ( a destra) con l'aiuto Dario Coco

Salerno, chiude il Conte Andrea

Da Raffaele Pappalardo via Facebook. “Finita la storia Conte Andrea. Il 28 si chiude : è finita un’altra storia di qualità a Salerno, un peccato. Grazie dott Pignataro per il suo sostegno ma a Salerno la qualità non viene ancora capita esco sconfitto ma a testa alta. Ciao a presto”.

Faccio da 22 anni un lavoro dove le cattive notizie, le peggiori, sono ormai routine cinica quotidiana pari all’impatto psicologico del rumore di un orologio di un computer.
Ma questa lascia l’amaro in bocca perché dimostra quanto sia profonda la melma dei sensi comuni rimestata da Striscia la Notizia, nutrita su questi elementi: 1-la paura del nuovo; 2-l’istinto di conservazione; 3-l’appiattimento mentale; 4-gli interessi delle multinazionali del cibo che usano chimica a go go; 4-l’autorefernzialità attuale italiota simile a quella del Ventennio (del resto, ci siamo quasi…); 5-la gelosia e l’invidia verso chi si è affermato onestamente; 6- la superficialità culturale; 7-i luoghi comuni; 8-la totale indifferenza della maggioranza delle persone per quello che mangia e beve; 9-Il ministro Zaia che addenta il panino McItaly come gli indiani cavalcavano nel circo di Buffalo Bill ridotti a buffoni dei bianchi vincitori; 10-la crisi che rende tutti più cretini.

La sala del Conte Andrea

L’effetto di questa campagna contro la ristorazione di qualità, come è ovvio, colpisce anzitutto i più deboli e nelle zone periferiche. Un’onda lunga che si alimenta.
Il Conte Andrea è un piccolo locale gourmet nel centro di Salerno, vicino Napoli, con un potenziale bacino di utenza di 157.000 residenti nel capoluogo, un milione in provincia, sei milioni in regione e altri 300.000 in provincia di Potenza che ruota verso il Golfo di Salerno.

E’ stato aperto tre anni fa in un posto molto favorevole, proprio di fronte alla questura e alla prefettura, a cento metri dal bellissimo teatro comunale e dal mare, nel cuore della movida che vede ogni notte migliaia di giovani e meno giovani girare per decine e decine di locali sparsi nel centro storico, sapientemente ripreso negli anni ’90
Eppure questa gioia di vivere è la campana a morte della qualità.

Difficilmente si paga sopra i 40 euro, un bacino di utenza così vasto potrebbe sopportare benissimo 25 coperti al giorno per questa cifra. In fondo è un pieno di auto di piccola cilindrata al quale non rinunciamo pur potendo usare mezzi pubblici e passaggi.

Non fa una cucina virtuale, i sapori sono quelli tradizionali ma presentati in modo aggiornato con qualche divertimento di incrocio terra-mare.

Il servizio è curato, con un sommelier professionista in sala.

Eppure lo chef annuncia la chiusura.

Non credo sia un problema economico, quanto piuttosto un problema culturale, mentale. E non solo di Salerno come scrive amareggiato Raffaele Pappalardo, ma di tutte le città di provincia. Anche a Bottura i modenesi chiedevano i tortelli con la zucca e sapendo che non c’era uscivano lasciando indignati il ristorante.

Il sommelier Roberto Adduono

Purtroppo la tanto esaltata provincia italiana è bella perché è tranquilla, sicura, più ordinata, ma spesso la realtà presepiale è soffocante per il cervello, la creatività, la voglia di misurarsi con il mondo. Ci si adagia, si perde la spinta al miglioramento e spesso la curiosità che è la molla della vivacità mentale.
Tutti i capoluoghi presentano problemi analoghi. Spesso anche le città medio grandi come Bologna, Reggio, Palermo, la stessa Torino.

E’ l’Italietta di Rosarno, dell’abusivismo e dell’odio, che vive palpitante ovunque arrabbiata per non essere diventa abboffata di superfluo quanto desiderava, almeno quanto il miliardario pifferaio che la incanta.

Forse il fascino profondo della gastronomia è proprio l’essere lente di ingrandimento della predisposizione culturale di una comunità. Nel bene e nel male. In provincia, ad esempio, è anche comune la figura del gourmet tronfio che dice di conoscere tutta la Francia mostrando sovrana indiferenza verso quel che succede sotto casa per paura di sembrare provinciale. Come negli anni ’90 si bevevano i Supertuscan invece delle bottiglie di territorio. Imbecilli ciucci e presuntuosi che appallano poi con recensioni non edibili.

In un Paese normale, dove però, caro Max, non è normale fare inciuci con il nemico, il Conte Andrea avrebbe reso ricchi chi ci lavorava. In un paese normale la trasmissione più seguita di prima fascia non provocherebbe la chiusura dei ristoranti con inchieste allarmistiche, ma premierebbe la qualità.
In un paese normalmente colto, invece dei discount e dei pub in franchaising, aprirebbero locali di gusto etico ed estetico.

Ecco, fate un gesto consapevole: è aperto ancora per dieci giorni. Andateci a mangiare per salutare questi ragazzi coraggiosi e bravi.
Sta in Via Roma. Tel.089.9951832. ristoranteilconteandrea@live.it

104 Commenti a “Effetto Striscia: morte di un ristorante di provincia”

  1. Giovanna scrive:

    …chiacchiere, polemiche, veleni e frecciatine: io, abituata alle cose concrete (ih ih ih!) ieri sera sono stata a cena da Conte Andrea…un ottimo Raffaele Pappalardo ha deliziato i miei sensi (tutti e cinque) cond ei piatti fantastici che mi hanno raccontatao il suo territorio e la sua passione per la cucina…

  2. giancarlo maffi scrive:

    al di la’ degli auguri per le prossime attività dei titolari e del personale del ristorante, cosa che mi dicono essere sicura…..

    . ho fatto questo intervento perchè dovrebbe essere il numero 100, per la prima volta.
    e ci tenevo.

    ho vinto qualche cosa? :-))

  3. Sabrina Prisco scrive:

    E’ con pacere che vi annuncio la riapertura del Conte Andrea, dopo un piccolo restyling e l’arrivo di una nuova brigata in cucina, sotto l’ala attenta della consulenza di Gerardo Baco e di Osteria Canali.
    Il 31 marzo ci sarà una serata dedicata alla Passione e alla Curiosità, le due parole d’ordine del nuovo Conte Andrea.
    La Passione perché l’incasso della serata sarà devoluto interamente alla Fondazione Rachelina Ambrosini che si dedica con passione, limpidezza ed energia a seguire delle cause umanitarie in Italia e all’estero.
    La Curiosità perché protagonista della serata sarà un prodotto presentato in anteprima assoluta: un sidro dell’azienda Magners.
    Dopo il “funerale” per la morte di un ristorante a Salerno, sqillino le trombe per la sua “resurrezione”!!!

  4. anna maria scrive:

    BUONA SERA NN HO MOLTO DA DIRE..E NN MI VA DI RSP A TUTTE QST POLEMICHE..VI CONSIGLIO DI ANDARE AD ASSAGGIARE LA NUOVA CUCINA GOURMET..VISTO CHE IL RISTORANTE CONTE ANDREA HA RIAPERTO X TOGLIERE QUELL’AMARO IN BOCCA A TANTA GENTE CHE AMA MANGIARE CON GUSTO.CIAO

    • lapo scrive:

      Anna maria ho seguito il tuo consiglio visto che già apprezzavo tantissimo la cucina di Raffaele Pappalardo e del suo secondo Dario Coco, e quindi per la loro chiusura mi era rimasto l’amaro in bocca, però sai quando un ristorante chiude e cambia personale nonostante il proprietario sia sempre lo stesso allora vuol dire che ha trovato qualcosa di meglio…..ebbene si è davvero così ha trovato un personale che lo farà affondare sicuramente.
      Ma dico io questa gente un pò di buon senso ce l’ha oppure crede che le persone siano stupide, il servizio in sala scadente ma come si può rimpiazzare il Maitre e somelier Roberto Adduono con una persona che fa finta di conoscere i vini…..per non parlare della cucina, preparazione del piatto ma a sapore non si sa cosA SI STA MANGIANDO, non so chi sia lo chèf e non mi sono interessato perchè per me il CONTE ANDREA è MORTO PER SEMPRE….io credo che il proprietario abbia voluto abbassare il badget del personale ed anche la preparazione, saluti a tutti

  5. lapo scrive:

    Anna maria ho seguito il tuo consiglio visto che già apprezzavo tantissimo la cucina di Raffaele Pappalardo e del suo secondo Dario Coco, e quindi per la loro chiusura mi era rimasto l’amaro in bocca, però sai quando un ristorante chiude e cambia personale nonostante il proprietario sia sempre lo stesso allora vuol dire che ha trovato qualcosa di meglio…..ebbene si è davvero così ha trovato un personale che lo farà affondare sicuramente.
    Ma dico io questa gente un pò di buon senso ce l’ha oppure crede che le persone siano stupide, il servizio in sala scadente ma come si può rimpiazzare il Maitre e somelier Roberto Adduono con una persona che fa finta di conoscere i vini…..per non parlare della cucina, preparazione del piatto ma a sapore non si sa cosA SI STA MANGIANDO, non so chi sia lo chèf e non mi sono interessato perchè per me il CONTE ANDREA è MORTO PER SEMPRE….io credo che il proprietario abbia voluto abbassare il badget del personale ed anche la preparazione, saluti a tutti