Garantito IGP. Langhe Nebbiolo 2007 Rattalino. Un esordio davvero convincente

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Langhe Nebbiolo Rattalino

Garantito IGP. “Il cibo ed il vino secondo Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani. Ogni lunedì, i tre siti di Vino Igp (I Giovani Promettenti) offrono ai loro lettori un post scritto a turno dai giornalisti Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani”

E’ sempre una buona notizia quando in una delle zone vinicole più importanti d’Italia, la Langa albese, nascono e salgono alla ribalta nuovi soggetti produttivi e quando i loro vini si dimostrano all’altezza della situazione.
Guadeamus igitur perché in una zona dove i buoni vini e i produttori coscienziosi per fortuna non mancano possiamo salutarne un altro che con grande chiarezza ed una certa dose di coraggio ha deciso di concentrare le proprie attenzioni unicamente sul più grande vitigno del mondo, Monsù Nebbiolo. Il nome dell’azienda é Rattalino (visita il sito Internet qui), un cognome che per gli amanti della musica classica come me evoca quello di uno dei massimi studiosi del pianoforte, saggista e critico, Piero Rattalino, e Massimo Rattalino, il proprietario, ha deciso di entrare in questo bellissimo-difficile mondo che è quello del vino stabilendo a Barbaresco la sua piccola azienda agricola, con l’obiettivo, scrive, di non cedere a “nessun compromesso con la nuova enologia che omologa tutto in nome del vino facile per tutti”. Cinque i vini sinora prodotti, due Barbaresco, il primo da un vigneto di 13 anni a Neive, il secondo dal cru Montersino, vigna di 25 anni, a Barbaresco, e due Barolo, uno da vigne di 40 anni in Barolo e Novello, l’altro espressione del cru Bric Bergera di Novello, da vigne altrettanto vecchie.

Ripromettendomi di assaggiare presto questi quattro vini, ho deciso di provare a capire come fosse lo stile di lavoro aziendale puntando sul vino più semplice, quello contrassegnato dal numero 27 (ognuno dei cinque vini porta un numero, 27, 34, 35, 42 e 43, che corrisponde al numero di registrazione del vigneto nei registri interni), un Langhe Nebbiolo annata 2007, inutile dirlo, in purezza, da vigneti di 25 anni situati nei comuni di Treiso e Barbaresco, ad altezze tra i 250 ed i 300 metri.  Terreno argilloso calcareo, con notevole componente di sabbia, esposizione sud ovest, resa contenuta in 80 quintali ettaro, vinificazione in acciaio col sistema a cappello emerso, con macerazione sulle vinacce dai 10 ai 12 giorni e affinamento per 10 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia, seguito da cinque mesi in vasca d’acciaio e un paio in bottiglia, le credenziali, perfettamente in regola per piacermi, del vino ed il risultato è davvero convincente. “Nebbiolesco” all’essenza il colore, un rubino squillante di impeccabile nitore e vivacità con riflessi bellissimi che virano caldi verso il granato, e caratteristico, inconfondibile, paradigmatico quasi, il naso, con note di lampone, ribes, prugna, liquirizia, accenni di rosa a comporre quel bouquet suadente, fresco, elegante, senza eccessi, che vorremmo trovare in ogni bottiglia figlia del Nebbiolo. Il prezzo di vendita franco cantina è di 8,80 euro.

Freschezza, succosità, ampia tessitura e la giusta dolcezza di frutto, risvegliata dal carattere, dalla presenza viva del tannino, ben sottolineato e presente, anche al palato, largo, pieno, di grande soddisfazione ed equilibrio, reso ancora più dinamico e nervoso da una bella vena minerale, da una giusta acidità che dà profondità e verticalità al vino. Eccellente, ovviamente, la beva. Ma se è così convincente il più “semplice” e giovane dei vini della gamma, come saranno mai Barbaresco e Barolo? La risposta, prossimamente, sui vostri display…

Franco Ziliani

Questo articolo è pubblicato su www.winesurf.it www.lucianopignataro.it www.vinoalvino.org

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