La Stipula 2004 Aglianico Spumante Rosè Brut

Letture: 100

CANTINE DEL NOTAIO

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: da 10 a 15 euro
Fermentazione e maturazione: metodo classico

Lunedì in Albis ho messo il musetto dell’auto in direzione del mio amato Vulture e ho fatto un po’ di aggiornamento su alcune novità che non avevo potuto afferrare al Vinitaly. Una di queste è l’orgoglio di Gerardo e Marcella che continuano a giocare sulla professione di notaio per scegliere il nome ai loro vini, una  essenza antica e moderna. Sì, avete capito bene, una delle aziende-bandiera del Vulture incrocia la tradizione spumantistica contadina, quella della rifermentazione naturale in bottiglia con l’arrivo del caldo, e che si affaccia qua e là nel catalogo di molte cantine anche se in modo non convinto perché nessuno va oltre il metodo charmat (ad eccezione di Dragone a Matera) e, soprattutto, per il consumo di rosso frizzante ormai out sullo stesso mercato locale che lo consumava. Questo filone produttivo è stato ripreso dai nostri amici seguiti da Luigi Moio con uno spumante rosé, il primo del bravo enologo campano, quasi la risposta vulturina alla scommesa irpina dei Feudi: le bollicine non sono precisamente la mia materia proprio perché sono espressione di un territorio quasi all’asciutto di questo punto di vista. Ma l’aperitivo che ci siamo presi nella elegante cucina tutta cotto e ceramica della casa di Gerardo e Marcella, dopo aver visto lo scheletro ultimato della nuova cantina e un incredibile presepe ispirato al vino che farà impazzire giapponesi e americani, ci ha davvero soddisfatti. Siamo in presenza di uno spumante potente più che elegante, un rosato cerasuolo, dallo scheletro molto robusto, naso fine e pulito, perlage persistente, un prodotto seguito con la pignoleria e la passione di cui solo Gerardo è capace. Una new entry nel sempre più ricco panorama vitivinicolo meridionale. Infine un consiglio psicologico: siccome l’animus di questa bottiglia è nell’Aglianico lucano, non va a assolutamente comparato al Pinot Noir anche se è la prima cosa a cui viene naturale pensare quando parliamo di bollicine rosé, è una spumantizzazione del territorio, diremme Selosse, da considerare in quanto tale proprio come mai potremmo comparare un Aglianico del Vulture ad un rosso di Borgona. Sgrassante e fresco, si abbina perfettamente a tutte le meraviglie del buffet partenopeo, dagli arancini ai timballini di pasta, dalle frittatine ai rustici con le melanzane, oppure ai salumi un po’ speziati, ma senza peperoncino, della Calabria.

Sede a Rionero in Vulture, via Roma, 159. Tel.0972.717111.www.cantinedelnotaio.com, gerardo.giura@tin.it. Enologo: Luigi Moio.Ettari: 26 di proprietà. Bottiglie prodotte: 80.000. Vitigni:aglianico, moscato, malvasia