Per Eva 2009 Bianco Costa d’Amalfi doc

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Tenuta San Francesco

TENUTA SAN FRANCESCO
Uve: Falanghina 65%, Ginestra 30%, Pepella 5%
Fascia di prezzo: 10-12 Euro
Fermentazione e maturazione: acciaio

La Costiera Amalfitana, oltre che ambita meta turistica, negli ultimi anni è diventata sempre più famosa per la produzione di vini di qualità. In particolare la sottozona di Tramonti – che è uno splendido borgo arroccato sulle montagne, suddiviso in tredici frazioni – si differenzia dalle altre due, cioè Furore e Ravello, per la sua impennata altimetrica e perché si trova più internamente, pur gravitando in linea d’aria a ridosso del mare.

 Col vantaggio, quindi, che qui si producono vini, soprattutto quelli bianchi, che possono godere di profumi fini ed eleganti per le sensibili escursioni termiche e di una spiccata acidità. Il terreno è composto di roccia calcareo-dolomitica, misto a lapilli, cenere e pomice provenienti dalle passate eruzioni del vicino Vesuvio. Ecco il motivo della spiccata acidità e la mineralità che contraddistinguono i vini prodotti in questa zona, anche quelli rossi. In più, la vicinanza al mare regala sentori sapidi e iodati. Inoltre, una costante brezza elimina la muffa e asciuga l’acqua dai grappoli e li mantiene sani e puliti.

Uno scorcio autunnale

Nell’intero territorio amalfitano, poi, insistono due prerogative prettamente locali: esiste una presenza diffusa di vigneti storici ultracentenari ancora a piedefranco e un’elevata varietà di vitigni autoctoni che attecchiscono soltanto qui. Camminare tra le vigne di Tramonti è come attraversare un museo a cielo aperto, con questi ceppi secolari allevati con il tradizionale sistema a raggiera, che appaiono come vere e proprie sculture viventi e che rappresentano una rarità eno-botanica a livello mondiale. E’ un’emozione unica ed indescrivibile, che bisognerebbe sperimentare di persona, per capirne il significato.

Il vigneto secolare della Tenuta

Inoltre, i grappoli d’uva pendono dall’alto come le stalattiti in una grotta carsica e si protendono in basso verso gli ortaggi sottostanti, che formano idealmente delle stalagmiti. Uno spettacolo meraviglioso! Anche se, purtroppo, bisogna ricordare che ultimamente parecchi contadini hanno abbandonato o addirittura hanno estirpato queste piante, dedicandosi a un lavoro meno faticoso. La Tenuta San Francesco, invece, si è proposta l’impegno di recuperare alcune di queste vigne prendendole in affitto o acquistandole. L’obiettivo da perseguire, molto lodevole, è quello di cercare di salvaguardare e tutelare questo immenso patrimonio umano e genetico.

L'azienda

Questa azienda, sorta nel 2004, è un sodalizio formato da tre storiche famiglie del luogo: Bove, D’Avino e Giordano, che attualmente possono contare su circa dieci ettari vitati, di cui sette in affitto. Tutti i vigneti, ad alta densità di impianto, sono situati tra i 300 ed i 500 metri d’altezza su terrazzamenti in forte pendenza e con esposizioni panoramiche uniche.

I fratelli Gaetano e Generoso Bove con i due soci D'Avino e Giordano

Particolare attenzione viene prestata alle tecniche di conservazione e tutela dell’ambiente, aderendo ai piani regionali per la riduzione dei fitofarmaci. La cantina è situata in una storica masseria del ‘700 di proprietà della famiglia D’Avino, recentemente restaurata.

La cantina

Al piano superiore sono state ricavate anche tre camere per un piccolo B&B. Le etichette delle bottiglie sono state disegnate dal famoso pittore Mario Carotenuto. La produzione, curata dal bravo enologo Carmine Valentino, prevede sei tipologie di vini tra bianchi, rossi e un rosato.

I vini

Tra questi mi ha particolarmente colpito il Costa d’Amalfi bianco doc riserva PerEva del 2009, millesimo lanciato da pochi giorni sul mercato, dopo il dovuto affinamento. Il nome di questa bottiglia è stato dedicato alla moglie di Gaetano Bove. “Mi devo far perdonare tutto il tempo che la passione per il vino ha sottratto alle sue attenzioni”, dichiara candidamente l’interessato. Si tratta di una vigna particolarmente pregiata, un tempo posseduta dal clero. Infatti, è nota proprio con il nome di “Vigna de’ Previti”. Si dice che i preti, nonostante possedessero terreni praticamente ovunque, bevessero soltanto il vino ricavato da questo cru.

La vigna del Per Eva

Il PerEva è frutto di un assemblaggio di Falanghina al 65%, 30% di Ginestra e saldo di Pepella. Dopo una vendemmia tardiva, effettuata nella terza decade di ottobre, la vinificazione e la fermentazione avvengono in contenitori di acciaio. L’affinamento dura dieci mesi sempre in acciaio e due in bottiglia. La gradazione alcolica è molto elevata, sui 13,5 per via delle uve surmature, che promettono al vino una sicura longevità. Il colore è un paglierino carico e brillante, con riflessi dorati. Gli effluvi che salgono al naso sono fruttati, floreali ed erbacei, con il benchmark territorialmente fumé. Al palato il corredo aromatico è caratterizzato da un profilo sapido-minerale, tipico marker locale. Si colgono, poi, sfumature di elevata freschezza e un assetto tonico e reattivo, con una lunga e godibile persistenza, che regala, un finale favoloso. Un vero must, credetemi. Servito ad una temperatura ottimale tra i 10-12 gradi, lo possiamo abbinare alla classica cucina amalfitana a base di pesce. Non disprezzando, comunque, un fior di latte di Agerola, zuppe di legumi e verdure. Prosit!

Questa scheda è di Enrico Malgi

Sede a Tramonti – Via Sofilciano, 18 – Tel e Fax: 089/876748 – Cellulare: 3356670854 – E-mail: aziendasanfrancesco@libero.it – www.vinitenutasanfrancesco.it – Enologo: Carmine Valentino – Ettari di proprietà: 3 più 7 in affitto – Bottiglie prodotte: 30.000 – Vitigni: Tintore, Aglianico, Piedirosso, Falanghina, Biancolella, Ginestra e Pepella.

15 commenti

  • marco contursi

    (1 novembre 2010 - 07:37)

    Caro Enrico,bella come al solito la tua scheda ma consentimi di dissentire su una cosa.Parli di abbinamento col fior di latte di Agerola,ma forse non hai mai assaggiato lo splendido fior di latte che fanno proprio a Tramonti.Il dottor Bove oltre ad essere vignaiolo esperto è anche il veterinario di Tramonti e conosce tutti gli allevamenti e quindi i migliori trasformatori del latte che ci sono in zona e che sono rinomati per l’abilità casearia quanto i colleghi di Agerola.Ho passato un giorno in sua compagnia a visitare la valle e credimi è stata una esperienza bellissima e buonissima come buonissimi sono i vini di Tenuta san Francesco.Due i miei preferiti,il bianco base e il E ISS,tintore in purezza, davvero eleganti.Tramonti è una enclave rimasta intatta dalle mode e dai cambiamenti del mondo “di sotto” sia esso la costiera o l’agro nocerino,divisi appunto dal valico di Chiunzi.Eppoi c’è proprio a Tramonti una signora che in casa fa un finocchietto buonissimo che se la gioca alla pari con quello fatto dalla mamma di un mio amico ad Agropoli,Consiglio a tutti di andare a fare un giro a Tramonti,proprio adesso che la natura offre paesaggi autunnali stupendi,una visita alla cantina Tenuta san Francesco e poi ai caseifici consigliati dal dottor Bove e tornerete a casa con sapori introvabili altrove.

  • Monica Piscitelli

    (1 novembre 2010 - 08:54)

    Sto aspettando appunto di fare un giro per Tramonti. Adoro scendere per il Valico di Chiusi e passare in questo periodo significa (forse è già tardi) poter raccogliere le castagne sulla strada. L’aria è frizzantina, la strada curvosa e c’è tutta la trepidante atteso che dopo aver svettato ci si affacci dall’altra parte, sulla Divina Costiera Amalfitana che per quanto abbia viaggiato resta ancora inimitabile.

    • giancarlo maffi

      (1 novembre 2010 - 09:10)

      toc toc , monica : ci sei ? : il valico di chiusi è in toscana. quello di CHIULZI , qui citato , ha per me ricordi terribili. lo cerco’ per ore ore e ore un certo ROMUALDO , il 2 giugno , festa della repubblica, forse di quella di amalfi, dove arrivammo seguendo imperterrorizzati un ‘ape 50cc. vedo che avete una bella conoscenza della vostra geografia ,giu’ in campania …..

    • luciano pignataro

      (1 novembre 2010 - 09:31)

      Né Chiusi nè Chiulzi, ma CHIUNZI:-)

  • Monica Piscitelli

    (1 novembre 2010 - 19:14)

    @enrico devi sapere che Maffi 2 mi sta sul collo da un pò. mi fa pressione sottolineando i miei errori di battitura (ci ho passato un we si uno pure per anni da quelle parti) perchè vuole tirar fuori il peggio di me. essendo abituato cosi’ con le sue galline. sogna una lotta all’ultimo sangue con me, coltello tra i denti, per uno spicchio di pizza. o anche semplicemente una tipica sculacciata da matrona napoletana al bimbo monello. : ) con simpatia!

    • marco contursi

      (1 novembre 2010 - 19:30)

      questa mi è piaciuta………..sculacciata a bimbo monello……..che Maffi nasconda un anima slave? :-)))))))))))))))))))))))))) anche se una sculacciata da te credo non serva essere slave per desiderarla :-D con impertinente simpatia.

  • gp

    (1 novembre 2010 - 19:31)

    che cosa carina, il valico di chiunzi per chi come me, salernitano, funziona essenzialmente all’incontrario: salendo da tramonti, all’improvviso ti ritrovi un tornante che affaccia sul vesuvio: passando dal perfettamente disabitato al caos più totale!

  • ENRICO MALGI

    (1 novembre 2010 - 20:31)

    Ragazzi, vi richiamo all’ordine, qui dobbiamo parlare del vino di San Francesco (non di Assisi, certamente…) e, quindi devo dare una risposta completa a Marco, perché stamattina andavo molto di fretta. Prima, però, voglio dire a Monica che deve stare attenta a quel biribaccione di Maffi. perché questa cosa l’ho notata pure io: ti sta proprio col fiato sul collo e col fucile spianato, per coglierti in fallo. Ma tu ignoralo e non ti curar di lui, perché sei sempre brava e competente.Lui invece, capisce poco o niente di vino, si arrangia solo con le uova e le galline;-)))))))))))))))
    @Marco, come dicevi tu, la Tenuta San Francesco produce più di un ottimo vino: un altro bianco denominato Tramonti bianco, blendato con Falanghina,Biancolella e Pepella; un rosato, assemblato con Piedirosso all’80% e saldo di Aglianico e Tintore; un rosso riserva chiamato “Quattrospine”, con analogo coupage, ma con percentuali diverse e ancora due rossi: il base, sempre con uvaggio di Aglianico, Tintore e Piedirosso e “E’ iss”, con Tintore in purezza. Abbracci.

    • Monica Piscitelli

      (1 novembre 2010 - 22:46)

      : )

  • Angelo Di Costanzo

    (1 novembre 2010 - 21:40)

    la Tenuta San Francesco è un’azienda calabra, qui trattasi di Agricola San Francesco ;-)

    • Angelo Di Costanzo

      (1 novembre 2010 - 21:47)

      A scanso di equivoci: è una battuta che girava ieri sera a Città del Gusto, intorno allo stand di Gaetano… ;-)

      • marco contursi

        (1 novembre 2010 - 21:47)

        a ok :-)))))

    • marco contursi

      (1 novembre 2010 - 21:47)

      Non Proprio,la denominazione corretta è “Azienda agricola Tenuta San Francesco”. ;-))

  • ENRICO MALGI

    (2 novembre 2010 - 08:23)

    Grazie Marco per essermi venuto in soccorso, perché stavo proprio per replicare allo stimatissimo e compente amico Angelo Di Costanzo, al quale voglio fare una piccola confessione. Sull’abbrivio della mia lunga esperienza specifica (Angelo ho sicuramente qualche annetto più di te…) e per evitare proprio confusioni, malintesi, ecc. durante le visite in azienda mi premuro, oltre che di attingere le notizie alla fonte, di farmi dare queste notizie scritte da un incaricato, per avere così sempre una prova di quanto poi vado a scrivere. Nel caso in questione, sul frontespizio del foglio è scritto proprio “Tenuta San Francesco – Tramonti – Costa d’Amalfi), va bene? Anche se , tuttavia, nella foto compare la dicitura “Azienda Agricola San Francesco”, come tu hai rilevato. Abbracci carissimi.

    • Angelo Di Costanzo

      (2 novembre 2010 - 10:40)

      Enrico, forse ti sarà sfuggito, lo ri-poto:

      A scanso di equivoci: è una battuta che girava ieri sera a Città del Gusto, intorno allo stand di Gaetano… ;-)

      Ciaooo ;-)

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