Ricetta cult. Le percoche nel vino

Letture: 1739
Un classica brocca con le percoche

Qualcuno la chiama “la sangria napoletana” ed è probabile, in effetti, che questa ricetta tradizionale del più classico dei mangia e bevi estivi trovi le sue origini nelle reiterate dominazioni spagnole della città. Ma sebbene sia molto diffuso l’uso del vino rosso, è il vino bianco, meglio se leggero di corpo, e fresco, il re di questa preparazione che spopola nelle estati infuocate del Sud Italia. La ricetta è assolutamente stagionale in quanto con l’eccezione delle varietà tardive, la percoca, la pesca percoca, è un frutto ampiamente disponibile dalla fine di luglio a settembre.


Gli ingredienti: la percoca e il vino
La percoca – frutto che inevitabilmente conosco per lo più nella sua versione “vesuviana”, sebbene esistano in numerosissime varietà (precoci, a maturazione intermedia tardive) molto utilizzate al Centro e al Nord Italia dall’industria di trasformazione – è apprezzata per la sua consistenza e per il suo sapore lievemente acidulo. La polpa di questo frutto è infatti sempre poco cedevole, mai fondente.

La percoca della varietà puteolana

La gran parte della produzione regionale campana proviene dalla provincia di Napoli, ma è significativa anche quella della provincia di Caserta. Popolarissime e molto utilizzate durante i classici mesi di luglio e agosto sono le Percoche puteolane della varietà Vesuvio, che a dispetto del nome, vengono si dalla provincia di Napoli, ma dai Campi Flegrei (Pozzuoli, l’antica Puteoli, è un comune di quest’area). Sono giallo intenso e la loro pelle ha delle striature rossicce. Tra settembre e ottobre, anche queste originariamente provenienti dai Campi Flegrei, arrivavano quelle più ricercate“le percoche con il pizzo”, distinguibili, appunto, per il pizzo accentuato. Da fine estate e fino a ottobre maturano le “terzarole” cioè quelle della terza epoca. Tra queste la “terzarola col pizzo”. Le tre suddette varietà sono inserite dalla Regione Campania tra i prodotti tradizionali. Di pari rango anche la “Giallona di Siano”, che si coltiva nel piccolo comune salernitano e nei comuni limitrofi. Questo per quanto riguarda la frutta.

Rosso o bianco, il vino con le percoche

Sul vino c’è poco da dire: ognuno ci mette il proprio. L’unico must è che sia ghiacciato. In tal senso che sia rosso o bianco, sarà un vino di corpo leggero, e privo, per i rossi, di tannini. Ma si diffidi di chi non “investe” sul vino per eseguire la ricetta. Le percoche nel vino sono una cosa seria e poiché gli ingredienti sono solo due, si esige che entrambi gli ingredienti siano eccellenti.
Per quanto mi riguarda, sarà l’effetto di un ricordo preciso della mia infanzia come un ristorante sulla spiaggia di Panza, a Ischia, ma per me la “morte” delle percoche è con il vino bianco, e per l’esattezza una Biancolella.

Una curiosità

Ai social network dipendenti farà piacere sapere che su facebook esistono ben 5 gruppi, il gruppo “Percoca nel vino” , “Percoca ind o vino” , “O vin cu a percoca”, “Amanti del vino con la percoca”, una Gang “della Percoca nel Vino di Gragnano” e addirittura un “Partito delle Percoche nel Vino”.

La ricetta : )
1 kg. di percoche
1 litro di vino
Lavate e pelate le percoche. Riempite una bella brocca capiente del vino bianco e fateci cadere dentro le percoche mano a mano che le tagliate a pezzi grossi e rigorosamente irregolari. Mettete in frigo per un’oretta e servite bello fresco.
Il segreto di questa ricetta sta nel disporre di percoche mature, ma belle sode e saporite; nel taglio irregolare e nell’inconfondibile “splash” prodotto dalle percoche nel cadere vino bianco a mano a mano che le tagliate.

Monica Piscitelli

17 commenti

  • Frank

    (1 agosto 2010 - 18:57)

    Anche io a ristorante ho fatto percoche con vini Bianchi … E moscati ecc… Ma la morte sua é nel vino rosso ghiacciato ……

  • marco contursi

    (1 agosto 2010 - 19:08)

    ok adesso vediamo un pò che vino metterci…….gli esperti e i semplici appassionati si pronuncino con nome e cognome delle bottiglie……..io propongo un gragnano Russo o Mariano Sabatino,frizzantini,,fruttati…..per il bianco qualcosa della costiera o di tramonti.

    • monica

      (2 agosto 2010 - 07:19)

      Un produttore mi ha suggerito l’asprinio. direi che quando al frutta è ben matura ne vien fuori una bibita infrescante eccezzionale…

  • denny

    (1 agosto 2010 - 19:35)

    Ottima ricetta semplicissima ma di una bontà ineguagliabile, ottime anche le percoche di Lavello (PZ) profumate, gustose e consistenti che perfortuna giungono sino a Milano.
    Per il vino ognuno giustamente mette quello che ha in tavola quella sera, anche io ho un ricordo da Zi Carmela in quel di Forio dove l’ottimo Guido me le servì qualche estate fa con un biancolella locale che ancora ricordo.
    CARPE DIEM

  • Lello Tornatore

    (1 agosto 2010 - 19:44)

    Ah, ecco…!
    ;-)))

  • Sandra

    (1 agosto 2010 - 20:04)

    Le adoro e ogni tanto le trovo anche qui a Torino!
    le cerco al mercato e me le porto a Nizza (dopo Melfi!) !!
    Chissà che i francesi imparino qualcosa

  • monica

    (1 agosto 2010 - 21:06)

    Effettivamente è un buon modo per far consocere un goccino di vino anche ai piu’ piccoli.

  • tommaso esposito

    (1 agosto 2010 - 21:53)

    esattamente così. non esistono altre percoche se non quelle con il pizzo.

  • pasquale

    (2 agosto 2010 - 09:37)

    siamo veramente felici dello “sdoganamento” di un must. I puristi del vino storceranno il naso. E chi se ne frega. E’ troppo buona, è un rito dell’estate. E’ tra le dieci cose che porteremmo su un arca del gusto.

  • gaspare ('o latitante)

    (2 agosto 2010 - 10:03)

    un consiglio: aggiungere un rametto di menta fresca, soprattutto col vino bianco;
    …e una nota: in questo periodo dell’anno (di caldo) molti vinelli prendevano lo spunto, perciò forse si pensò a cammuffare l’acetica con un bel fruttato intenso.

    • monica

      (2 agosto 2010 - 20:50)

      OTTIMISSIMA IDEA. GRANDE GASPARE!

  • siano

    (2 agosto 2010 - 10:09)

    alla “Giallona di Siano” è dedicata anche una sagra, che si tiene ad agosto, “Sagra della braciola di capra e della percoca nel vino”

  • Alberto Capasso

    (2 agosto 2010 - 10:31)

    vi ricordo che uno dei profumi tipici della catalanesca fatta bene è proprio la buccia di pesca, ergo…

  • Sandra

    (2 agosto 2010 - 16:09)

    Fatta!! e domani vedrai il risultato :)

    • monica

      (2 agosto 2010 - 20:50)

      BRAVA SANDRA L’ASPETTO, EH!

  • […] con una bibita rinfrescante e veloce da preparare, che il nostro amico Luciano Pignataro ha pubblicato sul suo sito, proprio l’altro giorno. Per farla però dovrete avere a disposizione delle vere ed originali […]

  • Anna

    (11 agosto 2010 - 23:40)

    La percoca nel vino bianco, ricordi che hanno il profumo d’infanzia, quando bere il vino era vietato,ma la percoca concessa mi faceva sentire più grande. Ancora oggi provo quella stessa sensazione, la preparo spesso propio come la ricetta raccontata da Monica,ma ricordo anche le grosse brocche di vino rosso e ghiaccio che mio padre preparava per il pranzo di Ferragosto,solo per quell’occasione quasi fosse un rito.Brava Monica che con semplicità rende tutto speciale:)

I commenti sono chiusi.