Vigna Ai Cerri 2008 Aglianico Roccamonfina igt | Voto 81/100

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La casa padronale

FATTORIA PRATTICO

Uva: aglianico
Fascia di prezzo: 7-8 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio e legno

Vista: 5/5. Naso 22/30. Palato 23/30. Non omologazione 31/35

Il territorio che si trova alle falde del vulcano spento di Roccamonfina, nell’Alto Casertano, ha conosciuto la coltura delle vite già in epoca Romana. Qui, nell’Ager Falernus classico, si producevano vini che avevano la virtù di “accendere l’estro e donare l’ardore al corpo”, così come declamavano all’unisono Virgilio, Orazio e Plinio il Vecchio.

 Gli antichi Romani innaffiavano i loro ricchi banchetti con questi pregiati nettari locali e pensarono bene poi di costruire un porto sul fiume Garigliano, così da tenere sempre a portata di mano questi vini da esportare poi direttamente a Roma, lungo la via marittima del Tirreno. Lungo il percorso fluviale, che dal Porto di Mola porta al mare e che oggi segna il confine tra la Campania e il Lazio, addossato ad una rupe sorge l’antico e suggestivo borgo di Rocca d’Evandro. Qui la cultura vinicola e la tradizione olearia si fondono con la storia stessa delle genti che hanno popolato da sempre questi luoghi meravigliosi.

L'ansa del fiume

Una tradizione fatta anche di odori, sapori e gestualità che la Fattoria Prattico ha sapientemente riscoperto e conservato. In località Acquamara (che deve il suo nome alla presenza in loco di due sorgenti d’acqua) è situato l’ingresso dell’azienda alla fine di un lungo viale che domina un’ansa del Garigliano. Cipressi, ulivi, viti, siepi di alloro e cespugli di rosmarino segnano l’itinerario sino alla cima della collina, in un caleidoscopio di luci, colori ed effluvi. In questo paesaggio bucolico, dolce, soleggiato e baciato da un clima temperato nel quale si mischiano correnti d’aria marina con quelle montane, si estendono le colture della Fattoria Prattico: 70 ettari di terreno vulcanico, di cui 20 destinati a vigneto, 5 a uliveto e 40 a forestazione. Ci troviamo proprio a contatto con la linea di confine laziale, quindi questa è l’azienda vitivinicola più a nord della Campania.

I vigneti

Il patron Claudio Prattico, agronomo e con un master in enologia, ha voluto fortemente che le cantine fossero posizionate in maniera discreta, all’interno del lussureggiante paesaggio, dotate di tutte le tecnologie più moderne. Qui si producono grappe, oli e vini pregiati. Di questi ultimi ho avuto modo di degustare le varie tipologie: Galluccio Aglianico e Falanghina,poi Piedirosso, Vigna del Prete Falanghina, Porto di Mola Greco, Coda di Volpe e Vigna ai Cerri Aglianico.

Proprio l’ultimo è il vino che ho scelto per l’esame organolettico L’esposizione dei vigneti è posta a sud, sud- est, in collina sui 120 metri s.l.m.

Un panorama dei vigneti

Il terreno, come abbiamo già visto, è di origine vulcanica. Il sistema di allevamento è quello a spalliera e la vendemmia viene effettuata nella terza decade di ottobre. La resa è di 70 quintali per ettaro. Le uve, una volta raccolte, vengono fermentate con una macerazione di 30 giorni, dopo la diraspatura e la pigiatura. L’affinamento avviene in botti di rovere da 500 litri per 18 mesi e ancora 6 mesi in bottiglia, La gradazione alcolica si attesta sui 13 gradi. Il colore si presenta rubino intenso con vividi riflessi violacei. Al naso si percepiscono sentori netti e ben amalgamati di frutti di bosco, spezie, viole, prugne mature e con effluvi di cuoio, liquirizia e pepe. In bocca il vino è fresco, morbido, elegante, gradevolmente tannico e con un finale gustativo che richiama la frutta rossa matura. Va servito ad una temperatura intorno ai 18 gradi e accompagnato con primi di pasta, carni brasate, arrosto e alla griglia, formaggi stagionati e selvaggina. Ottimo vino davvero, oltretutto venduto ad un prezzo molto conveniente. Fatene incetta, se potete, perché ne vale veramente la pena.

Enrico Malgi

Sede a Rocca d’Evandro (CE) – Strada Statale n. 430 – Km 17,100 – Tel. e Fax: 0823/925313 – info@fattoriaprattico.itwww.fattoriaprattico.it – Enologo: Claudio Prattico – Ettari di proprietà: 70, di cui 20 vitati – bottiglie prodotte: 150.000 – Vitigni: aglianico, piedirosso, falanghina, greco e coda di volpe.

4 commenti

  • carmine

    (30 dicembre 2010 - 10:07)

    seguo Pignataro dalle pagine de “IL MATTINO” da diverso tempo e ne raccolgo gli articoli, di modo che ho un fascicoletto niente male. Per quanto attiene questo vino di Roccamonfina, niente male il rapporto qualità/prezzo, sorvolerei su eventuali chiacchiere circa l’atteggiamento del nostro in materia di terroir da inserire o scoprire, tutta l’Italia è bella e scopribile e da amare, sia per vini che per prodotti gastronomici, quindi calma e gesso e amiamoci, rispettando il lavoro non sempre facile del critico o, meglio, del vigile urbano enogastronomico che si attribuisce il nostro autore. Complimenti vivissimi per l’opera di divulgazione che Lei produce da tanti anni con affetto e amore. Unico neo la passione interista, haa se i nostri cuori napoletani potessero parlare….

  • enrico malgi

    (30 dicembre 2010 - 13:19)

    Sig Carmine, anche se la cosa può sembrare marginale, veda che lei ha scambiato persona, oppure post. L’autore di questo pezzo sono io, come potrà dedurre dalla firma in calce. Per il vino in esame ha perfettamente ragione: ottimo rapporto qualità-prezzo. Per quanto riguarda poi la “passioncella” di Luciano per l’Inter, le dico che anch’io sono di fede napoletana e che, a parte un certo GM, tutti quelli che scrivono su quest blog sono perfettibili. Ci segua sempre con molta attenzione, mi raccomando. Abbracci.

  • carmine

    (31 dicembre 2010 - 18:47)

    chiedo scusa per il madornale errore al sig. Malgi, di cui sottolineo la semplicità e la schiettezza nel presentare il territorio, l’azienda ed i prodotti vitivinicoli, che meritano apprezzamento ed una visita doverosa. Faccio un plauso all’articolo, che rende onore all’amore posto nel seguire l’azienda, peraltro con grossa competenza ed attenzione alla qualità, senza gravare i costi del prodotto finale.
    Augurissimi per il nuovo anno, che sia foriero sia di aspettative che di risultati.

  • enrico malgi

    (31 dicembre 2010 - 19:59)

    Gentile sig. Carmine, contraccambio gli auguri di vero cuore. Spero che l’anno che viene sia per lei e la sua famiglia prodigo di benessere, serenità e pace. Visto che lei è appassionato di questi territori, vada a dare un’occhiata all’altro mio post che riguarda il Fiorduva di Marisa Cuomo. Abbracci.

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