Vignali Moscato Spumante 2004 Basilicata igt

Letture: 52

CANTINA DI VENOSA
Uva: moscato
Fascia di prezzo: da 1 a 5 euro
Fermentazione e maturazione: metodo charmat

Una grande battaglia culturale, non campanilistica, attende il mondo del vino meridionale e quello lucano in particolare. Sarà la guerra del moscato, grandissimo vitigno piantato un po’ ovunque in Italia in una quindicina di varietà. Lungo la dorsale dell’Appennino Meridionale è sempre stato spumantizzato, fatta eccezione per l’Irpinia dove si utilizzava al suo posto il fiano: chiunque abbia una certa età ricorderà quelle bottiglie di bianco dolce rifermentato grossolanamente che quando venivano stappate sia pure con delicatezza perdevano almeno un terzo del loro contenuto. La frutta esuberante le conservava anche tre, quattro anni senza alcun problema. Una tradizione, questa sì antichissima, da far risalire alla vinificazione nei conventi durante il Medioevo, oggi sostenuta soprattutto dai produttori lucani i quali, pur avendo come vino da sfondamento commerciale l’Aglianico, e non staremo qui a ripetere i motivi, hanno però conservato la buona abitudine di spumantizzare il moscato. Se, è vero, non si raggiungono i livelli qualitativi dei grandi Moscato d’Asti, il confronto sul livello medio vede però sicuramente prevalere la Basilicata per due motivi: l’uva è certamente della zona e il rapporto qualità-prezzo è favorevole perché le bottiglie non costano quasi mai più di tre euro. La frutta locale regala al prodotto una qualità tipica. Prendiamo appunto questo Vignali della Cantina di Venosa che con il moscato produce il mitico Dry Muscat capace di affascinare Fabio Turchetti, uno dei più bravi critici italiani, che ne ha scritto sul Messaggero: buona complessità aromatica e persistenza, freschezza e mineralità al palato dove il sorso è lungo. Un bianco frizzante grasso, dolce ma non zuccherino, di grande stoffa, adatto a tutti i dolci di Natale. La battaglia di cui si parlava? I produttori lucani, ma anche quelli campani, devono cominciare credere a questo prodotto, non averne vergogna, esibirlo con soddisfazione perché capovolge tutti i luoghi comuni su cui campa il mercato nazionale: che cioé al Sud non si possano fare buone bollicine. La tecnologia, ma direi soprattutto il clima e il terreno vulcanico di questa fascia dello Stivale, consentono di fare tutto, se ci si crede.

Sede: Via Appia, Contrada Vignali a Venosa
Tel. 0972.36702, fax 0972.35891
Sito: http://www.cantinavenosa.it
Enologo: Luigi Cantatore
Bottiglie prodotte: 600.000
Ettari: 900 di proprietà tra i soci
Vitigni: aglianico, moscato, malvasia, greco, chardonnay