Vini Casale del Giglio

13/4/2022 885
Vini Casale del Giglio
Vini Casale del Giglio

di Enrico Malgi

Con moltissime aziende vinicole nazionali nel corso degli anni ho instaurato un ottimo rapporto professionale per cui il mio compito di seriale assaggiatore di vini diventa molto facilitato. In aggiunta poi posso contare su fidati amici con i quali spesso ci scambiamo le bottiglie, che a volte, se incontrano il mio favore, diventano oggetto di una recensione.

In questi giorni ho ricevuto proprio da un mio caro amico due bottiglie di una famosa azienda laziale che mi hanno particolarmente colpito. L’azienda in questione è quella di Casale del Giglio di Le Ferriere, una frazione di Aprilia, ed i vini degustati sono un bianco ed un rosso di origine francese.

Controetichette vini Casale del Giglio
Controetichette vini Casale del Giglio

Viognier Bianco Lazio Igt 2020. Soltanto Viognier, lavorato in acciaio. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Il Viognier è un vitigno raro e minimalista proveniente dalla Valle del Rodano settentrionale a ridosso della città di Vienne e che ha nella denominazione Condrieu e soprattutto in quella minuscola di Chateau Grillet la sua massima espressione. Il Viognier viene anche coltivato in minima parte nel Languedoc-Roussillon.

Cromatismo affastellato da un colore giallo paglierino carico e brillante. Il marker varietale si identifica con il classico profumo di albicocca, che si inserisce in un perfetto quadro di fragranze fruttate di pesca, pera, nocciola, mango, papaya, ananas e banana. Non mancano poi all’appello sintomatiche effusioni floreali di violetta, tiglio, acacia, ginestra, lavanda, mughetto, narciso e gardenia. Sbuffi vegetali di erbe aromatiche e minuzie speziate completano l’ottimo timbro olfattivo. In bocca penetra un sorso tonico e fresco, equilibrato ed armonico, elegante e fascinoso. Palato rotondo, fine, raffinato, sapido e setoso. Allungo finale decisamente appagante e solidale. Da provare sulla tipica cucina di mare laziale ed anche su carne bianca.

Shiraz Rosso Lazio Igt 2019. Shiraz o Syrah al 100%. Maturazione in barriques per circa un anno e poi elevazione in vetro per sei mesi. Tasso alcolico di tredici gradi. Anche il Syrah è originario della Valle del Rodano in generale, ma esprime il meglio di sé sopra la linea di demarcazione di Montélimar che divide orizzontalmente il sud dal nord.

Alla vista si presenta un coreografico colore rosso rubino attraversato da lampi violacei. Bouquet irresistibile e molto intenso, che emana dal suo caratteristico crogiolo sontuosi profumi di tanta buona frutta fresca della pianta e del sottobosco: ciliegia, prugna, ribes, mirtilli e more. Subito dopo si afferma in modo dominante il varietale sentore di pepe nero, insieme ad altre variazioni di matrice speziata. Sottofondo fumé. Sintomi floreali ed umori vegetali anticipano di poco le costumanze terziarie di liquirizia, tabacco, cacao e china. In bocca esordisce un sorso avvolgente, materico, strutturato, complesso sensuale e dinamico. Gusto teso, fine, aristocratico, rotondo, glicerico, profondo e sapido. Tannini perfettamente cesellati. Longevità tutta ancora da scoprire. Chiosa finale decisamente piccantina, persistente ed edonistica. Da abbinare ad un piatto di pasta al ragù e formaggi pecorini laziali.

 

Sede a Le Ferriere di Aprilia (Lt) – Strada Cisterna-Nettuno

Tel. 06 92902530 – Fax 06 92900212

[email protected]www.casaledelgiglio.it

Marzo 2022

Cantina Casale del Giglio
Cantina Casale del Giglio

di Antonella Amodio

Di storia ne ha tanta da raccontare Casale del Giglio, l’azienda vinicola con sede a Ferriere, nel Comune di Aprilia (provincia di Latina) circa 50 km a sud di Roma.

Correva l’anno 1967 quando Dino Santarelli, in quell’area così poco esplorata per la viticoltura, decise di produrre vini.

Paolo Tiefenthaler e Antonio Santarelli - Casale del Giglio
Paolo Tiefenthaler e Antonio Santarelli – Casale del Giglio

E bisogna fare un salto ancora più indietro nel tempo per conoscere da dove ha origine una delle cantine più belle d’Italia. Nel 1914 viene costituita da Emidio, Isidoro e Antonio, ad Amatrice, la “Berardino Santarelli & Figli”, che si occupa del commercio di vini e olii.

Col tempo, la famiglia si trasferisce a Roma e rileva l’attività della famiglia Grifoni, risalente all’800 e dedita alla vendita di vino nel locale storico, ancora oggi della famiglia Santarelli, che ha sede nel Palazzo Capranica, costruito nel 1451.

Casale del Giglio nasce proprio da lì, dalla volontà di produrre vini personali, affiancando le produzioni italiane e internazionali in vendita nella storica Enoteca.

Nel 1985 Dino, con il figlio Antonio, ha dato vita a un progetto di ricerca e sperimentazione che poneva a dimora sui propri terreni ben 57 diversi vitigni sperimentali, sia italiani che internazionali. Un progetto al quale hanno collaborato ampelografi e ricercatori universitari, dei quali diviene interprete e figura chiave l’enologo dell’azienda Paolo Tiefenthaler, creatore, fin dall’inizio, di tutti i vini aziendali.

Uno studio importante, che ancora oggi è in corso, che dimostra come solo alcune varietà siano idonee per i terreni e il clima dell’ Agro Pontino.

L’attenzione anche alla tipicità dei vitigni autoctoni del Lazio ha portato alla riscoperta di varietà che erano quasi scomparse, come il Bellone di Anzio, la Biancolella di Ponza, il Cesanese di Affile e di Olevano Romano e il Pecorino di Amatrice/Accumoli in provincia di Rieti.

Oggi, la cantina conta 180 ettari e i suoi vini rappresentano il Lazio nel mondo, coprendo mercati importanti dove le sue bottiglie sono presenti nelle carte dei vini dei più rinomati ristoranti.

Vini affascinanti per varietà e tipicità, dove il valore aggiunto è dato dalla storia della famiglia Santarelli, che ci ha creduto fin dall’inizio e i cui vini da decenni sono premiati dalla critica enologica mondiale.

Una gamma di vini e varietà che conta 21 referenze, tutte di altissimo spessore. Personalmente ne segnalo tre, che ritengo in questo momento rappresentare la massima qualità di ciò che Casale del Giglio produce. Tre vini che guardano lontano, al futuro, dove il tempo è il maggiore alleato per fare esaltare il territorio ed il vitigno.

Satrico, Mater Matuta, Radix Bellona - Casale del Giglio
Satrico, Mater Matuta, Radix Bellona – Casale del Giglio

Radix Bellone Lazio Bianco IGT 2016

Macerazione delle uve in tonneaux e passaggio in anfora per questo vino ottenuto dalla varietà antica di uve bellona. Dal colore giallo paglierino luminoso e dai profumi floreali incorniciati in nuance di macchia mediterranea. Fresco e salino all’assaggio, molto verticale e con ottima chiusura. Gran bel vino.

Vigneto sperimentale - Casale del Giglio
Vigneto sperimentale – Casale del Giglio

Mater Matuta Lazio Rosso IGT 2010

Syrah 85% e Petit Verdot 15%. Le uve fermentano separatamente. Dal colore rubino con unghia granata, compatto. Ampio spettro aromatico giocato su note scure come il caffè, la prugna, il tabacco e la carruba. Sorso avvolgente e di grande equilibrio, con tannini integrati e con lunga persistenza. L’annata in corso, la 2015, mostra gioventù e palesa lunga vita davanti.

 

Satrico Bianco Lazio IGT 2021

40% Chardonnay, 40% Sauvignon e 20% Trebbiano Giallo. Luminoso nella tonalità giallo paglierino. Profumi di pesca ed albicocca lasciano spazio in seconda battuta alla buccia di mandarino e alla felce. All’assaggio emerge freschezza, salinità e verticalità. Chiusura lunga e appagante. Un vino dall’ottimo rapporto prezzo/qualità.

 

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