“Comunicare al massimo livello”: il dibattito tra i giornalisti a LSDM 2019

26/10/2019 660
dibattito tra i giornalisti a LSDM 2019
dibattito tra i giornalisti a LSDM 2019

di Floriana Barone

Sei giornalisti di rilievo del settore enogastronomico italiano si sono confrontati sul palco di LSDM sul tema “Comunicare al massimo livello”, moderati da Guido Barendson (La Repubblica). Luigi Cremona (Porzioni Cremona, Touring Club ed Emergente), Paolo Marchi (Identità Golose), Antonella De Santis (Gambero Rosso), Giuseppe Cerasa (le Guide di Repubblica), Carlo Ottaviano (Il Messaggero) e Federico De Cesare Viola (direttore editoriale di Food&Wine Italia) hanno analizzato insieme questioni attuali, parlando anche di nuovi progetti.

Luigi Cremona ha trascorso gli ultimi quindici anni alla ricerca di giovani chef emergenti, introducendo successivamente i premi per le categorie di pizza chef e sala. “Con il passare del tempo ho visto crescere la cultura – ha raccontato Cremona -: inizialmente, negli anni Novanta e nel Duemila si affacciavano a questo mondo ragazzi provenienti dall’alberghiero o da famiglie di ristoratori, mentre, negli ultimi anni, è diventata una scelta, intrapresa anche da laureati con una formazione diversa”. “Oggi i giovani chef sono più preparati, il livello si è alzato e anche chi non raggiunge la finale di Emergente arriva alla stella Michelin – ha aggiunto il giornalista -. Bottura forse oggi è il migliore: la meritocrazia esiste ed è anche applicata, però spesso privilegiamo alcuni valori rispetto ad altri”. “Noi giornalisti abbiamo il dovere di far capire che esistono anche altri elementi fondamentali in questo settore, come la solidità economica e aziende serie con centinaia di dipendenti che fatturano per il bene dell’Italia”, ha precisato Cremona.

Paolo Marchi ha avviato una riflessione importante: “Il nostro lavoro è ancora considerato un ‘giornalismo di serie B’, non perché siamo scadenti, ma perché gli altri ci vedono così”, ha spiegato sul palco. “La comunicazione è degenerata perché non siamo presi in considerazione – ha detto Marchi -. E i giornalisti della critica gastronomica non li hanno mai pagati”. “Tornando al discorso dei ristoranti, non bisogna mai vergognarci di dire che esistono i numeri uno – ha continuato il giornalista -. Molto spesso, poi, dobbiamo separarci dalle pubbliche relazioni dei ristoranti, che trovo un po’ pesanti, unite anche al fenomeno dei social”. “Il problema è che nove su dieci influencer ragionano su inviti e il luogo recensito diventa il più bello del mondo – ha concluso Marchi -. Si tratta figure ibride tra pr e giornalista e non sai mai se quello che scrivono corrisponde alla verità o se vengono pagati per scriverlo”.

dibattito tra i giornalisti a LSDM 2019
dibattito tra i giornalisti a LSDM 2019

“Il Gambero ha fatto storia e ha contribuito a creare il giornalismo enogastronomico – ha spiegato Antonella De Santis -. Faccio parte della generazione successiva e con il mio gruppo di lavoro cerchiamo di portare avanti un rinnovamento, di andare incontro alle dinamiche attuali che passano per il web, facendo fede a un’idea di giornalismo seria, composta e autorevole, compito oggi non semplice”. Nel mondo del Gambero di viaggia su due canali principali: i contenuti e gli strumenti a disposizione, come il sito, il mensile, la web tv, la televisione e le guide. “Il lavoro più delicato è quello di bilanciare i contenuti che fanno bene a questo settore e fanno numero e quelli che ti danno credito – ha precisato la giornalista -: non è un lavoro veloce, ma sta portando grandi soddisfazioni”.

Giuseppe Cerasa ha posto l’attenzione sulle sue guide, che in un anno hanno raggiunto quota 1 milione di copie vendute in tutt’Italia. “Le Guide non devono essere prodotte per compiacere qualcuno, ma per rendere un servizio utile a chi le compra”, ha spiegato il direttore de “Le Guide di Repubblica”. Ecco perché Cerasa ha fatto un ragionamento su una guida territoriale, introducendo la metodologia di un racconto esperienziale, in cui è rilevante tutto quello che un territorio produce in termini di cultura. “Noi raccontiamo storie, cultura e persone e adesso stiamo lavorando bene anche sui temi dei quartieri e dei parchi – ha spiegato Cerasa -. Lo facciamo cercando sempre di aumentare la qualità dei nostri prodotti e utilizzando la nostra collaudata impronta giornalistica: nessun social, nessun influencer può sostituire un racconto vero”.

“Cosa facciamo nel nostro settore per formare i giovani e garantire loro un futuro? Stiamo andando alla deriva”, ha detto il giornalista Carlo Ottaviano a LSDM. “Esistono colleghi più giovani costretti a pubblicare articoli su un giornale pagati 5 euro a pezzo, che poi lavorano anche come comunicatori e giornalisti che fanno comparsate a pagamento”, ha aggiunto Ottaviano, configurandolo come un limite degli editori. Ottaviano ha lanciato poi un appello ai colleghi: quello di tutelare i ragazzi che si affacciano in questo settore anche di fronte agli introiti.

Federico De Cesare Viola ha presentato “Food&Wine Italia”, una startup che poggia su quarant’anni di storia della nota rivista statunitense: il primo numero è stato lanciato a dicembre 2018. “Abbiamo coperto una fetta di mercato che in questo momento non esisteva – ha spiegato il direttore editoriale -: per il 30% dei contenuti attingiamo ai numeri americani e per il 70% le produzioni sono nostre. Abbiamo  preso una decisione rilevante: insieme ai collaboratori scegliamo i contenuti sulla rivista”. “Oggi in Italia manca proprio la possibilità di fare delle scelte – ha proseguito Federico De Cesare Viola -, di non parlare di determinati argomenti: ci troviamo in un treno di comunicazione obbligata. Abbiamo partnership e investitori soprattutto negli Usa, ma stiamo cercando di tenere una linea editoriale diversa, scegliendo storie che i lettori hanno voglia di leggere”.

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Photo Credits Alessandra Farinelli

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