Coulée de Serrant di Nicolas Joly tra presente e passato

19/12/2017 1.3 MILA
Coulee de Serrant tra presente e passato
Coulee de Serrant tra presente e passato

di Monica Bianciardi
La collina della Coulée de Serrant di Nicolas Joly è sicuramente uno dei maggiori esempi  per la coltivazione biodinamica mondiale.

Coulee de Serrant tra presente e passato
Coulee de Serrant tra presente e passato

Un luogo simbolo a cui si deve il merito di aver fatto conoscere uno dei più grandi vitigni da invecchiamento: lo Chenin Blanc. Ripida ed esposta al sole la Coulée de Serrant guarda verso il vicino fiume Loira che da ovest attraversa tutta la regione; spazio verde tra colline vitate che seguono il corso del fiume Loira. Appezzamenti contigui di appena 7 ettari da cui si ottengono circa 25000 bottiglie che poggiano su terreno scistoso e ricco di quarzi bianchi e blu. Lo Chenin Blanc fu impiantato nella Loira dai  monaci Cistercensi che per primi selezionarono i vitigni. Da allora la famosa collina della Coulée de Serrant  è sempre stata utilizzata per la coltivazione della vite. Le viti hanno un’età media di 40 anni che in alcuni filari raddoppiano arrivando fino ad 80 anni di età. Il luogo appena sfiorato dal passare del tempo e dalla modernità, sembra essersi fermato in un era indefinita. Suoni sommessi,  profumi di erba umida,  pullulare di vita in cui insetti ed animali scandiscono un ritmo circadiano in cui non entrano rumori o luci artificiali ad alterarne il naturale percorso. La Loira scorre silenziosamente su un lato della vallata, per la gestione dei vigneti data la forte pendenza vengono utilizzati  i cavalli ancora oggi. Un antico monastero che si trova in basso confinante con la collina della Coulée de Serrant con tetti scuri  spioventi e dalla spessa recinzione in pietra, incute una sottile soggezione. Immobile scuro simbolo di un periodo cupo della Francia poi dichiarato monumento storico nazionale.

Coulee de Serrant tra presente e passato
Coulee de Serrant tra presente e passato

Dalla sommità della collina non è difficile capire perché Nicolas Joly, proprietario e vigneron del Domaine ha introdotto i principi di Stainer nella conduzione dei propri vigneti sostenendo la biodinamica come unico modo possibile per la coltivazione e la produzione dei propri vini. Il Savennieres ad ovest della Valle della Loira è un luogo soleggiato battuto da venti oceanici con una grande escursione termica. La vicinanza del grande fiume  crea un microclima particolarmente favorevole alla coltivazione della vite, infatti determina un attecchimento della Botris Cinerea sui grappoli maturi e favorisce l’insorgere di nuovi sapori ed aromi nelle uve a bacca bianca. I vini sono tutti a base di Chenin Blanc; bianchi solo nell’aspetto possiedono tempra e carisma di un rosso strutturato. Queste caratteristiche gli provengono da rese bassissime e vinificazioni con fermentazione spontanee molto lente. La Coulée de Serrant esegue un passaggio in doppia barrique di rovere da 500 litri usate e in un affinamento per 6/8 mesi sulle fecce fini negli stessi contenitori.

Un viale sterrato costeggiato da alti alberi passa in mezzo ai vigneti unendo la collina della Coulée de Serrant alla Villa storica che si staglia sullo sfondo.

Tasting notes

La Coulée de Serrant anche se con notevoli differenze a seconda delle annate risulta essere cangiante negli aromi e nei profumi con il passare dei minuti; sensibile al variare della temperatura tra le vecchie annate si trovano delle espressioni di grande longevità e carisma. Vini che potrei definire più da meditazione che da abbinamento e che sicuramente necessitano di piatti strutturati dotati di notevole aromaticità.

Due mondi separano le annate più vecchie da quelle recenti. Nelle vendemmie più datate una struttura più snella e tagliente offre dei vini di grande eleganza, accentuata dalla lunga evoluzione in bottiglia. Nelle annate più recenti i vini risultano appesantiti da un tenore alcolico elevato, maggiore glicerina, risultando opulenti e ricchi di estrazione, cambiamento in parte dovuto ad una maggior percentuale di uve Botrizzate, utilizzate probabilmente per gestire la grande acidità e donare maggior  immediatezza.

Clos de Coulée de Serrant 1988

Bottiglia aperta con qualche ora di anticipo che risplende di uno smagliante dorato. Profumi prorompenti di agrumi gialli, cedro, susine, scorza di arance candite, tocco mielato, balsamico, erbe officinali. Aprendosi si aggiungono tocchi di paglia fresca e funghi. Olfatto in continuo movimento si apre in maniera esponenziale ad ogni giro di bicchiere. Il palato straordinariamente agile è dotato di una progressività incontenibile e reso tagliente da un’ampia freschezza. L’agrume riemerge nel finale asciutto e sorprendemente lungo.
Clos de la Coulèe de Serrant 1995

Il colore varia assumendo una tonalità ambrata intensa. Profilo olfattivo fumoso, sabbia umida e conchiglia tritata. Ossigenandosi nel bicchiere libera un intenso floreale, di gelsomino, camomilla a cui segue un tocco resinoso di cera d’api e foglia di tè macerato. Salendo di temperatura arrivano con irruenza gli agrumi, pompelmo, buccia di arancio; cambia ancora e ritornano sensazioni di terra e sale. Al palato potente con giusta dose di avvolgenza. Sembra non finire mai, sale e lime si alternano in una giostra di sapori infinta, rimane una scia di liquirizia e la voglia di sentire ancora ciò che la precede.

Coulee de Serrant tra presente e passato 1995
Coulee de Serrant tra presente e passato 1995

Clos de la Coulée de Serrant 1996

Colore ambra scura e consistenza aumentata. Nota alcolica più evidente che inizia con eterei di smalto e vernice. Il frutto è più dolce e maturo, albicocca disidratata, mela cotogna e fiori d’arancio. All’assaggio si compone di un frutto giallo polposo e maturo, canditi e scorza di lime. Corpo struttato e dalla freschezza smorzata da un’apporto glicerico avvolgente resta tuttavia ben slanciato su un finale lungo e sapido. Meno entusiasmante degli altri è comunque dotato di bella piacevolezza.

Clos de la Coulée de Serrante 1997

Colore brunito ambrato. Olfatto con note di ossidazione evidenti in cui stentano a manifestarsi altri aromi odorosi. Ceralacca frutta secca e surmatura con tocco fumoso e torrefatto. In bocca è morbido non supportato da adeguata freschezza, monotono, la bevibilità è ridotta ai minimi termini.

Clos de la Coulée de Serrant 2013

Colore marcatamente ambrato scuro ed intenso. Profumo che inizia con sensazioni medicinali, iodio, erba secca, frutta disidratata, smalto. Palato avvolgente dove la parte fresca è smorzata da un elevato apporto glicerico in cui la nota caratteristica è data da una sensazione dolce e buccia di mela caramellata, finale amarognolo, persistenza ridotta, mancante di sufficiente propulsività.

Colore oro più vitale per il Clos de la Coulée de Serrant 2015. Nonostante un grado alcolico elevato dimostra  più slancio e freschezza. Olfatto con frutto maturo di melone bianco miele, canditi, lime fiori di arancio. In bocca ha una discreta progressione spinta dalla freschezza e dalla spalla sapida in cui tuttavia spunta la calda nota alcolica ed apporto glicerico generoso.

Coulee de Serrant tra presente e passato - 2013
Coulee de Serrant tra presente e passato – 2013
Coulee de Serrant tra presente e passato 1998
Coulee de Serrant tra presente e passato 1988
Coulee de Serrant tra presente e passato - 1997
Coulee de Serrant tra presente e passato – 1997

 

Coulée de Serrant di Nicolas Joly

Un commento

    Enrico Malgi

    (19 dicembre 2017 - 09:53)

    Bravissima Monica. Tutto perfetto.

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