Francesco Calò Pizzaiolo dell’Anno 50 Top Pizza 2026
Da Via Toledo Enopizzeria a Vienna ad Avenida Calò a Roma: Francesco Calò, Pizzaiolo dell’Anno 50 Top Pizza 2026 e al sesto posto nella classifica Italia, lo abbiamo intervistato a margine della cerimonia di premiazione di 50 Top Pizza Italia 2026.
Abbiamo visto Chiara ritirare sul palco il premio di Pizzaiolo dell’Anno 2026. Cosa hai provato nel vedere tua moglie rappresentarvi in un momento così importante? Quanto questo riconoscimento appartiene anche a lei?
Chiara ama vivere dietro le quinte, non per timidezza, perché è un vulcano, una forza della natura. Mi ha sempre accompagnato in ogni passo, in ogni sfida, senza mai cercare i riflettori. Ieri, purtroppo, non ho potuto essere presente ed è salita lei su quel palco al posto mio. In quel momento ho capito, ancora una volta, chi ho al mio fianco. Mi sono emozionato profondamente: è il mio pilastro, la mia roccia, nella vita e nel lavoro, anche se operiamo su fronti diversi dello stesso progetto. Questo premio è mio tanto quanto è suo. Ha creduto in me quando nessun altro lo faceva, fin dal primo giorno, senza mai smettere di sostenermi.
Il titolo di Pizzaiolo dell’Anno è il più importante riconoscimento individuale che un professionista possa ricevere. Oltre al prestigio, porta con sé una grande responsabilità. Lo vivi come il coronamento di un percorso o come l’inizio di una nuova sfida?
Non ho vergogna a dirlo: ho pianto. Lacrime vere, di orgoglio, di fatica, di anni di sacrifici che finalmente trovano un senso. Ma questo non è un traguardo. È l’inizio di qualcosa di ancora più grande. Sono uno sportivo nell’anima e non mi accontento mai: la mia vera sfida è battere l’uomo che ero ieri. Questo premio non è un punto d’arrivo da esibire, ma una responsabilità che sento addosso. È un fuoco che mi spinge a lavorare ancora di più e a non fermarmi mai.
Avenida Calò ha aperto a Roma nel dicembre 2024 e in meno di due anni è diventata una delle pizzerie più apprezzate d’Italia. Ti aspettavi una crescita così rapida?
Voglio essere sincero: sono tornato in Italia con una visione molto chiara. Le basi erano state costruite negli anni trascorsi all’estero, ma appena arrivato ho scelto di azzerare tutto. Ho lasciato alle spalle i successi conquistati e sono ripartito con la fame del primo giorno. Guardando a quello che è successo in così poco tempo sembra quasi un sogno, ma è anche la dimostrazione che quando visione, disciplina e lavoro quotidiano camminano insieme, i risultati arrivano.
50 Top Pizza vi segue fin dai tempi dell’esperienza in Austria. Quanto è stato importante dare continuità a quel percorso e trasferire a Roma la vostra idea di pizza e di ospitalità?
È stato fondamentale. 50 Top Pizza ha creduto in me quando lavoravo all’estero e ha seguito la mia crescita negli anni. I risultati ottenuti in Europa e in Asia non sono arrivati per caso. Ma l’Italia rappresenta un’altra sfida. Non mi sono limitato a trasferire ciò che avevo costruito in Austria: ho ripensato tutto. Quando abbiamo aperto Avenida Calò, ogni dettaglio è stato progettato per raccontare la nostra identità, la nostra storia e il sogno di ciò che volevamo diventare.
Oggi Avenida Calò è considerata uno dei punti di riferimento della pizza napoletana contemporanea a Roma. Qual è stato l’elemento che ha fatto davvero la differenza?
Credo la nostra visione. Abbiamo sempre avuto un approccio internazionale e senza compromessi. Fin dall’inizio abbiamo creduto che la pizza potesse essere un’esperienza gastronomica completa, degna di una grande tavola. Ogni scelta, dall’impasto al servizio, è nata con questa convinzione.
Roma è una città con una cultura della pizza radicata e con un livello di competizione altissimo. Qual è stata la sfida più difficile?
Ripartire da zero. Inserirsi in un quartiere residenziale di Roma Nord senza scorciatoie e senza poter contare sui risultati ottenuti all’estero. Qui i premi non bastano: bisogna conquistare ogni cliente con il lavoro quotidiano. Ho dovuto ricostruire tutto, un centimetro alla volta, con la stessa determinazione di chi ricomincia davvero.
A chi dedichi questo riconoscimento?
Lo dedico con tutto il cuore a un amico vero e a un sostenitore instancabile, Antonio Giaccoli, che purtroppo ci ha lasciati troppo presto. Ci siamo conosciuti nel 2017 e da allora è stato uno dei miei più grandi tifosi. So già cosa mi direbbe oggi, con il suo sorriso: “Te l’ho sempre detto che sei il numero uno.” Questo premio è anche suo.

