Genuini Cilento a San Mauro Cilento: il ritorno nella casa delle ricette dimenticate
di Ornella Buzzone
Ci sono luoghi che non si esauriscono in un solo racconto. Puoi tornarci più volte e accorgerti che, pur restando fedeli alla propria identità, riescono ancora a mostrarti qualcosa di diverso.
Genuini Cilento è uno di questi.
Ne avevo già scritto in passato, raccontando la storia della famiglia Mazzarella e di questa antica dimora di San Mauro Cilento trasformata in un luogo dedicato all’ospitalità e alla cucina del territorio. Tornarci oggi significa ritrovare la stessa atmosfera, ma anche osservare come il progetto stia continuando il proprio cammino attraverso Leonardo Mazzarella, che segue la sala e l’accoglienza, e Carmela Baglivi, custode di un patrimonio gastronomico che rischierebbe altrimenti di scomparire.
Io Carmela la chiamo da sempre “la regina delle ricette cilentane”.
Non è una definizione scelta per stupire. Nasce da ciò che ho imparato conoscendola e osservandola lavorare. Carmela ha portato la cucina cilentana anche fuori dai suoi confini e, dopo tante esperienze, continua a preparare gli stessi piatti con la naturalezza di chi non ha bisogno di costruire un personaggio. Cucina quello che conosce, ciò che ha studiato e raccolto negli anni, mantenendo vivi gesti e preparazioni ormai difficili da incontrare nei ristoranti.
L’esperienza da Genuini comincia prima ancora di arrivare.
Bisogna attraversare San Mauro Cilento, osservare la piazzetta, il bar del paese, le persone che si salutano e le strade strette che accompagnano verso Palazzo Mazzarella. Poi si arriva davanti a questa casa antica, affacciata sulle colline, con il mare che si scorge in lontananza.
Il paesaggio cambia con la luce. Di giorno si distinguono le montagne, gli orti e il profilo della costa. La sera tutto diventa più silenzioso e raccolto.
Il palazzo è la vecchia casa della famiglia Mazzarella, lasciata volutamente con i segni che il tempo ha inciso sui muri. Non è stata cancellata la sua età e non si è cercato di renderla perfetta. Le pareti, gli oggetti, le fotografie e i mobili raccontano chi ha vissuto qui. È una dimora che conserva la propria storia senza trasformarla in una ricostruzione artificiale.
Le sale accolgono complessivamente circa cinquanta o sessanta persone, ma la sensazione rimane quella di essere entrati in una casa. Sui muri si rincorrono i ricordi dei Mazzarella, mentre Giancamillo continua ad aggiungere nuovi capitoli attraverso i suoi racconti e gli aneddoti legati alla famiglia.
È facile ritrovarsi ad ascoltarlo, magari con un bicchiere di vino davanti, mentre la cena procede senza fretta.
Il mio legame con Carmela nasce molto prima di questa cena.
Circa dieci anni fa, proprio grazie a lei, ho imparato a preparare alcuni dei piatti più importanti della cucina cilentana: le melanzane ’mbuttunate, i fusilli tirati al ferretto, il ragù, gli straccetti di carne con i fichi, il cannolo cilentano e la scarola imbottita.
Quest’ultima è una ricetta antica, laboriosa, sempre più difficile da trovare. La scarola viene riempita, legata e cotta con quella pazienza che un tempo apparteneva alla cucina quotidiana. Oggi molte di queste preparazioni stanno scomparendo dalle tavole, perché richiedono tempo e una conoscenza che raramente viene trascritta. Sono ricette imparate osservando, ripetendo i gesti e ascoltando chi le preparava prima di noi.
Da Carmela non impari soltanto le dosi. Mentre impasta o riempie una verdura, arriva sempre la storia di un ingrediente, il ricordo di una famiglia o la spiegazione del motivo per cui quel piatto si faceva proprio in un determinato periodo dell’anno.
Ritrovare oggi quelle stesse ricette nel percorso di Genuini Cilento ha per me un significato particolare. È come rivedere a tavola una parte del mio cammino in cucina e ricordare quanto sia stato importante incontrare persone disposte a condividere il proprio sapere.
Da Genuini Cilento il menu cambia. Cambiano le verdure, i primi, la carne e le ricette, seguendo quello che gli orti e la stagione rendono disponibile.
La cena comincia con una lunga sequenza di assaggi. Arrivano i salumi, i formaggi, le verdure raccolte nei terreni di famiglia e cucinate in modi diversi. Ci sono le melanzane ’mbuttunate, i contorni preparati con ciò che offre l’orto e le piccole pizze cilentane condite con il pomodoro e il cacioricotta.
Sono piatti che non cercano effetti speciali. Hanno il sapore del pane, dell’olio, delle conserve e delle verdure cucinate lentamente.
La pasta è fatta in casa da Carmela. Fusilli, lagane, cavati: ogni formato conserva il gesto delle mani e il tempo necessario per lavorarlo.
Questa volta ho ritrovato il mio piatto preferito in assoluto: i fusilli cilentani con il ragù. La pasta tirata al ferretto trattiene il sugo, preparato con una cottura lunga e lenta, capace di riempire la sala con il suo profumo ancora prima che il piatto arrivi a tavola.
Tra le ricette più conosciute di Carmela ci sono anche lagane e ceci, espressione di quella cucina cilentana costruita con ingredienti semplici e con una grande capacità di trasformarli.
Per secondo sono arrivati gli straccetti di carne con i fichi, uno dei piatti che associo maggiormente a Carmela. Il sapore della carne incontra la dolcezza naturale dei fichi senza diventare stucchevole. In altri periodi si possono trovare salsicce e patate oppure preparazioni legate alla disponibilità del momento.
Qui il menu non viene forzato per essere sempre uguale. È la cucina ad adattarsi alla terra.
Anche il finale segue il carattere della casa.
Tra i dolci di Carmela, il cannolo cilentano resta uno dei più buoni che abbia mai mangiato. Una cialda friabile racchiude la doppia crema, bianca e al cioccolato. È un dolce semplice all’apparenza, eppure capace di riportare alla mente le feste in famiglia e i vassoi preparati in casa.
Ad accompagnare la cena c’è il vino del territorio, quello di casa, servito senza cerimonie. Alla fine arrivano i liquori preparati da Giancamillo: liquirizia, finocchietto, limoncello e altre bottiglie nate dalla sua voglia di sperimentare con profumi, erbe e frutti locali.
È spesso proprio in questo momento che la cena si allunga. Si continua a parlare, Carmela passa tra i tavoli, Giancamillo aggiunge qualche altro aneddoto e Leonardo segue la sala con un’accoglienza spontanea.
Da Genuini Cilento viene effettuato un solo turno a sera. Una scelta importante, perché consente agli ospiti di restare a tavola senza guardare continuamente l’orologio.
Il servizio è semplice e familiare. Carmela esce dalla cucina, si avvicina ai tavoli, spiega una ricetta e ascolta i commenti. Non esistono distanze costruite né formalità inutili. Si mangia, si conversa e si lascia che la serata segua il proprio ritmo.
Forse è proprio questa libertà a rendere Genuini Cilento un’esperienza diversa.
Per qualche ora si entra nella vita di una famiglia, dentro un palazzo che porta ancora sui muri i segni delle generazioni che lo hanno abitato. Si assaggiano ricette che appartengono alla memoria del territorio e si scopre che la cucina cilentana può ancora essere profondamente contemporanea, senza cambiare la propria natura.
Quando si esce, San Mauro Cilento è quasi sempre silenzioso. Il mare resta in lontananza e le luci del paese accompagnano la strada del ritorno.
Ed è in quel momento che nasce già il desiderio di tornare. Perché la prossima volta l’orto avrà dato verdure diverse, Carmela avrà scelto un’altra ricetta e Giancamillo avrà sicuramente una nuova storia da raccontare.
Genuini Cilento
Vicolo Serra, 3 – San Mauro Cilento (SA)
Tel. 335 830 5046
Costo medio: circa 40-45 € a persona | Solo su prenotazione
Scheda del 19 agosto 2025
Genuini Cilento: tradizione, memoria e sapori autentici
di Ornella Buzzone
Tutto è iniziato con una telefonata. Era Autari, il nipote più grande, che mi annunciava di aver ristrutturato la casa del nonno a San Mauro Cilento per trasformarla in un luogo speciale: un ristorante capace di riportare in vita le ricette della tradizione cilentana. Così, mi sono messa in viaggio verso questo borgo autentico, dove la vita scorre lenta tra una pescheria, una macelleria e un bar: poche realtà che custodiscono ancora l’essenza della comunità.
La prima volta che andai da Genuini era il 2016, insieme a un gruppo di appassionati foodblogger in giro per il Cilento. Proprio in quell’anno la struttura iniziava a prendere forma: i primi turisti stranieri desideravano non solo gustare, ma imparare a cucinare i piatti cilentani, vivendo un’experience completa tra mare, collina, orti, apicoltura e casearia. Qui tutto fa rete, tutto si unisce nel piatto: la pasta di Carmela, il formaggio dei caseifici locali, la soppressata della tradizione.
San Mauro Cilento, con le sue due frazioni: Casal Soprano e Casal Sottano, custodisce radici medievali e racconta storie di famiglie che hanno tramandato saperi di generazione in generazione. Passeggiando tra i suoi vicoli si respira il tempo lento, lo stesso che ritrovi all’interno di Genuini Cilento, ospitato in una dimora storica del 1400.
Una casa che ha mantenuto i colori, i mobili, la struttura originale: entrando, sembra di fare un salto indietro nei secoli. Sulle pareti sono impressi racconti e ricordi della famiglia Mazzarella: foto in bianco e nero, l’albero genealogico che parte dal bisnonno fino ai giovani di oggi, testimonianze di un legame indissolubile con la propria terra.
Il cuore pulsante di questo progetto è Carmela Barglivi, cuoca conosciuta e amata in tutta la zona per essere custode e divulgatrice delle tradizioni cilentane.
Con le sue mani riporta il Cilento nei piatti, trasformando ogni ricetta in memoria viva. Accanto a lei c’è Gian Camillo Mazzarella, che tanti anni fa decise di abbandonare la vita frenetica da dentista a Napoli per dedicarsi a un’esistenza lenta, fatta di natura, mare e radici. Insieme ai figli Autari, Luca e Leonardo, hanno creato una realtà unica, capace di attrarre viaggiatori da ogni parte del mondo.
Sedersi ai tavoli in legno di Genuini, tra mobili recuperati e pareti che raccontano storie, significa vivere un’esperienza che va oltre il semplice mangiare. Significa condividere risate, ricordi, racconti di famiglia, accompagnati da piatti che custodiscono la memoria di un territorio.
Il menù che ho assaggiato ieri sera è stato un vero viaggio nei sapori del Cilento:
Tagliere di salumi dell’azienda, la celebre mozzarella nella mortella, avvolta in foglie di mirto che sprigionano profumi intensi.
Pizza fritta cilentana con sugo e cacioricotta, semplice ma irresistibile.
Melanzane alla cilentana, imbottite con pane raffermo, formaggio, uova ed erbe, poi cotte lentamente nel sugo: un piatto povero che diventa ricchezza.
Crostini con formaggio e pomodori secchi, perfetti da accompagnare a un calice di vino locale.
Calamarelle fritte con sale e pepe, croccanti fuori e tenerissimi dentro, con il sapore autentico del mare. Fusilli alla cilentana di Carmela, simbolo della serata: pasta fresca lavorata a mano e condita con un sugo cotto oltre otto ore, denso e profumatissimo.
Braciole immerse nello stesso sugo, con carne morbidissima che si scioglie in bocca.
Insalata di campo, fresca e aromatica, a dare respiro al palato.
Liquori della casa al finocchietto, agli agrumi e alla liquirizia, prima del gran finale con la pizza dolce cilentana, classica torta di pan di Spagna farcita con crema e ricoperta da naspro, glassa tipica della tradizione.
Da Genuini Cilento non si cena soltanto: si vive un’esperienza fatta di tradizioni, memorie e condivisione. È un ritorno alle origini, un invito a rallentare, ad assaporare lentamente, a lasciarsi guidare dai racconti di una famiglia che ha fatto della propria storia un patrimonio da condividere.
In quella dimora del 1400, che ha conservato i suoi colori, i mobili e la sua anima autentica, il Cilento si racconta con la voce di Carmela, con la memoria di Gian Camillo e con l’entusiasmo dei giovani Mazzarella. È qui che si comprende quanto sia prezioso ritrovare il gusto del tempo perduto.
Ospitalità, cordialità, storia e buon cibo: questo è ciò che trovi in questo piccolo borgo se varchi la casa di Gian Camillo Mazzarella, un settantenne instancabile, che ama le sue origini e custodisce con orgoglio le ricette e le storie di questa terra lenta e favolosa.
Costo tra i 40 e i 50 euro, menu fisso.
Genuini Cilento
Vicolo Serra, 3, 84070 San Mauro Cilento – Sa
Tel: 393358305046
Scheda del 29 giugno 2024
Sospesi tra storia e bellezza: a cena da Genuini Cilento, “casa museo”
di Tonia Credendino
Passeggiando per le antiche vie di San Mauro Cilento, si respira un’atmosfera senza tempo, tra monumenti, scorci suggestivi e un susseguirsi di palazzi e dimore storiche tutte da scoprire. Dietro le loro severe facciate, infatti, si celano meravigliosi ambienti dal fascino antico che in alcuni casi sono stati valorizzati e riportati a nuovo splendore diventando location accoglienti e esclusive.
Proprio al centro del piccolo paese, tra il bar storico e la piccola piazzetta si trova Palazzo Mazzarella, edificato alla fine del tredicesimo con funzione militare.
Con la caduta dell’Impero Romano d’Oriente nel quindicesimo secolo, parte delle famiglie nobili di Costantinopoli si trasferirono nel Cilento dove era presente la Chiesa ortodossa, tra queste famiglie arrivò a san Mauro, anche la famiglia “Mazza “soprannominati gli elleni (mazza o ellen= mazzarella).
Da quel momento divenne residenza nobiliare e dopo una serie di ristrutturazioni avvenute nel corso dei secoli si è arrivati alla conformazione attuale, tutt’oggi residenza della Famiglia Mazzarella, dove Autari, primogenito della famiglia, appassionato delle tradizioni cilentane, ha deciso di aprire le porte della vecchia casa dei nonni a chiunque voglia conoscere e vivere la vera realtà locale.
Nelle sale adiacenti l’antico forno, nasce il progetto Genuini Cilento, un ristorante che porta in tavola la tradizione culinaria cilentana attraverso piatti che racchiudono tutto il legame con il territorio, un ambiente raffinato ed elegante, un luogo che non dimentica la schiettezza dell’autenticità.
I Mazzarella hanno aperto le porte della loro fortezza per cene, aperitivi ed eventi al tramonto all’insegna della bellezza e della convivialità, ma anche workshop, cooking class, laboratori e passeggiate alla scoperta di erbe spontanee, miele, olio e formaggi caprini, un modo semplice per far conoscere un pezzo di storia, un’opportunità di incontro e di confronto anche culturale con ospiti provenienti da tutto il mondo, che spesso sono pittori, scultori, fotografi, collezionisti d’arteinnamorati della costa cilentana.
L’anima e il cuore di Genuini Cilento è Carmela Baglivi, esperta e studiosa della cucina cilentana, una passione nata ascoltando le ricette della sua terra ed i consigli degli anziani su come rendere un piatto più gustoso.
Per Carmela l’importanza della dieta mediterranea va oltre il semplice aspetto nutrizionale, protagonisti sono i piatti poveri e genuini composti da pochi e semplici ingredienti, secondo il principio del “non si butta via niente” della cucina cilentana.
“La mia peculiarità è far parlare ogni piatto” – mi racconta Carmela – “Ai miei allievi provenienti dal Giappone, dall’ America, dalla Germania e da ogni parte del mondo, dico che prima di mettersi a cucinare, devono conoscere i prodotti e il territorio perché ogni posto ha il suo sapore e ha il suo modo di elaborarlo”, e come darle torto.
La incontro nella sua cucina, intenta ad impiattare tanti vassoi di profumate verdure per una serata di tutto esaurito, mi accoglie con una gentilezza e una disponibilità che mi spiazzano, ci abbracciamo e immediatamente comprendo che quello che avrei vissuto era molto di più di una normale cena.
Carmela è una chef appassionata e coinvolgente, con una sensibilità rara, per lei il ristorante è un luogo dove trovarsi, dove scambiare idee, discutere con dolcezza insieme, dove creare piatti,portando avanti la rivoluzione contadina, quella per un mondo più giusto.
Una cucina aperta, senza barriere, dove poter cucinare insieme, a chi, incuriosito, bussa alla sua porta, per chiedere come si può diventare cuochi e che lei ha sempre accolto con un tagliere disoppressata cilentana e un bicchiere di vino.
Mi accomodo al mio tavolo speciale, brindo con vino rosso locale e mi godo la magia di un tramonto unico, ad aprire le danze, un assaggio di formaggio con marmellate di fichi e arance, un tagliere di pancetta, coppa locale accompagnato con la “muzzarella co’ a mortedda” formaggio tipico della zona centrale del Cilento che non è una mozzarella ma un caciocavallo freschissimo avvolto nelle foglie del mirto che fungono egregiamente da copertura naturale e allo stesso tempo trasferiscono alla pasta aromi e profumi molto particolari, non si trova ovunque ma può essere acquistata presso alcuni caseifici del Cilento.
A seguire zucchine marinate con aceto e miele, scarole con olive e finocchietto e melanzane a scarpetta, piatti che Carmela ci tiene a definire “Sani”, no “Poveri”, assolutamente genuini e invitanti.
In sala, al servizio ai tavoli, un uomo dal savoir faire d’excellenze, il Signor Mazzarella in persona, ultimo erede di quel patrimonio storico e culturale che con immensa gioia e fatica ha preservato e valorizzato.
Le sue storie e i suoi racconti mi ipnotizzano, Giancamillo è uomo di mondo, medico in pensione, residente a Napoli, appassionato d’arte, architettura e musica, un cultore del bello, un uomo penetrante, che ti fa sorridere con un solo sguardo, dalla battuta sempre pronta e un nuovo aneddoto da raccontare.
Una persona gentile e disponibile che ha fatto delle sue radici cilentane, la ragione di vita, con orgoglio ci mostra le foto di famiglia divise per epoche e generazioni, c’è anche una sala che ha dedicato a sé stesso, con monili, suppellettili e stampe storiche.
Ma i ricordi di papà Autari sono i più emblematici, il “Sindaco di Svolta” di San Mauro per oltre venti anni, l’amico contadino che ha segnato il cambiamento per la piccola comunità Cilentana.
La cena prosegue, Leonardo, il più piccolo dei Mazzarella porta in tavola i “fusiddi” fatti a mano acqua e farina, deliziosi e succulenti, rigorosamente conditi con pomodoro e il famoso cacio ricotta cilentano che viene ancora preparato in modo assolutamente tradizionale, col latte di capra di piccoli allevatori.
La cena volge al termine con un piatto di straccetti e peperoncini verdi del fiume con pomodorini, profumati e golosi e per finire un cioccolatoso dessert servito con marmellata di arance.
Un luogo davvero speciale, consigliato solo ai sensibili di cuore, dove il passato diventa presente,aperto a tutti per ammirare il Cilento autentico, rinomato per essere un luogo ricco di storia, arte e cultura e la patria della Dieta Mediterranea dove i contadini e i pastori vivono lentamente nel rispetto della natura, della stagionalità e della memoria.
Concludo con un breve periodo della poesia in cilentano scritta da Giancamillo, che troverete sulla parete all’ingresso. Mi ha particolarmente toccato il cuore, e voglio dedicare alla amica Ornella Buzzone, innamorata di San Mauro e legata alla famiglia “Genuini Cilento” da un dolce affetto.
“E nun te vreugná, parla cú tutti, puri si nú li cunusci o visti mai. Llá amicizia nasce ra lú core schietto e gintile, ra ná parlata, ra ná risata, ra ná mangiata nzieme, ra ná arciola re vino”.
(Giancamillo, Luglio 2018- “A voce re li vasci”- Genuini Cilento)
Vi raccomando di chiamare per prenotare e vi segnalo per il pernottamento
a 300 metri da Genuini Cilento, Villa Anthea (Via Serra, 48 San Mauro Cilento), un appartamento comodo e funzionale con terrazza panoramica mozzafiato.
Foto di Ornella Buzzone
Genuini Cilento
Vicolo Serra, 3, 84070 San Mauro Cilento SA
Aperto sabato e domenica alle ore 20 alle 22
In estate anche tutti i giorni in base alle prenotazioni
Telefono: 335 830 5046
@genuinicilento
Scheda dell’11 luglio 2022
di Marco Contursi
A segnalarvi questo posto, faccio atto di fiducia. Di certi luoghi sei restio a raccontarne, perché sai che non sarebbero capiti da tutti.
“Genuini Cilento” non è un ristorante, ma uno stargate, la prima tappa di un viaggio, in un tempo lontano, tra le sue tradizioni, tra il suo cibo. E’ ritrovare il Cilento che non c’è più e di cui gli anziani custodiscono la memoria.
Antropologia del gusto la chiamo io, da 10 anni. Viaggiare nel tempo, attraverso i sapori e i racconti dei sapori.
Giancamillo Mazzarella è un medico in pensione, originario di San Mauro Cilento, come suo figlio, oggi vive a Napoli, ma hanno mantenuto saldo il legame con la terra atavica, che vide il padre Autari, nome regale di longobarda memoria, sindaco di questo borgo per oltre 20 anni.
E proprio con suo figlio, che del nonno Autari porta il nome, ha dato vita a Genuini Cilento.
Ma che cosa è Genuini Cilento? E’ tanto.
E’ azienda agricola, è laboratorio di antichi mestieri, è ricerca di vecchie produzioni, è abbecedario di ricette perdute, è taverna. E’ la casa di famiglia della famiglia Mazzarella. Da 500 anni.
Un luogo conviviale, dove ti può capitare di sedere a fianco di perfetti sconosciuti, ad un tavolo comune, e ritrovarteli amici a fine cena. E’ un locale dove puoi entrare ed uscire dalla cucina, senza essere sgridato e vedere la cuoca, Carmela Baglivi, impastare, e fare a mano cavatelli e fusilli, come sanno ancora fare le massaie della zona.
E’ il posto dove un medico, Giancamillo, porta i piatti a tavola e si ferma a raccontarteli. E’una vecchia cantina che narra 500 anni di storia della Famiglia Mazzarella e di questo borgo, San Mauro Cilento.
E’ aperto, per ora, venerdi, sabato e domenica, ad agosto quasi tutte le sere, ma voi chiamate sempre prima. Il menù è fisso, costa 35 euro e parla il verbo semplice di una cucina antica. Salumi fatti in casa, formaggi di anziani pastori, erbe spontanee e ortaggi dell’orto dietro casa. Tutti termini che altrove saprebbero di fuffa ma qui sono ostinatamente veridici. Qualche lieve imperfezione lo testimonia, come un buco di troppo nel formaggio o nel salame, ma ci sta e il sapore non ne risente.
E’ tutto così autentico. Pasta tirata a mano, verdure ‘mbuttunate, finocchi e rucola selvatica al vino cotto.
E pane su cui spargere un generoso filo d’olio di queste colline, e poi la torta come la fa ancora la nonna, con le sue uova, e le sue amarene.
Si tira tardi davanti ad un rosolio fatto in casa, tra chiacchiere e fattarielli di questa terra. Mentre queste mura antiche ascoltano, e mute, proteggono i discorsi, di persone entrate clienti ed usciteamici.
Non è un posto per tutti, alla larga per chi vuole scegliere tra cento portate, chi vuole cotoletta e patatine o spaghetto a vongole e frittura di solicalamari.
Semplicemente, non è il posto per Voi.
Alla larga chi non sa viaggiare, chi non vuole viaggiare.
Perché la cena qui è un viaggio, nel tempo e nei sapori.
Con un unico consiglio: portatevi il compagno giusto.
Certe emozioni, per essere tali, devono essere condivise. Ma con chi ha il cuore adatto, per sentirle e farle sue.
Mi fermo qui.
Intelligenti pauca.
E io ora voglio solo ascoltare.
“Cosa mi stavi raccontando, Giancamillo?…”
Genuini Cilento
Piazza Serra San Mauro Cilento – Sa
tel 3358305046 – 3396980669 chiamare prima di andare.
Prezzo 35 euro, vino sfuso incluso. Disponibili bottiglie di varie fasce di prezzo













































Genuini anche i tuoi pensieri, è sempre un piacere leggerti e immaginarti…
Il “tuo” polentone latitante ma non con la mente
Tu continua a segnarti sti posti….prima o poi dovrai scendere…