Il conto dei COVIDidioti non può essere pagato dalla ristorazione che ha rispettato le regole

22/8/2020 6 MILA

Quando abbiamo un problema la notte ci accoglie per darci l’illusione che sia superato. Il risveglio è sempre un brusco rientro nella realtà.
E’ andata così con il Covid: quando è stato dato il via libera perché l’indice di contagio era sceso sotto l’1 e l’emergenza in terapia intensiva era rientrata, sembrava tutto finito. Un lieto fine come nelle fiction della tv.
Purtroppo a settembre le cambiali sono in scadenza e dovremo fare i conti con la realtà, gia cominciata il 20 agosto per le partite Iva a cui è stato chiesto di pagare come se fosse un anno normale.
La tesi che il Covid sia stato importato dagli immigrati, nauseante perché razzista, non regge di fronte ai numeri: i contagi aumentano perché i locali notturni e gli stabilimenti balneari non sono stati in grado, e non potevano esserlo, di garantire la distanza, e per i rientri dalle vacanze perché in una società priva di tensione etica il diritto al divertimento è equiparato a quello al lavoro e alla salute.
Non vogliamo lanciare la caccia all’untore, se a febbraio eravamo tutti impreparati, sappiamo che alcune precauzioni semplici come lavarsi le mani spesso, indossare la mascherina in luoghi chiusi e stare a distanza evitando di salutare con la mano se non elimina il rischio lo abbassa notevolmente. Misurare la temperatura può essere anche inutile, ma intanto non ti fa sedere a tavola uno con la febbre.
Tutto ciò non è possibile in alcuni luoghi di divertimento per oggettivi motivi, per la loro stessa natura.
Quello che ci tengo a dire è che questa nuova crisi provocata da idioti irresponsabili e incoscienti per se stessi e per i loro cari, non può essere pagata dai proprietari dei ristoratori perchè i fatti hanno dimostrato che nei due mesi in cui queste strutture hanno potuto riaprire in sicurezza e rispettando le norme, l’indice di contagio si è mantenuto sotto l’1. E da agosto che la situazione è iniziata a precipitare.
Dunque mi auguro, per il bene di una categoria che copre il 15 per cento del Pil, che il governo e i cacicchi locali sappiano bene quello che fanno in questo momento. La Campania ha vissuto la tristissima esperienza di un divieto del delivery unica regione al mondo perchè il governatore doveva agitare il terrore per riaffermare la propria centralità mediatica.
Dunque ogni decisione dovrà essere presa cum grano salis, senza penalizzare chi ha fatto sacrifici e ha continuato ad investire. Paghino i COVIDidioti e quelli che non hanno saputo resistere all’avidità giocando sulla salute pur di arraffare soldi.

Ps: non perdo tempo a commentare le tesi dei complottisti e di coloro che dicono che sia tutta una invenzione perché ormai ho una età che non mi consente di perdere tempo con chi non ha materia grigia funzionante. Anche perché ho imparato che i coglioni esplodono da soli se li lasci fare.

PPs: e a proposito di COVIDidioti e CoglioFacebook posso dire dopo cinque mesi: noi l’avevamo scritto! Ma c’è ancora tempo per fare i bilanci e ricordare con nome e cognome chi ha sostenuto le tesi più assurde pur di fare incetta di like, che poi sono come i soldi a Monopoli, servono solo all’ego durante un gioco. La vita reale è altra cosa.

Coronavirus, istruzioni per cuochi e ristoratori con il primo articolo: nulla sarà più come prima, rivincita della ristorazione di servizio e fine del frou frou

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