“Il Palato della Speranza”: una pizza che sostiene la terapia intensiva neonatale
di Bruno Sodano
Ci sono pizze che funzionano perché sono buone. E poi ce ne sono alcune che riescono anche a lasciare qualcosa oltre il tavolo.
Da Palato Pizzeria nasce “Il Palato della Speranza”, una pizza pensata per sostenere il reparto di Terapia Intensiva Neonatale del nuovo Policlinico Federico II di Napoli, diretto dal professor Francesco Raimondi.
L’idea è semplice: ogni volta che questa pizza viene ordinata, l’intero ricavato viene devoluto in beneficenza a supporto del reparto.
Dietro il progetto c’è il lavoro del pizzaiolo Niko De Caro, che ha costruito una pizza dal messaggio chiaro anche negli ingredienti. Il verde richiama la speranza, i pomodorini gialli e rossi danno luce, il fior di latte rappresenta la cura, mentre le chips croccanti di parmigiano aggiungono forza e carattere. Una pizza pensata per raccontare qualcosa senza perdere il senso principale: fare del bene attraverso un gesto quotidiano.
Per Mariano Balato, co-fondatore del progetto Palato, non è la prima iniziativa di questo tipo. Già da tempo è impegnato in progetti solidali attraverso la linea Balatina, nata nei suoi saloni. Due prodotti dedicati ai più piccoli – uno shampoo anti-lacrima e uno scioglinodi – vengono infatti venduti devolvendo il ricavato in beneficenza.
Questa nuova iniziativa porta quello stesso approccio anche in pizzeria, trasformando un prodotto popolare come la pizza in uno strumento concreto di supporto.
Accanto al Policlinico Federico II, negli anni, anche la Fondazione Cannavaro Ferrara ha sostenuto attivamente il reparto di terapia intensiva neonatale con attività e donazioni dedicate ai bambini e alle famiglie.
“Il Palato della Speranza” si inserisce quindi in una rete già viva, fatta di persone, associazioni e professionisti che scelgono di usare il proprio lavoro per generare un impatto reale. E forse il senso dell’iniziativa è tutto qui: scegliere una pizza e sapere che, quella sera, stai aiutando qualcuno davvero.

