Il valore dell’ospitalità arbëreshë e il rito del Mate a Lungro in Calabria
di Carmen Autuori
Le comunità arbëreshë del Sud Italia rappresentano un raro equilibrio tra integrazione e conservazione identitaria: inserite pienamente nel tessuto sociale italiano, continuano a custodire lingua, riti e tradizioni che affondano le radici nella storia dell’esodo seguito alla figura di Giorgio Castriota Scanderbeg. Uno dei valori più sentiti da queste comunità è quello dell’ospitalità che va oltre il concetto di cortesia per diventare dovere morale.
Accogliere qualcuno in una casa arbëreshë significa farlo entrare in uno spazio dove il cibo e la convivialità diventa strumento di relazione profonda.
In questo contesto si inserisce una tradizione unica nel panorama italiano: l’uso del Mate nella comunità di Lungro in provincia di Cosenza. Si tratta di un thè ottenuto dall’infusa di foglie di Yerba che qui si trova in ogni supermercato.
La bevanda di origine sudamericana, frutto dell’emigrazione di molti membri della comunità in Argentina e in Uruguay tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, ha assunto un significato che va ben oltre il semplice consumo.
<<La cerimonia del Mate è diventata simbolo di una storia che attraversa gli oceani – spiega il professor Nicodemo Misiti, storico noto soprattutto per le sue ricerche sulla storia delle minoranze etnico-linguistiche del Sud Italia, in particolare le comunità arbëreshë-. Un presidio di memoria storica che va tutelato e valorizzato anche alla luce dell’importanza che ha assunto il turismo delle radici>>.
La storia di questo rito continua ad essere raccontata e celebrata anche grazie all’ Accademia del Mate di Lungro, fondata e diretta da Anna Straticò.
La bevanda viene preparata e offerta secondo un rituale preciso: il recipiente passa di mano in mano, gesto che simbolicamente annulla le distanze tra le persone. Bere dalla stessa tazza non è solo un gesto pratico, ma un simbolo di fiducia, condivisione e appartenenza. In questo senso, il mate diventa espressione concreta dell’ospitalità arbëreshë: chi lo riceve viene accolto come parte della comunità, anche se solo per il tempo di una conversazione.
Accanto a questi aspetti immateriali, la presenza arbëreshë ha lasciato tracce anche nella cultura gastronomica del Meridione, influenzando alcuni piatti della tradizione regionale. Un esempio significativo è la matassa, preparazione tipica delle zone dell’Alto Sele, in particolare nel territorio di Campagna, che richiama per forma e lavorazione alcune tecniche della pasta artigianale diffuse nelle comunità arbëreshë come gli Shtridhëlat. Ma non solo: c’è anche il Tumacë me tulëz, una pasta con pangrattato fritto, acciughe e olio, piatto che rimanda della tradizione “povera” diffuso in tutto il sud Italia.
Solitamente il thè, gustato durante le pause pomeridiane, si accompagna con dolci secchi.
Paola La Corte, che ringraziamo per averci fatto conoscere questa tradizione, ci lascia la ricetta dei Ballokume, biscotti a base di farina di mais, che vengono preparati per festeggiare il Giorno della Primavera, oppure gustati in occasioni speciali.
Si tratta di dolci semplicissimi, senza alcuna aggiunta di aromi, che si caratterizzano per il gusto intenso del burro di altissima qualità. Ottimi per accompagnare il Mate, un’infuso spiccatamente aromatico.
Ricetta di Paola La Corte raccolta da Carmen Autuori
- Tempo di preparazione 5 minuti
- Tempo di cottura 35 minuti
Ingredienti per 6 persone
- 250 g di zucchero semolato
- 125 g di burro da panna da affioramento fuso
- 250 g di farina di mais finissima tipo fioretto
- 2 uova intere
Preparazione
Mescolate gli ingredienti in una ciotola, aggiungendo un uovo alla volta e utilizzando una spatola.
Col composto formate dei "mucchietti" con le mani, la grandezza dipende dai vostri gusti, e mettete su una teglia rivestita con carta da forno.
Cuocete i biscotti nel forno preriscaldato statico a 160° per circa 35 - 40 minuti.
Il tempo di cottura dipende dal vostro forno, l’importante che i biscotti rimangano chiari.



Grazie per l’avvenuta pubblicazione alla giornalista Carmen Autori, ovviamente un sentito grazie al direttore per “l’accoglienza” delle mie ricette su questo bellissimo blog. Mi auguro che l’articolo risulti interessante tanto quanto lo è per me a tutti i lettori. Queste comunità arbëreshe mantengono viva la loro identità attraverso queste celebrazioni che uniscono spiritualità orientale e tradizione balcanica. Sereno week end a tutti!
Grazie per farci conoscere queste bellissime tradizioni. Amo il matè… I biscotti di Paola saranno ottimi, conosco la sua esperienza e la stimo tantissimo. Proverò a rifarli. Grazie
un bellissimo articolo che ci fa conoscere le tradizione e il cibo delle varie minoranze etniche nel sud Italia. Buonissimi questi biscotti che accompagnano il Mate, grazie per la condivisione. Buon weekend a tutti!