La mozzarella della legalità a Castel Volturno sulle Terre di don Peppe Diana


Foto di gruppo

di Marina Alaimo

Troppo spesso investiamo sugli altri il nostro desiderio di cambiamento, ma le nostre attese rimarranno deluse finché non saremo disposti a rimboccarci le maniche in prima persona con determinazione. Il cambiamento è frutto di un impegno collettivo e costante, necessita di una presa di coscienza comune e di una certa dose di coraggio nell’inseguire i propri sogni, ben condita da un pizzico di sana follia. Denunciamo sempre più spesso il disagio dei nostri giovani,  schiacciati sotto il peso di una società che distrugge le loro speranze, che toglie loro ogni aspettativa verso il futuro.

Ma avvicinandosi in prima persona al mondo dei giovani ci si rende conto che non è proprio  così. Ce n’è una buona fetta che opera in sordina per costruire un futuro migliore, che ha le idee ben chiare su come perseguire questo obbiettivo e conosce l’importanza di fare squadra e cooperare in maniera compatta. Proprio sabato scorso a Castel Volturno il sogno di cinque ragazzi è diventato realtà, anche se con grande fatica, ma nessun buon risultato è esente da sacrificio e rinunce. Le terre di don Peppe Diana – Libera Terra hanno finalmente inaugurato ufficialmente la propria sede a Castel Volturno su terreni confiscati al boss Michele Zaza che qui allevava cavalli e smerciava sigarette di contrabbando.

La sede ha abbracciato il progetto Le mozzarelle della legalità affidato ai cinque folli sognatori che hanno voluto riportare speranza e legalità in questo territorio: sono Massimo Rocco, presidente della cooperativa; Teodosio Pirone, vice presidente responsabile di prodotto; Mario Minieri, casaro; Roberto Fiorillo, agronomo; Enrico Massimilla, trattorista. Sabato 3 ottobre al taglio del nastro sono stati presenti le istituzioni locali e regionali per testimoniare con fermezza il contributo e l’appoggio che intendono dare a questo progetto, poi don Luigi Ciotti, presidente di Libera, Carlo Borromeo, presidente di Fondazione con il Sud che ha finanziato il progetto insieme a Lega Coop Campania, CTA, Vodafon, BNL, UNIPOL,  ancora Luigi Diana fratello di don Peppe barbaramente ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994. La cooperativa Le Terre di don Peppe Diana – Libera Terra ha ricevuto in dotazione sette ettari di terreno sparsi nell’areale casertano, nei comuni di Castel Volturno,  Cancello Arnone,   Pignataro,  Carinola sui quali i cinque soci stanno impiantando foraggio da destinare alle bufale che hanno in progetto di allevare in proprio  in regime biologico, ma anche grano per la produzione dei paccheri realizzati artigianalmente da un pastificio di Gragnano e dedicati alla memoria di don Peppe Diana, formato scelto come simbolo del sonoro pacchero  sferrato alla camorra.

I paccheri dedicati alla memoria di don Peppe Diana

I ragazzi, oltre ad aver affrontato i difficili percorsi burocratici per realizzare tutto ciò, hanno dovuto anche concretamente imparare a fare le mozzarelle di latte di bufala, quindi mettere le mani in pasta, imparare a filare ed a mozzare con maestria e tutto ciò ha avuto luogo presso l’Azienda Agricola Zootecnica Sperimentale Regionale Improsta di Eboli (SA), dove sono state prodotte le mozzarelle offerte in degustazione durante l’inaugurazione. I cinque soci casari prevedono di riuscire a produrre la mozzarella della legalità presso il proprio caseificio di Castel Volturno entro i primi di gennaio 2012 e per ora un solo allevatore di bufale di Cancello Arnone si è offerto per conferire loro la materia prima, ovvero il latte.

Abbiamo chiesto loro di definire in qualche modo il proprio impegno e  si sono identificati come la possibilità concreta di diventare non un’isola felice, ma un punto di riferimento per le forze sane e pulite del territorio e hanno voluto sottolineare quanto ormai sia reale anche in provincia di Caserta, con l’onesto e responsabile lavoro quotidiano, contrastare i sistemi criminali e sleali. Noi auguriamo a questi giovani casari di riuscire a realizzare fino in fondo il progetto in programma, con gusto ed una certa dose di leggerezza indispensabile per sminuire il peso dell’impegno assunto.

Cooperativa Le Terre di Don Peppe Diana – Libera Terra

Castel Volturno (CE) via Pietro Pagliuca, traversa del Cigno 81030.

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3 Commenti

  1. Un bell’esempio di giornalismo enogastronomico che non disdegna di raccontare l’esperienza civile e legalitaria di un gruppo di giovani che lotta su due fronti: quello anticamorra e quello per il lavoro e lo sviluppo delle nostre terre martoriate dall’incuria e dalla devastazione malavitosa. Brava Marina, bravi i cinque giovani della cooperativa e chi con loro si è impegnato per la realizzazione del progetto.

  2. Ci tenevo a conoscerli perchè purtroppo di questo territorio si parla sempre in relazione ai problemi legati alla criminalità organizzata. Parlarne e denunciare fatti e persone ha la sua valenza ed ha prodotto risultati eccellenti nella lotta alle famiglie camorriste, ma ha distrutto l’immagine del territorio e dei suoi abitanti. E’ indispensabile a questo punto un impegno di uguale intensità mirato a rilanciare quanto di buono si produce ed ad aiutare sopratutto i produttori meritevoli ad emergere.Sono convinta che se un riscatto ci sarà per questa territorio e per il Sud in generale, verrà proprio dalla terra e dai suoi prodotti di alta espressività e legati ad una storia antichissima.

  3. Buongiorno, sono Antonio vivo a Novara ma originario del Nolano ,ed ogni anno trascorro due settimane trà Castelvolturno e Mondragone.Sono felice per questo vostro grande IMPEGNO Vi auguro tanto successo ,spero che per la prossima estate ci incontreremo Auguri a Tutti

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