La nuova moda? Le lingue di pizza. Ecco dove mangiarle a Napoli e in Campania

di Antonella Amodio
Romane romanissime, le lingue di pizza rappresentano una delle espressioni più autentiche della tradizione popolare capitolina da forno. Nate come prodotto di recupero e di ingegno artigianale, sono lunghe, sottili, croccanti, con una struttura leggera e friabile. Affondano le radici nella panificazione quotidiana dei forni cittadini, dove nulla andava sprecato e ogni impasto trovava una sua funzione.

Lingue di pizza
La storia
La lingua di pizza si afferma nel secondo Novecento come evoluzione naturale della pizza in teglia: una forma diversa e più maneggevole, pensata per essere consumata anche fredda e venduta a peso. Un prodotto che nasce dal banco del forno più che dalla pizzeria, e che proprio per questo diventa parte integrante della vita quotidiana del quartiere. Nei forni storici di Roma queste strisce allungate di pizza rispondevano anche a esigenze pratiche: cuocevano in modo uniforme, si porzionavano facilmente, mantenevano la fragranza più a lungo sul banco ed erano soprattutto comode da mangiare in piedi o passeggiando. Per anni, però, non avevano un nome codificato: erano semplicemente pizza alla pala sottile a strisce, condite con un velo di pomodoro, sale e olio.
Le lingue di pizza oggi
Solo di recente questo formato ha assunto un’identità precisa, trasformandosi da prodotto quotidiano e funzionale a icona contemporanea, raccontata e ripresa dai social. È in questo contesto che, negli ultimi anni, la lingua di pizza ha iniziato a viaggiare oltre i confini della Capitale e del Lazio. A Napoli, Ciro e Francesco Amendola de Il Forno Panificio Pizzetteria sono stati tra i primi a rilanciarne l’immagine, rendendo virali le loro “fine fine”, capaci in alcuni casi di sostituire la classica pizzetta tonda da bar o quella rettangolare da vetrina. A conquistare il pubblico sono la fragranza, la leggerezza e il prezzo accessibile: una lingua di pizza da circa 150 grammi costa dai 1,50 ai 2 euro. Oggi sono numerosi i forni e le rosticcerie che la preparano, anche in versione senza glutine.
Gli indirizzi a Napoli e in Campania
Il Forno Panificio e Pizzetteria, Napoli

Il Forno Panificio Pizzetteria
Via Detta Nuova Casoria, 3
Vincenzo Capuano, Napoli

Vincenzo Capuano
Piazza Vittoria, 8
Maxiforno Estatico, Napoli

Maxiforno Estatico
Via dell’Epomeo, 217
Panificio Antonio Rescigno, Napoli

Panificio Antonio Rescigno
Via Domenico Cirillo, 74
Boccia Lievitati d’Autore, Napoli

Boccia Lievitati d’Autore
Piazza Carità, 4
Nonna Titti, Napoli

Nonna Titti
Via Francesco Cilea, 151
Antico Panificio Coppola, Napoli

Antico Panificio Coppola
Via Tribunali, 34
Aperificio Panificio & Aperitivo, Napoli

Aperificio Panificio & Aperitivo
Via Giulio Cesare, 93
Sapore di Pane da Luciano dal 1987, Casoria

Sapore di Pane da Luciano dal 1987
Via Aldo Moro, 3
Castaldo Pizza&Pane, Afragola

Castaldo Pizza & Pane
Via Giovanni Amendola, 227
Panificio O Pacchianiell, Cicciano

Panificio O Pacchianiell
Via Nola, 106
Rosticceria Vollero, Pianura

Rosticceria Vollero
Corso Duca d’Aosta, 80
Sciardac Antica Salumeria, Bacoli

Sciardac Antica Salumeria 1953
Via Risorgimento, 170
Antica Panetteria, Portici

Antica Panetteria
Corso Giuseppe Garibaldi, 179
Schiacciami, Caserta

Schiacciami
Corso Trieste, 213
Panificio Biondillo – Mama Rosa, San Felice a Cancello

Panificio Biondillo
Via Napoli, 122
Celì Senza Glutine, Marcianise

Celì Senza Glutine
Viale Europa, 34