‘O Vicolo ‘e l’Alleria a Battipaglia, il Santo Palato del Sud più figo di Trippa :-)

20/2/2020 5.9 MILA

‘O Vicolo ‘e l’Alleria Battipaglia
Via DeAmicis 21
Tel. 380 6832112
Sempre aperto, chiuso la domenica

Luigi Cammarota e la compagna
Luigi Cammarota con Patrizia

Il Sud è ricco di trattorie in cui il tempo, nel bene ma anche nel male, si è fermato. Nel male perché per mantenere il livello del passato bisogna fare ricerca di prodotti la cui qualità nel tempo si è abbassata con l’uso della chimica e non sempre questo avviene. Resta però sempre l’atmosfera  immutabile e il piacere dei piatti pensati per la gioia, per il cliente da coccolare.
Poi c’è ‘O vicolo ‘e l’Alleria che francamente è l’unico motivo per entrare a Battipaglia, la cittadina della Piana del Sele devastata dalla peggiore speculazione edilizia negli anni ’70 e ’80. Qui il tempo non si è fermato, ma è ritornato grazie al progetto di Luigi Cammarota. Giggino, vero figlio e ‘ndrocchia (che per i Napoletani sempre in adorazione di Ulisse, è un gran complimento) ha vissuto per un periodo fuori e ha capito che per aprire qualcosa di serio non doveva inventarsi niente, se non chiedere consigli ai nonni e ricreare l’atmosfera terragna della fertile Piana del Sele. Per noi è il ricordo, peri giovani under 40 la vera novità.
Capitiamo, piccolo plotone di ultrasessantenni ancora giovani di testa, in questo ambiente e ritroviamo le vecchie bottiglie di vino da un litro con tappo a corona, quelle dell’acqua con il tappo a gomma che si usavano nelle case e che adesso fanno figo a Copenhagen e a Parigi e ci ritroviamo giovani in un tripudio di pasta e fagioli, pasta e patate riposata, trippa, polpette di pane, soffritto, carciofi imbottiti, pizza di gallette e tanto altro che non siamo riusciti a mangiare. Persino lo spumone perché qui la Coca Cola è bandita. I bambini se ne faranno una ragione come noi che l’abbiamo conosciuta da adolescenti.
Dietro questo passatismo ricercato e studiato nei dettagli c’è la vera modernità gastronomica: stare al passo con le stagioni, recuperare ricette che non si trovano più neanche nelle case sigillate dalla pubblicità/progresso. Ed è incredibile trovarsi in una serata invernale nel cuore della fertile piana e trovare un riferimento preciso a quello che sta avvenendo con le nuove trattorie italiane aperte negli ultimi tempi in Italia, da Santo Palato a Roma al milanese Trippa. Il recupero che parte dalla materia, dal prodotto tracciato, dalle ricette del calendario della settimana, il gusto del rapporto umano nell’epoca dei call center con il cervello ormai atrofizzato da Instragram
Il locale ha cinque tavoli, un bel menu stagionale, una cucina a vista e i piatti hanno sapore vero, assoluto. Ero davvero indeciso se scriverne, tanto mi è piaciuto questo posto, era tempo che non mi emozionavo davvero a tavola, travolto da algida tecnica e pippe mentali gastronomiche prive di senso assoluto. Perché di fronte alla noia dilagante ho bisogno, oggi come allora, di un posto dove rifugiarmi e sognare, poi prevale, come sempre, lo spirito di servizio verso voi, cari lettori.
Che dire, è davvero un locale della gioia. A pranzo potete anche mangiare un piatto da 5 euro e poi via al lavoro, ma è molto difficile superare i trenta euro.Ma quanto vale oggi una linguina con il sugo di carne alla pizzaiola? E quanto una pizza di gallette? E quanto una polpetta di pane fritta e  passata nel sugo come le faceva mia madre? Quanto vale questa identità nell’era del cibo imbustato sputato dalle macchinette?

Sotto, dopo le foto, il report dello scorso anno di Valerio Calabrese.

 

O vicolo 'e l'alleria
O vicolo ‘e l’alleria
O vicolo 'e l'alleria, menu' e acqua
O vicolo ‘e l’alleria, menu’ e acqua
O vicolo 'e l'alleria
O vicolo ‘e l’alleria
O vicolo 'e l'alleria - Pasta e fagioli
O vicolo ‘e l’alleria – Pasta e fagioli
O vicolo 'e l'alleria - Pasta e patate ripassata
O vicolo ‘e l’alleria – Pasta e patate ripassata
O vicolo 'e l'alleria - Soffritto
O vicolo ‘e l’alleria – Soffritto
O vicolo 'e l'alleria - a sfrionzola
O vicolo ‘e l’alleria – a sfrionzola
O vicolo 'e l'alleria - Polpette di pane
O vicolo ‘e l’alleria – Polpette di pane
O vicolo 'e l'alleria - Cotoletta
O vicolo ‘e l’alleria – Cotoletta
O vicolo 'e l'alleria - La trippa
O vicolo ‘e l’alleria – La trippa
O vicolo 'e l'alleria - Tasca di vitello
O vicolo ‘e l’alleria – Tasca di vitello
O vicolo 'e l'alleria - Pizza di gallette
O vicolo ‘e l’alleria – Pizza di gallette
O vicolo 'e l'alleria, vino
O vicolo ‘e l’alleria, vino
Lo spumone

 

di Valerio Calabrese

Sedersi a uno dei 5 tavoli de ‘O Vicolo ‘e l’Alleria a Battipaglia significa fare un viaggio nella memoria collettiva di un territorio, respirare, per il tempo di un pranzo o di una cena, atmosfere appartenenti alla nostra infanzia, attraverso cibi poveri, ricette antiche e un servizio in cui è consentito far da sé. Qui si va oltre il concetto di osteria per entrare in una vera e propria cucina di casa, «quella della nonna mia», dice il giovane proprietario Luigi, per tutti Giggino. Una nonna cilentana, unitasi in matrimonio con un battipagliese, per cui il cibo e la cucina erano cose serie.

‘O Vicolo ‘e l’Alleria
‘O Vicolo ‘e l’Alleria

Siamo  alle spalle del corso principale, in un locale fronte strada di 40 metri quadri in cui convivono cucina, sala e ‘o cess, come si evince dal cartello. Qui tutto è “studiato” per rompere gli schemi, con un risultato però per nulla artefatto, che rende invece autentica l’esperienza. A partire dal servirsi da soli, prendendo dalla credenza bicchieri e posate, ma anche acqua (rigorosamente del rubinetto) e vino, che non può che essere esclusivamente “paesano”. Non esistono bicchieri uguali tra di loro (per lo più sono quelli della Nutella tornati a nuova vita) e se c’è un piatto scheggiato poco importa, ogni cosa serve a far sentire a casa, come indica il cartello all’ingresso: “se ti senti un cliente, esci immediatamente (sentiti a casa)”.

‘O Vicolo ‘e l’Alleria - la sala e la cucina
‘O Vicolo ‘e l’Alleria – la sala e la cucina

In poco più di un anno di attività, ‘O Vicolo ‘e l’Alleria è diventato un cult della ristorazione della piana del Sele, in cui spesso diventa difficile trovare posto, soprattutto di sera, e la cosa più comune che ti possa accadere è condividere un tavolo con degli sconosciuti, che però immancabilmente, grazie al clima conviviale e accogliente, subito diventano amici di una vita.

‘O Vicolo ‘e l’Alleria - sala
‘O Vicolo ‘e l’Alleria – sala

E poi la cucina, un vero e proprio amarcord culinario. Definirla autentica forse è poco, qui siamo nel novero del vintage, del demodè pieno, a un passo dal feticismo. «Mi capita spesso che qualcuno dei miei ospiti mi dica di non mangiare quel piatto da trenta, quarant’anni» afferma fiero Luigi, perché qui la ricerca è anche un fatto popolare, spesso collettivo: «A volte sono loro stessi a raccontarmi di varianti particolari o modi di preparare quel determinato piatto, che ormai si sono smarriti.»

‘O Vicolo ‘e l’Alleria - l'acquasale
‘O Vicolo ‘e l’Alleria – l’acquasale

Una cucina della memoria, emozionale: pane e olio come entrée e un menù che cambia ogni giorno seguendo le stagioni e la disponibilità dei contadini e piccoli produttori della zona, ma senza che questo diventi un affare chic.

Piatti dimenticati o che comunque difficilmente trovereste in un ristorante tradizionale, come lo spaghetto nel sugo della pizzaiola, la gallina ripiena, i tagliolini in brodo con le polpettine, la carne co’ buttone (una tasca di vitello ripiena all’uovo).

‘O Vicolo ‘e l’Alleria - i taglieri
‘O Vicolo ‘e l’Alleria – i taglieri
‘O Vicolo ‘e l’Alleria - musetto e lupini
‘O Vicolo ‘e l’Alleria – musetto e lupini

Per la settimana di carnevale la Minestra nella pignata, una variante misteriosa della minestra maritata, e poi delle chicche assolute, come i ravioli con lo zucchero, una pasta agrodolce ripiena di ricotta salata con ragù densissimo, la pancetta tesa nel sugo con pepe, in autunno lo spaghetto con i chiodini e per dessert, immancabile, la pizza di gallette.

‘O Vicolo ‘e l’Alleria - polpette di pane
‘O Vicolo ‘e l’Alleria – polpette di pane
‘O Vicolo ‘e l’Alleria - pizza di gallette
‘O Vicolo ‘e l’Alleria – pizza di gallette

Una cucina d’altri tempi, dove si mangiava per fame, è vero, ma anche perché il cibo era il momento vero della condivisione, dello stare insieme dopo il lavoro, forse, per dirla con il titolo di un bellissimo pamphlet, il solo momento di trascurabile felicità.

‘O Vicolo ‘e l’Alleria, sala

‘Vicolo ‘e l’Alleria Battipaglia
Via DeAmicis 21
Tel. 380 6832112
Sempre aperto, chiuso la domenica

 

Un commento

    Virginia

    Madoooo’, ci andrei anche solo per la cotoletta e la trippa!! :)

    20 febbraio 2020 - 19:19

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