Lo Sciabecco sul mare di Ascea, sette anni dopo

16/6/2022 5.6 MILA

Lo Sciabecco
Lungomare ponente Ascea Marina – Sa
Tel. 331.2550650
Sempre aperto d’estate

Tramonto cilentano
Tramonto cilentano

di Marco Contursi

Luna piena, voglia di mare.
Sui lidi solitamente si mangia male, ma stai a due passi dall’acqua.
Un compromesso devi accettarlo.
E chi lo dice che devo accontentarmi? Io torno qui, dopo 7 anni.
Ci torno al tramonto, e aspetto la luna.
Gino e Ana Paola, gestiscono lo Sciabecco da una vita. Di giorno lido e la sera ristorantino di charme. Così lo definii 7 anni fa e così mi piace chiamarlo ora. Il mare del mito, è a due passi, il suo profumo, la sua voce.
Lo ritrovi nel piatto.
Gino è autodidatta ma ci sa fare, ha girato tanto e poi ha messo le radici qui. Il susciello di mare è la summa della sua cucina. Piatto tradizionale di terra cilentano, qui proposto in versione marinara. L’uovo c’è ma non si vede, gli asparagi fino a un mese fa erano selvatici (ora sono finiti..) e un filo d’olio di queste colline chiude la quadratura del cerchio. Gran bella esecuzione.

Lo Sciabecco - sciusciello di mare
Lo Sciabecco – sciusciello di mare
Lo Sciabecco - olio colline di zenone
Lo Sciabecco – olio colline di zenone

La tartare di gamberi convince anche chi come me non ama i crudi, ne porto un po’ alla bocca, chiudo gli occhi e viaggio per queste coste, ricche di grotte e di storia.

Lo Sciabecco - tartarre di gamberi e avocado
Lo Sciabecco – tartarre di gamberi e avocado

Il primo piatto, racconta storie di contadini e pescatori. I cavatelli sono fatti a mano e sono la pasta tradizionale della domenica cilentana, col sugo di carne. Gino li propone con un intingolo di mare, a cui il sapore un pizzico soverchiante dei moscardini rispetto a cozze e vongole, toglie il podio più alto.

Lo Sciabecco - cavatelli del pescatore
Lo Sciabecco – cavatelli del pescatore

Poco male, si sale di nuovo in vetta con la parmigiana di fiori di zucca, gamberi e mozzarella di bufala, buona, con il tonno in crosta di pistacchio, dalla cottura perfetta, buono buono, e con la fettunta con baccalà alla puttanesca, piatto del viaggio di stasera, buonissimo.

Lo Sciabecco - tonno in crosta di pistacchio
Lo Sciabecco – tonno in crosta di pistacchio
Lo Sciabecco - parmigiana di fiori di zucca e gamberi locali, su fonduta di bufala
Lo Sciabecco – parmigiana di fiori di zucca e gamberi locali, su fonduta di bufala

Gino la propone in ricordo di quando sull’Abetone, incontrò, per non abbandonare mai più, gli occhi di Ana Paola, e le serate trascorrevano mangiando fette di pane abbrustolito con l’olio nuovo, la fettunta appunto, tradizionale merenda contadina della Toscana.

Lo Sciabecco - fettunta di baccala' alla puttanesca
Lo Sciabecco – fettunta di baccala’ alla puttanesca

Allo Sciabecco si beve bene, si beve cilentano. Il Valentina di Rotolo è una gran bella bottiglia, fresco, sapido, profumato. Molto elegante. Pescato da una carta territoriale ma con digressioni anche nordiche, a cui aggiungerei solo altre 3-4 bottiglie cilentane che a me piacciono, magari qualche bollicina di queste colline.

Lo Sciabecco - un calice di fiano a due passi dal mare
Lo Sciabecco – un calice di fiano a due passi dal mare
Valentina di Rotolo
Valentina di Rotolo

Dolce ai fichi e cioccolato e un mojito per resettare il palato e aspettare la luna.

Lo Sciabecco - dolce cioccolato e fichi
Lo Sciabecco – dolce cioccolato e fichi

Che fa la fetente e si nasconde dietro la scogliera, ma io so dove è il punto migliore per fotografarla e ci vado: Ascea, Pisciotta, fino a Capo Palinuro. Una meraviglia con pochi eguali. Riflettevo, basterebbe davvero poco per sentirsi fortunati ed essere felici.

Plenilunio capo pisciotta e capo palinuro
Plenilunio capo pisciotta e capo palinuro

Basterebbe svegliarsi al mattino e fare colazione con questo panorama davanti: Scogliera di Ascea, Pisciotta, Capo Palinuro. Magari sbocconcellando un cannolo con cialda alla polvere di mirto, fichi bianchi e ricotta.
E guardare la vita con occhi diversi.
Quella passata.
Quella ancora a venire.

 REPORT DEL 5 AGOSTO 2015

Lo Sciabecco, Gino e Ana Paola
Lo Sciabecco, Gino e Ana Paola

di Marco Contursi

Per sconfessare chi dice che su questo blog vengano citati sempre i soliti noti, ecco un altro indirizzo cilentano sconosciuto a guide e blog vari: lo Sciabecco di Marina di Ascea. Di giorno lido balneare, a pranzo ma soprattutto la sera, ristorantino di charme, praticamente sul mare. In cucina il titolare Donato Cammarano, detto Gino, in sala la moglie Ana Paola De Noronha. Che non è il solito lido che offre cibi precotti, te ne accorgi dal fatto che qui c’è studio e impegno, Ana Paola infatti sta seguendo la formazione Ais mentre Gino ha fatto il corso da degustatore di olio. Accomodatevi nella bella e fresca veranda e lasciatevi guidare dal menù, correttamente portato in tavola o ancor meglio dai consigli di Gino sui fuori menù dettati dal pescato fresco.

Molto buono il polpo all’insalata, servito tiepido, croccanti e non unte le polpettine di baccalà. Gustoso e ricchissimo di molluschi e crostacei (per la gioia del porcellino mio commensale come da foto) il risotto alla pescatora anche se io lo preferisco più all’onda. Il tonno appena scottato accompagnato da fagiolini metro è stato piatto assai piacevole come pure la zuppetta di alici locali.

Lo Sciabecco, tonno e fagiolini metro
Lo Sciabecco, tonno e fagiolini metro

 

Lo Sciabecco, antipasti
Lo Sciabecco, antipasti

Più complessa, a dirsi e a cucinarsi, che a mangiarla, la tartare di tonno con cous cous, gelato salato al mascarpone e polvere di capperi, piatto che rivela il desiderio di Gino di spingere un po’ più in là la sua cucina, per chi non vuole solo spaghetti a vongole e frittura di calamari che lui indica in menù come surgelati,e molti spacciano per freschi e poi vi arrivano seppie dell’indocina come capitato a me a settembre scorso in altro lido cilentano.

Lo Sciabecco, risotto alla pescatora
Lo Sciabecco, risotto alla pescatora

 

Lo Sciabecco, la sala interna
Lo Sciabecco, la sala interna

Sui dolci c’è lo zampino della moglie e merita un assaggio la caprese con crema di fico bianco, cioccolatosamente ricca e voluttuosamente umida, a cui l’essere un po’ bassa toglie il podio tra quelle da me provate in anni di militanza sul campo (su babà, caprese, torta di mele e pastiera sono eufemisticamente pignolo).

Lo Sciabecco, capresina con crema di fichi
Lo Sciabecco, capresina con crema di fichi

Carta dei vini prevalentemente cilentana con bottiglie famose e non, che ben accompagneranno il pasto. Conto sui 30 euro, personale garbato e premuroso (in sala il maitre Franco, Alessandro e Simone). Poi a rendere il tutto unico, ci penseranno la location, la risacca del mare, magari la luna, magari la vostra Titania….ma questo è un altro sogno…di mezza estate. “Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita. ”. Shakespeare docet….ma io ai sogni non credo più. Ho preso serenamente cappello.

Lo Sciabecco, tramonto
Lo Sciabecco, tramonto

 

Lo Sciabecco
Lungomare ponente Ascea Marina

Tel. 331.2550650
Sempre aperto

5 commenti

    Pasquale Avino

    Caro, visto che ti trovi a veleggiare da quelle parti, fatti una capatina sulla spiaggia di Pioppi.Di sera si può cenare al Karibù. Cosi vediamo se ogni tanto le considerazioni di un povero mortale coincidono con quelle di uno che se ne intende.

    5 Agosto 2015 - 18:07

    marco contursi

    Quel porcellino è un amore…..e ne capisce pure di cibo….

    5 Agosto 2015 - 18:12

    marco contursi

    Caro ci andiamo insieme?questa la mia mail [email protected] cosi ci confrontiamo su quello che abbiamo nel piatto :-)

    5 Agosto 2015 - 18:13

    Marco Contursi

    Gentile Pasquale sono stato dal locale da lei segnalato,ha la mia mail mi scriva se vuole confrontarsi.

    7 Agosto 2015 - 09:22

    Luigi Carati

    Ci sono stato con mia moglie dopo averne letto qui.Della recensione mi hanno colpito la foto del tramonto e la formula di commiato “prendo serenamente cappello”, espressione arcaica ed elegante, a me cara, la usava mio padre nelle lettere che ci scriveva dal profondo Nord, dove lavorava come insegnante di lettere prima di essere trasferito a Napoli….parlo di 60 anni fa….fa piacere che ci sia ancora chi la conosca e la usi.Ottima esperienza gastronomica in questo locale, di cui ringrazio il blog che, seppur non giovanissimo, seguo con vivo interesse.

    11 Agosto 2015 - 13:38

I commenti sono chiusi.