Vini molisani di Claudio Cipressi Vignaiolo

8/2/2017 840
Vini Claudio Cipressi
Vini Claudio Cipressi

di Enrico Malgi

Viticoltura minimalista in rapporto anche alle limitate estensioni territoriali e quasi interamente segnate da altitudine, se si eccettua il breve tratto di costa tra Termoli e Campomarino e dintorni. E questo sta a significare una viticoltura quasi estrema, difficile ed impegnativa, che predilige la coltivazione di varietà mutuate dalle regioni confinanti: montepulciano e trebbiano dall’Abruzzo, falanghina ed aglianico dalla Campania e nero di troia dalla Puglia.  In questo contesto non mancano comunque aziende attrezzate ed all’avanguardia come quella di Claudio Cipressi Vignaiolo di San Felice del Molise, seguita dall’enologo Vincenzo Mercurio, dedita soprattutto alla diffusione ed alla conoscenza oltre confine dell’unico vitigno autarchico molisano, la tintilia.

Sei le etichette aziendali che ho avuto occasione di assaggiare ultimamente.

Voira Falanghina Terre degli Osci Igp 2015.
Falanghina allevata ad oltre cinquecento metri di altezza. Fermentazione e maturazione in acciaio ed affinamento in vetro. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo della bottiglia in enoteca intorno ai 15,00 euro.

Colore giallo paglierino tenue, ancora in itinere. Impatto olfattivo abbastanza intenso ed avvolgente, connotato da un bouquet ricco di proposizioni odorose di frutta matura, come la pesca, l’albicocca, la pesca, la mela e gli agrumi, che s’intrecciano poi a variegati sussurri floreali di ginestra e di biancospino ed a sussulti di sapidità e di mineralità. In bocca entra un sorso fresco, morbido, succoso ed accattivante. Gusto nitido, secco, armonico, setoso e lievemente mielato. Slancio finale elegante. Prosit!

Le Scoste Trebbiano del Molise Dop 2014.
Acciaio e boccia. Alcolicità di quattordici gradi. Prezzo finale di 16,00 euro.

Giallo paglierino con riflessi dorati ai bordi. Ventaglio olfattivo già delineato con toni agrumati e di frutta secca come le noci, le nocciole e le mandorle. Essenze floreali e vegetali e compostezza minerale vanno a completare l’ottimo quadro odoroso. Palato accondiscendente per acidità, suadenza, morbidezza, grazia ed eleganza e giocato poi sulla naturalezza dei toni evoluti ed intensi. Finale lungo ed irradiante che stimola la beva. Prosit!

Settevigne Tintilia del Molise Dop 2013.
Solo acciaio e boccia. Tenore alcolico di quattordici e mezzo. Prezzo finale della bottiglia di 17,00 euro.

Classico il colore rosso rubino-purpureo scintillante. Bouquet accattivante per un’esplosione di complessi profumi che tirano un uppercut al naso: ciliegia, prugna, ribes, tocco vegetale, radici e minerali. Sorso caldo e pulito e poi avvolgente, fresco, morbido e connotato da un tannino levigato, impertinente e suadente, che comunica un sentimento selvatico. Seducente e godibile il lungo finale che si ammanta di frutta a go-go. Prosit!

Macchiarossa Tintilia del Molise Dop 2012.
Sempre acciaio per due anni e sei mesi in bottiglia. Gradazione alcolica di quattordici e mezzo. Prezzo in enoteca di 22,00 euro.

Rosso rubino brillante. Corredo aromatico subito caratterizzato da sussurri di piccoli frutti del sottobosco, da sospiri floreali di violetta e di ciclamino e da nervature erbacee-terrose. L’ospitale bocca riceve un sorso caldo e potente, ma anche molto gradevole per freschezza, struttura e rotondità. Tannini leggermente ruvidi, ma senza fare danno. Retrogusto ampio, croccante e persistente per un’ottima beva. Prosit!

Macchianera Molise Rosso Dop 2011.
Blend di montepulciano all’85% e saldo di tintilia. Maturazione in barriques per un anno e mezzo, più sei mesi in vetro. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale di 23,00 euro.

Il montepulciano, come si sa, ama la dorsale centro-adriatica (Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio, Molise e Puglia), raggiungendo comunque sempre ottimi risultati sia in purezza che in uvaggio, come nel caso specifico del Macchinanera molisano. Colore rosso rubino intenso e luminoso. Ampiezza olfattiva caratterizzata da leggiadre suadenze fruttate di sottobosco e di drupe rosse. Fiuto speziato di cannella, noce moscata, pepe nero e vaniglia. E poi ancoranote di liquirizia, di cioccolato, di tabacco, di mentolo e di mandorla amara. Sulla lingua plana un sorso dalla potenza espressiva, asciutto ed acido e sostenuto da una solida intelaiatura tannica e da un’energia coinvolgente. Chiusura lunga e vigorosa. Prosit!

Tintilia (66). Tintilia del Molise Dop 2011.
Ben tre anni di maturazione in legno ed affinamento in boccia per sei mesi. Alcolicità di quattordici e mezzo. Prezzo in enoteca di 42,00 euro.

Colore rosso cupo, con riflessi purpurei. Naso vegetale, fruttato e floreale di grande spessore. Spezie orientali fanno poi le fusa alle narici. Palato intrigante, imperioso e sfrontato. Sorso succulento, potente, corposo, caldo e lievemente sauvage. Vino nel complesso equilibrato, avvolgente, rotondo, polposo, grasso ed armonico, che esprime un’anima verace ed un profilo linfatico e campestre. Portamento austero. Spinta finale persistente ed edonistica. Gran bel vino davvero!

 

Claudio Cipressi Società Agricola a.r.l.
San Felice del Molise (Cb) – Contrada Montagna, 5/B
Tel e Fax 0874 874535 – Cell 335 1244859
info@claudiocipressi.itwww.claudiocipressi.it
Enologo: Vincenzo Mercurio
Ettari vitati: 14,5 – Bottiglie prodotte: 40.000
Vitigni: tintilia, montepulciano, falanghina e trebbiano

 

6 commenti

    Marco Galetti

    (8 febbraio 2017 - 09:33)

    Quando ci si cimenta con queste imponenti verticali, ripide quanto i terreni di riferimento, raggiungendo lo scopo indicato di far conoscere oltre confine vitigni di nicchia, dalle pianure a nord insieme ai saluti arriva un quesito, ma un assaggio di capretto sarà consentito tra un calice e l’altro…

    Enrico Malgi

    (8 febbraio 2017 - 13:02)

    Certo che si, caro Marco. E comunque come sai in tutto il Meridione si mangia benissimo, così come la Nord. Io bazzico spesso tra Milano, Varese e Novara e conosco quasi tutti i ristoranti e le specialità culinarie locali. Facciamo così: tu vieni da me nel Cilento (mozzarella di bufala, capretto, carciofi, soppressata, pesce a go-go e tante altre leccornie, oltre alle aziende vinicole) e quando salgo su mi porti in qualche posto che non conosco, va bene?

    Marco Galetti

    (8 febbraio 2017 - 14:18)

    Volentieri, se nel frattempo dovesse capitare un “benvenuti al centro” nel Granducato di Toscana, saremo pronti a cogliere i cavatappi al balzo

    Enrico Malgi

    (8 febbraio 2017 - 15:37)

    Ok. vada pure per il Granducato di Toscana, dove sono anche lì di casa, perché la mia schiatta ha origini pisane e precisamente di Calambrone di Tirrenia. Il mio numero di cellulare è 340 5907493, chiamami quando puoi per memorizzare anche il tuo numero. E per favore dammi del “tu”, mi raccomando, altrimenti mi fai sentire più vecchio di quello che sono!

    vincenzo

    (9 febbraio 2017 - 09:22)

    Grazie Enrico per la tua piacevole ed accurata fotografia di una viticoltura, che come tu stesso hai definito , eroica. Stimo molto Claudio il quale, innamorato della sua Tintilia, con il suo lavoro sta portando in giro per il mondo i frutti della sua passione.
    Ad Maiora

    Enrico Malgi

    (10 febbraio 2017 - 15:37)

    Parole sante Vincenzo!

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