In ricordo di Marina Rispoli

17/8/2020 3 MILA
Marina ed Enza Rispoli
Marina ed Enza Rispoli

di Marco Contursi

In un Ferragosto, già mesto di suo, mentre sonnecchio sul letto, con il clima a palla, leggo, della scomparsa, a inizio luglio, di Marina Rispoli, titolare con la sorella Enza, della trattoria Rispoli, sita a Pogerola di Amalfi, una fraziona collinare, distante dalla perla della costiera, pochi chilometri ma moltissimo per caos (qui inesistente) e prezzi (qui, più che abbordabili).

Le chiamavano “le signorine” perché non si erano mai sposate. Un binomio imprescindibile: Enza in cucina e Marina in sala. Da oltre 50 anni. Che sembravano non essere passati, negli arredi, nella cucina, di solidissima tradizione, e nei prezzi, irrisori.

Le scoprii una sera del 19 marzo, festa del papà, di 20 anni fa, venti anni che a me sembrano secoli, quando l’iPhone non esisteva e tutto era maledettamente più semplice.

Ingresso - foto dal sito Campaniaferax
Ingresso – foto dal sito Campaniaferax

Ci andai, con l’amore di allora, noi due, unici clienti di quella sera. C’era ancora il banco della salumeria all’epoca, perché come tante vere trattorie di un tempo, ormai lontano, davanti era salumeria e dietro 5-6 tavoli per far da mangiare. Vi dico solo che quando dopo aver mangiato il secondo,  chiesi ancora, una mozzarella in carrozza, dalla cucina si levò un urlo “Chisto ancora mangia, io aggio già pulizato tutto”, e capii che era meglio passare al dolce. Divenne la mia meta fissa, spesso da solo. Era come andare a casa di anziane zie, chiunque sedesse a quei tavoli diventava un amico, loro e degli altri avventori. Ricordo una sera, da solo, arrivai qui, quasi senza accorgermene, mi sedetti, vicini di tavolo, un magistrato che, cercava in quel posto, sollievo, da un dolore troppo grande, e una coppia di turisti bresciani. Finimmo a chiacchierare e a bere limoncello tutti insieme, come vecchi amici, sotto lo sguardo sornione di Marina. Lei era la regina della sala, una finta burbera, che alla fine cercava sempre di accontentarti, spesso litigando bonariamente con Enza, maestra della cucina, per soddisfare la richiesta strana del cliente di turno.

Non ne ho scritto mai in rete, ne scrissi però 10 anni fa sul “Il Salernitano”, e per uno scherzo del destino, il giorno della recensione gli altri quotidiani scioperarono, e il Salernitano fu l’unico ad uscire nelle edicole e quindi finì tutte le copie e tantissimi lessero quella recensione.

La trattoria delle Sorelle Rispoli non era per tutti, perché non tutti accettavano che Marina ti mandasse a quel paese se richiedevi con insistenza l’acqua mentre lei si affannava a portare i piatti a tutti, perché il bagno è fuori dal locale e molto spartano, perché lo scialatiello è più simile ad una tagliatella e se lo chiedi in bianco con le vongole, Enza non te lo fa. Ma se vi avvicinate col cuore, capendo di fare una esperienza umana prima ancora che gastronomica, vi dico che mangerete qui le migliori alici fritte imbottite di tutta la costiera, i crocchè più gustosi, stupendi involtini di melanzane e provola, una eccellente genovese e scialatielli alla siciliana buoni e abbondantissimi. Io prenotai una zuppa di pesce e il ricordo del sapore ancora mi commuove. Le zeppole di san Giuseppe di Enza, poi, che ve lo dico a fare.

Ma ripeto, non è un posto per tutti: ci sono luoghi, ci sono piatti, ci sono persone che necessitano di una serenità d’animo particolare per coglierne l’intima essenza e per divenire tutt’uno con essa, godendone.

I fighetti di sta cippa, girassero al largo. Se non c’è più Marina a mandarvi a quel paese, vengo io a farlo.

L’ultima volta che ci sono stato, alcuni anni fa, mi beccai le critiche della persona che avevo portato, troppo giovane per capire che il valore di certi posti, prescinde da tutto. Valgono perché sono lì e sono così. Da sempre. Punto.

Ma per capirlo, devi avere qualche anno in più sulle spalle e tanta vita vissuta dentro al cuore.

Senza Marina non sarà più lo stesso, come tanti altri posti che negli anni hanno perso la loro anima. Resta Enza che abbraccio con affetto e che andrò a trovare. Magari, fatelo pure voi, ordinate quello che ho scritto e non pagherete più di 25 euro.

Per una esperienza antropologica, fuori dal tempo. In una vera trattoria. Con tutti i pregi e qualche difetto, dell’esserlo.

In quanto a te Marina, sii paziente se al refettorio del paradiso, qualche Santo, ti chiede due volte l’acqua, sei lì da poco e ancora non ti conosce, ancora non ti ama, come ho fatto io e tantissimi clienti, in 50 anni e passa di attività.

Ora basta scriverne, gli occhi si sono appannati, giuro, con lei se ne va il ricordo di un tempo in cui credevo ancora si potesse essere felici.

Tanto nella vita, quanto davanti un piatto di stupende alici imbottite.

Au Revoir Marina.

 

7 commenti

    friariello

    Inizio anni 80,occasione il matrimonio di un “compagno”(sinistra non ancora champagne)……memorabile lasagna e tanti piatti autentici e “poveri” che a distanza di anni ricordo ancora.E’ vero non era una trattoria per tutti soprattutto in tempi di trip e trap.Buon viaggio signorina.

    18 agosto 2020 - 11:12Rispondi

    marco contursi

    Grazie Friariello per questa tua testimonianza……un cliente quando io ancora ero in fasce, ma loro le Signorine Rispoli, già erano lì.

    18 agosto 2020 - 18:25Rispondi

    Arianna

    Marina mi ha vista crescere,e la porto nel ❤️.Ancora ho in bocca il sapore degli scialatielli alla siciliana…e nelle orecchie le liti con Enza…due donne di cuore e senza grandi pretese…così,semplici..che puoi solo amarle!

    21 agosto 2020 - 21:07Rispondi

    Robert Lim

    It was a blessing knowing her kind heart ❤️ to my two children, while growing in Pogerola, it was their second mother. I was surprised for her sudden departure from the earth. Marina have a heavenly rest and We all remember you For your beautiful legacy. Amen

    22 agosto 2020 - 04:56Rispondi

    marco contursi

    Mi emoziona che vecchi clienti, anche stranieri abbiano letto questo mio ricordo, grazie Arianna e grazie a Robert di cui traduco le parole a beneficio di tutti: “È stata una benedizione conoscere il suo cuore premuroso per i miei due figli, mentre crescevano a Pogerola, era la loro come una seconda madre. Sono rimasto sorpreso per la sua improvvisa scomparsa da questa terra. Marina buon riposo e tutti noi ti ricordiamo per la tua bellissima eredità. Amen”.

    22 agosto 2020 - 11:46Rispondi

    Domenico Gambardella

    Il suo ricordo Marco rispecchia in pieno il personaggio Marina. Io sono napoletano, vivo ad Amalfi da vent’anni circa. Salivamo con mia moglie e mia figlia a Pogerola a piedi negli anni scorsi con una certa frequenza, ultimamente soprattutto nei periodi “tranquilli”. La tappa dalle cd. zite era il momento più atteso dopo la salita, perché non vedevamo l’ora di assaggiare le loro prelibatezze e stare in completo agio, come se fossimo a casa; per non dimenticare poi le serate con gli amici trascorse sul terrazzino, ragionando e scherzando con lei. Il suo carattere “burbero” poteva essere compreso solo da chi aveva ed ha una profondità d’animo. Mi dispiace solo che sia andata via troppo presto, perché in questi tempi Bui, caotici, e di educazione uguale a zero della Costiera la sua capacità di mandare a quel……sarebbe stata più che giusta ed azzeccata. Io lo dico apertamente con lei è andata via una parte dell’anima vera della costiera che ora purtroppo non c’è più e non ritornerà più. Addio momenti sereni e felici. Ciao cara Marina ci mancherai moltissimo, che il Signore ti accolga fra le sue braccia. Un forte abbraccio alla carissima Enza.

    22 agosto 2020 - 19:00Rispondi

    Marco Contursi

    Grazie Domenico per la sua splendida testimonianza.Anche io credo che con lei vada via un tempo di cui solo chi l ha vissuto può capirne il valore.

    22 agosto 2020 - 21:33Rispondi

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