Le migliori pizze che mi hanno colpito da provare a colpo sicuro (in aggiornamento a partire dall’8 settembre)
Oltre sessant’anni di pizza possono bastare per ascoltare i miei consigli?
Direi di si perchè si basano sull’esperienza e soprattutto sul gusto personale che ha provato di tutto di più, dallo Yemen a New York, dalle Alpi alle Piramidi, da Lisbona a Pechino, etc etc.
I miei gusti sono semplici, penso che una sinfonia di Beethoven non possa non piacere a tutti, ma questo non significa che non mi piaccia ascoltare i Deep Purple e i Pink Floyd a palla dopo un buon bicchiere di vino.
Giro molto soprattutto per piacere e alla fine cosa mi fa dire che una pizza è eccezionale, al punto d consigliarla pubblicamente come voi fareste con un amico? Il perfetto equilibrio fra impasto ed ingredienti. Senza pregiudizi ideologici anche se penso che lo stile napoletano sia adatto alle pizze classiche e semplici, senza troppi ghirigori, mentre padellino e teglia più si prestano a ragionamenti complessi da cuoco. Ma tutto è lecito, se piace. Detesto il crunch ma è solo una moda e quando fatto bene lo mangio.
Alla fine, ripeto, cosa conta? Il rapporto sessuale fra l’impasto e la farcia: devono godere insieme altrimenti è un flop.
E nelle segnalazioni a voi cosa conta? La capacità del pizzaiolo di saper stare al mondo con competenza ed educazione. Niente sbroccate su Facebook per lamentarsi del mondo cattivo e ingiusto, roba da adolescenti immaturi, non da professionisti.
Per questo scelgo Mauro Autolitano di Acerra come esempio di persona umile, di una certa età, capace di parlare ai più giovani con immediatezza.
La copertina invece cambierà di continuo: scelgo i ragazzi di Lucus ad Atella, paese del Vulture in provincia di Potenza perchè è una storia bellissima di ritorno al Sud oltre che di sapienza gastronomica. Vale il viaggio, come scrive la Michelin per i Tre stelle.
Infine perchè dall’8 settembre? Perchè sta alla storia del mondo pizza come Stalingrado alla seconda guerra mondiale…
Gennaro Catapano lavora a Palma Campania alle falde del Vesuvio. E’ un pizzaiolo di tradizione, si è fatto da solo e la sua è una pizzeria da provare.
Sasà Martucci non ha bisogno di presentazioni. Siamo in un momento importante della sua carriera, insieme a Giovanna Orciuoli, ha aperto a Milano.
Roberta Esposito è un esempio di cuoca prestata alla pizza e si vede. Le sue pizze sono sempre equilbrate e perfetta. Ecco la sua nella Pizzeria Brando a Gioia del Colle anche se la sua pizzeria La Contrada è ad Aversa e la trovate da Marita a Roma.
Gaetano Paolella è da sempre un riferimento ad Acerra. In attesa di andare nella nuova sede sul corso principale, andatelo a trovare.
Quello che mi piace dei milanesi è la loro apertura mentale sulle novità. Futura di Luca Pezzetta ha subito sfondato, ecco la pizza che mi ha colpito di più-
Simone Vesi è figlio d’arte e si vede. La sua pizza ha un impasto buonissimo, provatela al Vomero dove lavora con il padre Peppe.
La Provola e Pepe è una pizza che chiedo sempre per testare una pizzeria. E’ un po’, insieme alla marinara come ‘esame di Dirittto Privato a Giurisprudenza. Davide Ruotolo a Palazzo Petrucci gioca in Champions nel cuore di Napoli e non sbaglia un colpo.
Enzo e Fabio Esposito sono ottimi imprenditori nel settore gastronomico: la loro pizzeria a Salerno è un riferimento da non perdere.
Raf Bonetta in questo momento è il Maradona degli impasti. La sua apertura al Vomero è stato un successo, lo aspettiamo a Fuorigrotta
Ed ecco un altro cuoco prestato alla pizza. Alessandro Bruner da Secondigliano a Casoria passando per Heinz Beck. Qui si che parliamo di esperienza gastronomica.
Pietro Fontana, si è fatto da solo ed è un grande lavoratore con le idee molto chiare. Insieme alla moglie ha aperto una pizzeria di succeso a Somma Vesuviana.
Questa l’abbiamo premiata nella Guida allePizzerie del Mattino come migliore dell’anno. Poteva mancare? Certo che no. Die Gustibus a Baronissi
e la storia continua……













