Peppino Pagano, il grande costruttore di cose buone

31/12/2017 1.8 MILA
Peppino Pagano
Peppino Pagano

di Enrico Malgi

Via il taccuino ed il registratore, mi affido solamente alla mia ancora buona memoria per una “non intervista” a Peppino Pagano. La mia intenzione era quella di una “vera intervista”, ma poi ho preferito lasciare perdere, perché Peppino oltre che un personaggio famoso, speciale e carismatico è soprattutto un caro amico, con cui è sempre molto piacevole scambiare due chiacchiere.

Vista del momte Calpazio dalla Dispensa
Vista del momte Calpazio dalla Dispensa

Ci troviamo seduti uno di fronte all’altro alla Dispensa, la penultima sua “creatura” (almeno per adesso, perché a breve potrebbe essere la terzultima conoscendo bene il carattere vulcanico di Peppino). Si mangia e si beve in allegria e si parla del più e del meno. Mi racconta candidamente un po’ di roba, a cominciare dalla sua infanzia trascorsa in quel di Boscoreale, proprio sotto il Vesuvio, dov’è nato e cresciuto. Suo padre, del quale ne parla con grande rispetto e venerazione com’è giusto che sia, faceva il coltivatore e vendeva uva ed olio. In questo modo ha imparato a conoscere la terra e ad innamorarsene. Dopo alterne vicissitudini, giovanotto si è trasferito nel Cilento, terra natìa della madre, e da qui è iniziata la sua “nuova” vita, perché si è sposato con una bella ragazza cilentana, avvicinandosi man mano al mondo dell’imprenditoria e dell’ospitalità. Nel 1980 ha rilevato la gestione dell’hotel Schuhmann, posizionato proprio sulla spiaggia di Paestum, dall’omonimo proprietario teutonico e frequentato massicciamente proprio da turisti tedeschi che ivi sostavano molti mesi all’anno attratti dal clima mite e dal mare limpido. Alcuni anni dopo sono stati acquisiti l’Esplanade ed il Savoy Beach (nome mutuato dal Savoy di Londra e non certamente riferito alla Casa Savoia), diventati in breve tempo prestigiosi punti di riferimento di accoglienza dell’intera area pestana. E la storia continua poi fino ai tempi nostri con la creazione dell’Azienda Agricola e Vinicola San Salvatore (intitolata alla memoria del padre), dedita alla produzione agroalimentare, al vino, all’olio ed a prodotti caseari, derivanti dall’allevamento bufalino. E poi ancora la Dispensa ed il lido Beach Club 93, di recente costruzione.

Dispensa
Dispensa

Con la realizzazione dell’azienda vinicola Peppino ha portato nell’ambiente cilentano una ventata di novità e di energia. Ha comprato terreni in ambiti vocati, si è dotato di persone altamente qualificate e di strutture d’avanguardia, privilegiando e sviluppando nel contempo una produzione biologica e biodinamica, rispettosa dell’ambiente e delle persone.

La Dispensa di San Salvatore
La Dispensa di San Salvatore

Adesso Peppino ha affidato nelle sicure mani del figlio Salvatore e del genero Antonello alcune attività produttive, ma lui resta sempre al comando delle operazioni, come un capitano sulla plancia della nave. Non riesce assolutamente a stare fermo, si muove in continuazione, viaggia, controlla e dà disposizioni. Nel frattempo ha conseguito prestigiosi riconoscimenti, tra cui quello di “Benemerito della Viticoltura Italiana” ricevuto dalle mani del Presidente Mattarella.

I suoi vini vanno a gonfie vele e gli affari prosperano, che si può desiderare di più a questo punto? Una cosa però per Peppino è la più importante di tutte: la sua famiglia, a cui è molto legato. Da quando è diventato nonno poi non sta più nella pelle. Quando parla dei familiari e dei suoi genitori, com’è successo nel nostro incontro, si commuove, perché sotto la scorza di un uomo forte, deciso e pragmatico si nasconde una persona sensibile, schietta, umile e generosa.