Simone Loguercio, dal Cilento alla Toscana, Miglior sommelier d’Italia AisIl prossimo obiettivo? Insegnare il vino

11/5/2019 1.7 MILA

 

Simone Lo Quercio
Simone Lo Quercio

di Francesca Faratro

Lui è Simone Loguercio, il primo signore del vino per l’anno in corso, miglior sommelier d’Italia lo scorso novembre per l’AIS, Associazione Italiana Sommelier.

Nelle sue vene scorre il sangue cilentano ma la terra che lo ha adottato e visto crescere professionalmente è stata la Toscana.

Dietro la sua barba folta e ben curata, ci sono i suoi anni, pochi se paragonati alle sue conoscenze enologiche,  alle quali si associano anche quelle legate alla mixology.

A staccarlo dal secondo classificato Valentino Tesi, una sola manciata di punti. Eppure insieme, condividono  un bel percorso professionale che li ha visti sfidarsi, riavvicinarsi e diventare amici, nel nome del vino e durante le loro avventure enoiche.

 

  • Quando e dove nasce Simone Loguercio?

“Sono nato a Sapri ma ho vissuto a Caselle in Pittari, un paesino dell’entroterra cilentano, dove ho trascorso una buona parte della mia adolescenza. Mi sono trasferito poi con la mia famiglia a San Miniato, in provincia di Pisa, dove ho intrapreso gli studi di Architettura presso la Facoltà di Firenze.”

  • E la passione per il beverage?

“E’ a Firenze che mi sono avvicinato al mondo del Food&Beverage, lavorando nei weekend come barman. La curiosità mi ha portato ad informarmi su tutto ciò che mi passava tra le mani : distillati, liquori, caffè e vino. Dopo i corsi da barman, ho intrapreso l’avventura della sommelerie presso l’AIS – Associazione Italiana Sommelier : è stato amore a prima vista! Conoscere tutto ciò che si celava dietro una bottiglia di vino mi affascinava ma ancor oggi è la stessa emozione. Come in tutte le cose, se a muoverti è la passione non puoi fare a meno di seguirla.  Ho lasciato Arte e Architettura per dedicarmi appieno all’affascinante e mondo del vino. E’ un mondo che mi conquista tutti i giorni dandomi sempre qualcosa di nuovo per un curioso come me.

  • Quando sei diventato sommelier?

“Sono diventato Sommelier nel 2014 e successivamente Degustatore Ufficiale. Successivamente mi sono iscritto alla Scuola Concorsi AIS Toscana e nel giugno del 2017 ho fatto la mia prima gara.”

  • I tuoi primi concorsi, quali sono stati?

“Il primo è stato “Miglior Sommelier di Toscana 2017”, dove mi sono classificato secondo. Un’emozione grande che ancora ricordo ma che mi ha dato la carica per intraprendere una nuova avventura. Dopo qualche settimana ho partecipato al Master del Lambrusco portando a casa la mia prima vittoria! Più tardi è arrivato il secondo posto al Master dell’Albana; il primo posto al Master del Sagrantino ed il primo posto al Miglior Sommelier di Toscana 2018. Il mondo dei concorsi è coinvolgente: ti da la possibilità di conoscere meglio alcuni territori del vino, i personaggi che vi operano e la cucina territoriale!”

  • Il concorso come miglior sommelier d’Italia, cosa ti ha regalato?

“Il primo posto al Miglior Sommelier d’Italia Premio 2018 è stato il coronamento di un sogno, qualcosa che va oltre quello che avevo immaginato. Il concorso più atteso, quello più adrenalinico, quello che fa più paura. Appena sono arrivato nella sala del Kurhaus di Merano, dove si sarebbe svolta la finale, l’emozione ha preso il sopravvento, un nodo alla gola senza neppur sapere l’esito della prova. Dopo i play-off è arrivata la finale. La prima parte quasi non la ricordo, ero confuso ed emozionato e sapevo che non stavo affrontando la gara col piglio giusto. Poi qualcosa mi ha spronato, la giuria mi ha chiamato il tempo, mancavano sette minuti, troppo pochi per ciò che avrei dovuto fare. In soli sette minuti restanti ho effettuato decantazione e comunicazione, ho parlato di Barolo 90dì, Terlaner Rarity 1991, Alsazia e Veronelli. Dovevo essere efficace e dinamico, competente ed elegante, utilizzare la giusta dialettica e poco teatrale. Tutto questo in soli sette minuti.”

  • Come hai vissuto la vittoria?

“Indescrivibile, una gioia immensa, una grande soddisfazione. Ho partecipato al Concorso per mettermi in gioco, mi piace la sfida, quella sana, che ti migliora.”

  • Dove ti vedi professionalmente fra qualche anno?

“Continuerò  il mio lavoro di sommelier ma amo la didattica e cercherò di formarmi per condividere con gli altri la mia passione.”

  • Il tuo vino preferito?

“Per il piacere del bere amo le bollicine Metodo Classico, quindi un ottimo Trento DOC o un buon Champagne. Anche se la passione per il vino è nata bevendo Sangiovese, che avrà sempre un posto di elezione nel mio cuore!”

 

2 commenti

    Francesco Mondelli

    Ospite ieri della giornata della cultura dell’olio e del vino nella splendida cornice delle Terme di Traiano di fronte alla stazione Termini presente il presidente A I S Marietta ho sentito spesso la parola emozione anche da personaggi illustri intervenuti al convegno sopratutto in riferimento alla severità degli esami di fine corso.In questo caso anche se siamo a livelli più alti a quanto pare si vivono ugualmente.PS.Bisogna riconoscere che la Toscana fa spesso centro e attualmente credo che Firenze sia la migliore delegazione.Fa inoltre piacere che abbia ricordato le origini Cilentane dove negli ultimi anni abbiamo imparato a fare buoni vini ma anche a scriverne e a comunicarli.Ad maiora e……in alto i calici per tutte le mamme.FM .

    12 maggio 2019 - 07:15

    Francesco Mondelli

    Mi scuso del refuso il presidente è Maietta

    12 maggio 2019 - 07:17

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