Vincenzo Mercurio: ricordo di Erminio Spiezia,il produttore gentile


Erminio Spiezia

Erminio Spiezia

di Vincenzo Mercurio

A giugno del 2012 eravamo al Rome Cavalieri Waldorf Astoria per un evento presso La Fondazione Italiana Sommelier.

Un amico comune, Angelo Silano, mi disse che un professionista romano di origini Campane, per la precisione di Casoria, Napoli, voleva conoscermi.

Nella hall vidi un uomo bruno, molto alto, con spalle larghe da nuotatore. Con grande entusiasmo mi parlò del suo sogno, quello di coltivare la vigna e produrre un suo vino, fu subito chiaro che il vino era, oltre che passione, il pretesto per ritornare nella sua terra.

Parlò con enfasi, senza sosta, con l’entusiasmo di un bambino maturo.Le sue idee, molto chiare, mi furono illustrate con un suo fare gentile e una parlata elegante con la erre “moscia” alla francese.

“Il mio vitigno del cuore è il Fiano, ma l’Aglianico mi affascina.Vorrei prendere in affitto un vigneto a Paternopoli, per iniziare, da cui vorrei produrre un vino che conservando il carattere forte dell’Aglianico sia in grado di rapire per la sua gentilezza.”

Ci rivedemmo come promesso nella nostra amata Irpinia, a Paternopoli, e devo dire che avevi proprio ragione le vigne erano bellissime; restammo a contemplare soprattutto quelle più vecchie con la classica forma di allevamento a starseta irpina.

Insieme proseguimmo convinti di rivedere e reinterpretare il vino Campi Taurasini, non più come un vino secondo al Taurasi ma un vino con il proprio stile.

In breve tempo ION Campi Taurasini ha convinto e rapito, poi FREN il Taurasi e poi XOROS finalmente il tuo Fiano.

Sono passati anni, di lavoro, sacrifici, soddisfazioni e, caro Erminio, sei riuscito a realizzare il tuo sogno, che presto è diventato quello delle tue donne: Stefania, Chiara, Francesca.

I vini raccontano sempre il vitigno, il territorio, ma soprattutto il produttore.

I tuoi, caro Erminio, sono vini che parlano del vostro amore, sono caldi, complessi, originali, e raccontano chi sei.

Hai lottato come un atleta senza mai lamentarti, non ti ho mai visto affranto. La tua famiglia di origine e quella che hai amabilmente creato con Stefania, si è stretta accanto a te accompagnandoti con amore.

Quando potevi, amavi nuotare in costiera amalfitana che conoscevi come le tue tasche, era il tuo luogo idilliaco, il tuo paradiso sulla terra.In mare siamo leggeri, il peso non conta, la libertà ci bagna con l’illusione della leggerezza, la stessa di quel tempo sospeso, il tempo infinito dell’amore.

Oggi ti immagino proprio li, nelle verdi acque, con le tue braccia forti, con un mare, ora calmo, che non ti oppone resistenza, lasciandoti sfilare per l’eternità.

Un commento

  1. Grazie Vincenzo .Nel mio piccolo ho conosciuto la persona e saputa la notizia che ormai è di qualche giorno mi chiedevo come mai non si scrivesse un ricordo di una persona forse non mediatica ma autenticamente innamorata del vino della nostra terra.Riposi in pace.Amen

I commenti sono chiusi.